set 022017
 

Il 7 Settembre 2017 a partire dalle ore 8.30 si terrà  a  Palermo presso l’” ITI VITTORIO EMANUELE III” di Via Duca della Verdura e  Trapani presso l’ “I.T.G . G.B AMICO” di Via Salemi ,n°49 la 2° Giornata Nazionale RSU e Delegati Sindacali promossa dalla Cisl Scuola; un momento di confronto e di riflessione sul tema “Fare Comunità”.

assemblea-rsu-palermotrapani

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mag 122017
 

firma-gissiCon l’accordo raggiunto l’11 aprile scorso sul CCNI che indica le modalità con cui gestire le procedure sulla cosiddetta “chiamata diretta”, riguardanti l’assegnazione della scuola di servizio ai docenti titolari su ambito, si sono raggiunti due importanti risultati, il secondo dei quali è conseguenza del primo: ricondurre a disciplina contrattuale una materia che tocca aspetti importanti e delicati del rapporto di lavoro; definire una sequenza di atti nei quali, valorizzando apporti e ruoli delle diverse componenti della comunità scolastica, si pongono le premesse per una gestione partecipata e condivisa delle operazioni, nel segno di una trasparenza utile anche a prevenire il possibile insorgere di tensioni e conflitti. Continue reading »

feb 202017
 

Si celebrerà domani a Palermo, a conclusione di un dibattito intenso avviato durante le tante assemblee  sui luoghi di lavoro,  il secondo Congresso Territoriale Cisl Scuola Palermo Trapani. Il nostro congresso sarà pertanto una grande occasione di verifica e di progetto, di consolidamento e di innovazione e rappresenterà l’occasione di scelta della dirigenza alla quale affidare la guida dell’organizzazione nei prossimi quattro anni, nella fedeltà alle proprie ragioni fondative e nel rispetto dei propri orizzonti di valore,  alla luce delle emergenze e delle sfide con cui il sindacato è chiamato a confrontarsi.

 In un contesto nel quale i processi di cambiamento assumono profondità e velocità crescenti, il rinnovamento è insieme una necessità e una sfida: la sfida a rinnovarsi mantenendo salde le proprie radici, la sfida che la Cisl Scuola Palermo Trapani è pronta ad affrontare con entusiasmo e senso di responsabilità.

I lavori congressuali saranno nobilitati dalla presenza del Segretario Generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi, di Francesca Bellia Segretario Generale Cisl Scuola Sicilia e di Daniela De Luca Segretario Generale UST Cisl Palermo Trapani.

Scarica qui il programma dei lavori

 

manifesto

mag 032016
 

Al fine di raccogliere e monitorare lo stato di avanzamento dei lavori dei Comitati di Valutazione costituitisi nelle Istituzioni Scolastiche
con il compito di definire i criteri per la valorizzazione del merito del personale docente, così come previsto dal comma 129 della Legge 107/2015,
la Segreteria Nazionale ha predisposto un monitoraggio a risposte chiuse rivolto alle RSU e TAI CISL SCUOLA, compilabile direttamente on-line
tramite una pagina dedicata del nostro sito al seguente link :

Monitoraggio Bonus 

La compilazione, immediata e di facile esecuzione, richiede l’attenzione di procedere alla compilazione di un solo monitoraggio per istituto, cosi da evitare la duplicazione di dati, per questo vi invitiamo ad individuare un componente RSU o TAI per ogni scuola a cui affidare l’incarico della compilazione.

Siamo certi dell’utilità dello strumento e confidando nella vostra consueta collaborazione auspichiamo di ricevere un campione significativo di dati che verrano quindi tabulati ed analizzati
SI PREGA DI  COMPILARE IL MONITORAGGIO ENTRO E NON OLTRE MERCOLEDI’ 11 MAGGIO P.V.

mar 172016
 

L’incontro svoltosi nella mattinata di oggi, 16 marzo, al Miur, incentrato sul bonus per la valorizzazione professionale dei docenti e sull’utilizzo a tal fine dei 200 milioni di euro stanziati con la legge 107, ha fatto registrare una notevole distanza fra le posizioni espresse dall’Amministrazione, tramite i direttori generali degli ordinamenti e del bilancio, e quelle sostenute dalla Cisl Scuola e dagli altri sindacati, tanto da indurre le organizzazioni presenti, con l’eccezione della sola ANP, ad abbandonare la riunione.

Il punto su cui le posizioni fra le parti si sono rivelate del tutto inconciliabili riguarda la lettura che l’Amministrazione intende dare della legge 107; a suo avviso, infatti, si configurerebbe come legge speciale in virtù della quale l’attribuzione del bonus ai docenti, pur trattandosi di compenso accessorio, sarebbe esclusa dalla regolazione per via negoziale prevista in via generale, in materia di retribuzione, dalle disposizioni vigenti per la disciplina del rapporto di lavoro pubblico.

Si tratta di una posizione di radicale contrasto con quanto da noi sostenuto nel momento in cui si avviava sulla questione un confronto a livello politico che la comunicazione di oggi, ritenuta irricevibile, rischia seriamente di compromettere.

La nostra posizione, argomentata in modo puntuale e già portata a sintesi in un documento unitario diffuso nel mese di settembre dello scorso anno, è ribadita ulteriormente in una nuova elaborazione unitaria diffusa nella giornata odierna. Noi riteniamo che rappresenti un ragionevole punto di equilibrio fra le competenze di tutti i soggetti coinvolti nelle procedure previste dalla legge e che pertanto possa rappresentare anche il punto di partenza per un confronto che le posizioni espresse oggi dall’Amministrazione rendono invece assolutamente impraticabile.

Qualora l’Amministrazione medesima si arroccasse su queste posizioni, si avrebbe come unica prospettiva quella di un duro contenzioso che ci troveremmo costretti ad attivare a tutela della professionalità dei docenti, la cui valorizzazione deve avvenire nella piena salvaguardia delle prerogative che la legge assegna agli organi collegiali (in primis al collegio docenti) per quanto riguarda la programmazione e l’organizzazione della didattica, e alla contrattazione per quanto riguarda la regolazione degli aspetti retributivi del rapporto di lavoro.

feb 172016
 

RSUIl 23 e 24 febbraio 2016 si tornerà a votare in Sicilia per l’elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle istituzioni autonome per l’istruzione degli adulti (CPIA) e nelle scuole regionali. La Cisl Scuola Palermo Trapani per l’occasione  sarà ancora una volta impegnata in prima fila per ridare slancio e forza alla partecipazione e alla contrattazione all’interno dei luoghi di lavoro dei nostri rappresentati. Battersi perché i propri diritti si affermino insieme a quelli degli altri, sapere che le tutele individuali si rafforzano se sostenute da un’azione che punta a traguardi di interesse e bene comune, sono le radici della nostra cultura e del nostro agire sindacale e saranno le linee guida dei nostri candidati. Ai nostri dirigenti, iscritti e simpatizzanti chiediamo supporto e attività relazionali per aiutare e sostenere le nostre liste ad ottenere un  buon risultato.

A tal fine comunichiamo di seguito la composizione delle nostre liste, ricordandovi che la tornata elettorale riguarderà le seguenti istituzioni scolastiche :

 

CPIA Palermo 1 (PA e provincia lato Partinico)

Carmina V.

Coppola G.

Brolo A.

 CPIA  Palermo 2 (Pa e provincia lato Termini Imerese)

Ciulla L.

La Mendola G.

Torre F.

 ISTITUTO D’ARTE REGIONALE -  BAGHERIA

Mirabile L.

Musacchia P.

 LICEO SCIENTIFICO “D’ALESSANDRO – BAGHERIA

Rizzo D.

 CPIA TRAPANI (Trapani e provincia)

Novara M.

Stabile B.

Romano S.

 ISTITUTO D’ARTE REGIONALE – MAZARA DEL VALLO

Di Stefano M.

Tornambè E.

 I. OMNICOMPRENSIVO PANTELLERIA

Infranca S.

 

nov 012015
 

VitoCassata-470x260Vito Cassata è il nuovo segretario della Cisl Scuola Palermo Trapani. E’ stato eletto stamani all’unanimità nel corso della riunione del consiglio generale del sindacato che si è svolto nella sede di via Villa Heloise a Palermo, alla presenza del segretario nazionale Francesco Scrima, del neo segretario della Cisl Scuola Sicilia Francesca Bellia e del segretario Cisl Palermo Trapani Daniela De Luca. Cinquantadue anni, finora componente di segreteria, dal 1990 nelle file dell’organizzazione sindacale, Cassata succede a Francesca Bellia eletta la scorsa settimana segretario regionale della categoria. I componenti di segreteria eletti sono Maria Serena Russo proveniente dal settore della Formazione professionale e Diego Biondo dalla scuola secondaria . Il neo Segretario, appena insediato, nel ribadire lo stato di disagio in cui versa il mondo della scuola, sia nella realtà nazionale sia nel contesto palermitano e trapanese, ha posto l’attenzione sulla questione del rinnovo contrattuale e sui “nefasti effetti che la riforma del governo Renzi, nella sua difficile applicazione, sta producendo sulla scuola pubblica”. “In questo particolare momento storico – ha affermato Cassata – dobbiamo svolgere un ruolo sempre più incisivo all’interno dei territori e nei luoghi di lavoro, stimolando un confronto serio e responsabile con tutti gli attori sociali e con le forze politiche su temi centrali quali la formazione professionale, gli organici delle scuole e l’edilizia scolastica”.

ott 072015
 

Scrima10Brucia tutti sui tempi, la ministra, e pubblica il suo personalissimo “rapporto di autovalutazione”, dandosi un bell’otto. Invoca il rigore per gli altri, ma si mostra assai benevola con se stessa. Benevola nel magnificare un piano di assunzioni che fa acqua da tutte le parti, coprendo al momento solo lo stretto necessario per evitare la chiusura delle scuole; benevola nell’intestarsi un contrasto al precariato che vede solo lei, mentre non ne hanno sentore le decine di migliaia di supplenti che continueranno a rimanere tali, in barba alle sentenze che riconoscono i loro diritti.

Pretestuosa, poi, la polemica sul presunto utilizzo di termini impropri, uno stracciarsi le vesti che nasconde a fatica il pressapochismo con cui affronta il tema della mobilità del personale, ancora una volta manipolando a suo uso e consumo numeri e percentuali e salvandosi in corner col rinvio al “piano di mobilità generale” previsto – ma come non si sa – per il prossimo anno.

La realtà è ben diversa, e porterebbe a votazioni ben più severe di quella che la ministra, con manica larga, si assegna. E a proposito di dissensi, e di percentuali: vogliamo ricordare alla ministra Giannini che contro la “sua” riforma i lavoratori della scuola hanno scioperato con una percentuale di adesione di quasi il 70%, la più alta di sempre, che proprio non lascia adito a dubbi né sul “gradimento” che la legge riscuote, né sulla rappresentatività di chi ha voluto e indetto quello sciopero.

Se ne faccia una ragione e accetti di confrontarsi, senza presunzione e senza arroganza, con chi la scuola la conosce davvero e può indicarle dove e come mettere mano per evitare che una legge sbagliata faccia ulteriori danni alla nostra scuola.

Roma, 6 ottobre 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

set 232015
 

Francesco-Scrima_imagelargeCome volevasi dimostrare. Vengono al pettine altri nodi, anche sul cosiddetto “potenziamento” dell’organico, di un piano di assunzioni che procede a colpi di incongruenze, frutto del modo assurdo con cui è stato impostato. Gli effetti si vedono, e investono sia le “quantità” che le “qualità” del piano.

È ormai accertato che alla fine le assunzioni in ruolo saranno circa 80.000 (invece delle 150.000 annunciate l’anno scorso), le GAE sono tutt’altro che esaurite, la “supplentite” non è stata affatto debellata. Ora si potenziano gli organici, ma non in base alle esigenze che le scuole si apprestano a indicare, bensì in base a quel che passa il convento, ossia in base alle classi di concorso dei 42.000 docenti aspiranti residui. Tant’è che la circolare emanata ieri dal MIUR, non potendo assicurare in premessa la corrispondenza tra le tipologie di posto (classe di concorso) assegnabili e il fabbisogno espresso dalle scuole, invita queste ultime a rappresentarlo in termini piuttosto generici, salvo per ciò che riguarda il docente con incarico di vicario, anche in tal caso senza alcuna garanzia di soddisfacimento della richiesta (infatti su quei posti potranno, se necessario, essere confermate le supplenze oggi in atto).
Ecco un altro effetto, dopo quello della mobilità forzosa, della scelta di costruire un piano di assunzioni partendo dal tetto anziché dalle fondamenta. Non da una rilevazione del reale fabbisogno delle scuole, cui far seguire una nuova politica degli organici e un piano orientato a una decisa stabilizzazione del lavoro precario, ma assumendo come criterio guida la quantità e la distribuzione degli aspiranti docenti iscritti alle GAE e nelle graduatorie concorsuali.
Ecco perché l’organico funzionale risulta alla fine determinato non dalle esigenze delle scuole, ma dal numero di docenti da assumere nelle diverse tipologie di profilo e classe di concorso. Un criterio che è generoso definire “a geometria variabile”, trattandosi piuttosto di una “geometria casuale”.
E’ grazie a questo assurdo modo di procedere che oggi abbiamo ancora 10.000 posti in organico di diritto privi di titolare, e che dei 55.000 posti di “potenziamento” ne vedremo coperti da personale di ruolo solo 42.000. Interessante capire se e come saranno resi disponibili alle scuole i restanti 13.000: tenendo conto di ciò che chiedono, o anche in questo caso predeterminando la tipologia de posti assegnabili? E come? Una situazione per descrivere la quale non sapremmo dire se sia più adatto Pirandello o Kafka.
Altro che “buona scuola”, viene da dire, visto dove la stanno portando le imprudenti alchimie di certi apprendisti stregoni; costretta anche, come se non bastasse, a fare i conti col divieto di sostituzione del personale assente, che si estende fino a sette giorni nel caso dei collaboratori scolastici (chi apre, chiude, sorveglia e pulisce nelle tante scuole che ne hanno uno solo?); o che vede vietata la nomina di supplenti per l’intera durata dell’assenza – persino in caso di maternità – per assistenti amministrativi e tecnici; o che impedisce di sostituire i docenti nel loro primo giorno di assenza. Chi tiene la classe (o la sezione di scuola dell’infanzia) in quella giornata? Facile immaginare il rimedio: il temporaneo parcheggio degli alunni in altre classi o sezioni, con effetti di inevitabile moltiplicazione del disagio. Né andrà meglio quando sarà l’organico potenziato a dover provvedere alle supplenze per assenze fino a 10 giorni. Musica su matematica (o viceversa, a seconda dei casi): altro che ampliamento delle opportunità didattiche! Misure che si rendono necessarie per il contenimento della spesa, ci verrà detto. Non vorremmo, tra incongruenze e anomalie di cui ogni giorno siamo costretti a prendere atto, che alla fine si tagliasse sul necessario, con questa riforma, per investire sul superfluo.
Roma, 21 settembre 2015
Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

set 232015
 

Dopo l’incontro odierno di informativa, conclusosi nel primo pomeriggio, il Miur ha emanato la nota 30549 che fornisce indicazioni sull’“organico del potenziamento” per l’a.s. 2015/16, visto quanto previsto dal comma 95 della legge 107/2015. Tali posti sono finalizzati alla realizzazione di iniziative di potenziamento dell’offerta formativa per il raggiungimento degli obiettivi formativi elencati al comma 7 della legge medesima, nonché alla possibilità di coprire le supplenze fino a 10 giorni come indicato al comma 85.

I posti per il potenziamento, la cui quantità complessiva e il riparto tra le Regioni sono già stati definiti nella Tabella 1 allegata al testo della legge 107, saranno richiesti dalle scuole tramite un’apposita funzione del SIDI che sarà attiva dal 10 al 15 ottobre.

Gli obiettivi sono stati ricondotti ad una serie di “campi di potenziamento” (6 per il primo ciclo e 7 per il secondo) “tendenzialmente corrispondenti alle aree di insegnamento disciplinare“. In sostanza la scuola non potrà richiedere docenti di una specifica classe di concorso, ma potrà semplicemente indicare in ordine di priorità tutti i campi di potenziamento previsti. Ciò risponde all’esigenza, secondo quanto previsto dal su ricordato comma 95, di ricondurre l’“organico del potenziamento” nel limite delle graduatorie dalle quali si attingerà per le assunzioni della fase C del Piano Straordinario.

Per evitare che le scuole esprimano un fabbisogno e si ritrovino con l’assegnazione di tutt’altra classe di concorso, la richiesta di fabbisogno sarà dunque generica e le scuole sapranno solo in ultima istanza che tipologia di docenti sarà loro assegnata.
Unica eccezione riguarda la richiesta della specifica classe di concorso corrispondente al vicario del dirigente per il quale è stato disposto l’esonero o il semiesonero ai sensi della nota 1875 dello scorso 3 settembre. Viene ribadito che nel caso di classe di concorso non destinataria di posti di potenziamento (IRC, docente di scuola dell’infanzia ovvero di classe di concorso con graduatorie esaurite) il posto non sarà assegnato: su di esso rimarrà, fino al 30 giugno, il supplente nel frattempo nominato.

La nota 30549 prevede espressamente che le priorità di intervento nell’ambito degli obiettivi di potenziamento, coerentemente con la programmazione dell’offerta formativa sia oggetto di elaborazione e di approvazione da parte degli organi collegiali.

Gli Uffici scolastici regionali entro il 22 ottobre ripartiranno i posti tra le province, tra gli ordini di scuola per il potenziamento del sostegno e tra le classi di concorso, previa informativa alle organizzazioni sindacali. Dal 12 al 20 novembre gli uffici territoriali tramite il SIDI assegneranno i posti alle scuole sulla base del numero degli alunni e tenuto conto delle situazioni di particolare disagio. La dotazione minima per ciascuna scuola è di norma non inferiore a 3 unità, compresi i CPIA, e con un massimo di 8 per gli istituti omnicomprensivi.

ago 292015
 

La legge 107/2015 in molte sue parti confligge con principi costituzionali e disposizioni normative e contrattuali. Ciò avviene, ad esempio, nel momento in cui essa lede la libertà d’insegnamento, crea un’autorità salariale nella figura di una sola persona (caso unico nei rapporti di lavoro pubblici), introduce meccanismi di valutazione individuale a cui conseguono premi in denaro che dovrebbero invece seguire la disciplina contrattuale.

A tal fine, fermo restando il doveroso rispetto dell’autonomia professionale dei docenti e del personale ATA e di quella degli organi collegiali di governo della scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda forniscono alcune indicazioni di possibili e pienamente legittimi comportamenti, con lo scopo esclusivo di evitare che la legge 107 possa arrecare grave pregiudizio all’efficacia dell’azione educativa e formativa e alla professionalità del personale scolastico.

lug 272015
 

Con la sentenza 178/2015, di cu sono state rese note ieri le motivazioni, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il reiterato blocco dei contratti pubblici. Sui contenuti e sul significato della sentenza, che “travalica la sola dimensione retributiva della contrattazione“, proponiamo una prima nota di commento redatta per noi da Carmine Russo, docente di Diritto del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma.

Per comprendere fino in fondo il significato della sentenza della Corte Costituzionale 178/2015, che ha dichiarato l’illegittimità del blocco della contrattazione collettiva nel settore pubblico, bisogna partire dalla fine e cioè dal fatto che la Corte la definisca come sentenza di accoglimento per “illegittimità costituzionale sopravvenuta” e ne faccia decorrere gli effetti a partire dalla data di pubblicazione.
Nelle tipologie delle sentenze della Corte Costituzionale le sentenze “per illegittimità sopravvenuta” (in senso stretto) sono quelle con cui la norma sottoposta ad esame pur non presentando vizi di costituzionalità al momento della sua entrata in vigore, lo diviene in seguito ad eventi che possono metterne in discussione la legittimità.
In altre parole la Corte Costituzionale non dichiara illegittimo il primo provvedimento che ha determinato il blocco (d.l. 78/2010), ma tutti quelli che intervenuti successivamente (d.l. 98/2011, l. 147/2013 e l. 190/2014) hanno reso quel blocco temporaneo strutturale, sovvertendo ogni carattere di temporaneità e eccezionalità.
Ciò che quindi viene sanzionato non è il blocco della contrattazione in quanto tale, che può anche determinarsi se condizioni gravi di finanza pubblica lo ipotizzano come possibile, parziale e temporanea soluzione, ma il fatto che il suo protrarsi per un periodo prolungato, continuo e indeterminato gli facciano perdere quei caratteri di provvisorietà ed eccezionalità che sono i soli a consentire la sospensione di un diritto costituzionalmente riconosciuto.
Detto ciò, è importante evidenziare quale sia il parametro di illegittimità utilizzato dalla Corte, considerando che i giudici che hanno rimesso la questione alla Corte (Tribunale di Roma e Tribunale di Ravenna) avevano ipotizzato il contrasto con diversi articoli della Costituzione. Ma la Corte non ha ritenuto legittimo il riferimento:
- all’art. 2 e all’art. 3 (presunta disparità di trattamento tra comparti del pubblico impiego e tra questi e il settore privato) perché sia tra i settori che tra i comparti pubblici sussistono differenze di status che giustificano differenze di trattamento anche da parte del legislatore;
- all’art. 35 (tutela del lavoro) perché valgono le valutazioni svolte sui precedenti due articoli
- all’art. 36 (retribuzione proporzionata e sufficiente) perché singoli provvedimenti eccezionali possono giustificare la sospensione del parametro della retribuzione proporzionale.
Al contrario la Corte ha ritenuto che il prolungamento del blocco contrasti con l’art. 39 Cost. (libertà sindacale) per diverse ragioni:
- perché il principio di libertà sindacale non può essere scisso da quello di attività e se si blocca la contrattazione di fatto si impedisce l’espressione della libertà;
- perché i due principi sono tutelati sia da norme internazionali (Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro che l’Italia ha recepito) che comunitarie cui l’Italia aderisce (giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, Carta di Nizza, Carta sociale europea)
- perché nel sistema delle fonti del lavoro pubblico italiano, la contrattazione ha un ruolo fondamentale non solo per la contrattazione della retribuzione ma anche per quella del merito e delle altre condizioni di lavoro che finiscono per incidere anche su aspetti organizzativi dei servizi.
La Corte conclude affermando che “il carattere ormai sistematico di tale sospensione sconfina, dunque, in un bilanciamento irragionevole tra libertà sindacale (art. 39, primo comma, Cost.), indissolubilmente connessa con altri valori di rilievo costituzionale e già vincolata da limiti normativi e da controlli contabili penetranti (artt. 47 e 48 del d.lgs. n. 165 del 2001), ed esigenze di razionale distribuzione delle risorse e controllo della spesa, all’interno di una coerente programmazione finanziaria (art. 81, primo comma, Cost.).
Il sacrificio del diritto fondamentale tutelato dall’art. 39 Cost., proprio per questo, non è più tollerabile”.
L’importanza di questa sentenza è quella di travalicare la sola dimensione retributiva della contrattazione per affermare la sua importanza anche sotto il profilo più generale degli effetti positivi che essa può avere sull’organizzazione e, seppure indirettamente, la Corte finisce per criticare provvedimenti legislativi che possano irrimediabilmente compromettere il ruolo di rappresentanza e tutela svolto dai sindacati a favore dei lavoratori.

giu 162015
 

buonascuola2_08Fermo restando che occorre capire bene il significato e la portata delle anticipazioni che stanno circolando sulle intenzioni del premier, se è vero che il governo intende prendersi, sulla riforma della scuola, una pausa di riflessione e di consultazione la notizia non può che ritenersi positiva.
Un supplemento di confronto sarebbe una decisione di grande buon senso, e troverebbe finalmente ascolto una richiesta che andiamo facendo da mesi, convinti che nella costruzione di un processo di riforma il metodo con cui si procede vale tanto quanto i contenuti che si elaborano.
Per questo è indispensabile che si tratti di un confronto vero e non di facciata, perché i nodi che abbiamo ripetutamente messo in evidenza non possono essere sciolti con poche battute: una stabilizzazione dei precari che non crei esclusioni e discriminazioni, una gestione del personale e un governo della scuola che non possono essere affidate ai cosiddetti superpoteri del dirigente, la valutazione del personale che non può vedere coinvolti genitori e studenti, la cancellazione inaccettabile delle prerogative contrattuali nella disciplina del rapporto di lavoro.
Il difetto più grande della proposta governativa è di dare risposte in gran parte sbagliate a problemi sui quali proprio un ascolto più attento del mondo della scuola avrebbe consentito di individuare da subito percorsi di innovazione efficaci e condivisi.
Non c’è dubbio che sulle decisioni del premier abbia pesato l’ampiezza straordinaria di una mobilitazione capace di fare sintesi fra idee, culture, sensibilità diverse ma unite nella difesa di un modello di scuola fondato sulla partecipazione, la collegialità e la democrazia. Ne tenga conto il presidente del consiglio, non pensi di potersela cavare con un passaggio sbrigativo e “mediatico”, che renderebbe ancora più lacerato un rapporto già fortemente compromesso col mondo della scuola.
Valuteremo unitariamente i contenuti della proposta del governo e le modalità con cui il confronto verrà attuato.

Roma, 16 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

giu 092015
 

commissione europeaTranquilli, ci pensa la riforma”. Più o meno in questi termini il Governo Italiano si è rivolto alla Commissione Europea, che chiedeva delucidazioni in merito alla denuncia con cui un nostro connazionale lamentava la violazione da parte dello Stato italiano della Direttiva 1999/70 CE, quella che impone di rimediare all’uso reiterato dei contratti a termine stabilizzando i rapporti di lavoro qualora si protraggano per più di tre anni. Ricevuta la denuncia, insieme ad altre dello stesso tenore, la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti alle autorità italiane e dalle risposte ottenute ha dedotto che la legge di riforma attualmente in discussione alle Camere consentirebbe di risolvere – in gran parte se non nella totalità – il problema dei precari della scuola, per i quali si prospetterebbe la trasformazione a tempo indeterminato del proprio contratto di lavoro.
Così ha scritto la Commissione Europea, rispondendo con una propria lettera al cittadino italiano autore della citata denuncia. Ma è di tutta evidenza che le misure attualmente in discussione al Senato produrrebbero uno scenario assai diverso da quello ipotizzato in base ai “chiarimenti” forniti dalle autorità italiane, stante il fatto che sarebbero decine di migliaia, come andiamo da tempo denunciando, i precari con diritto alla stabilizzazione ma non rientranti fra i destinatari del piano assunzionale.
Considerato che la Commissione Europea, nella sua risposta, si dice impegnata a seguire con attenzione l’iter del disegno di legge, anche al fine di valutare la necessità di un suo eventuale ulteriore intervento sulla questione, la Cisl Scuola ha ritenuto opportuno inviare alla Commissione stessa una propria nota di precisazioni, nella quale fornisce le informazioni necessarie a mettere in evidenza la realtà dei fatti e a far luce sull’effettiva portata dei provvedimenti in discussione, ben lontani dal dare soluzione definitiva al problema del precariato.

 

giu 092015
 

piazza del popoloCisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda - attraverso una nota unitaria di protesta e di ferma denuncia – hanno richiesto al Miur in data odierna, 8 giugno, un urgente incontro di informativa sindacale al fine di fare chiarezza relativamente all’incontro “riservato” avvenuto mercoledì scorso, 3 giugno, tra i dirigenti dell’amministrazione centrale e i Direttori Regionali avente all’ordine del giorno l’avvio in tutta fretta dei lavori di predisposizione della proposta di organico per l’a.s. 2015/16, in vista dell’attuazione del DDL di riforma della scuola, al momento in discussione presso la 7ª Commissione Permanente del Senato.

Tale lavoro preparatorio, secondo le indicazioni del Miur, dovrebbe vedere coinvolte le scuole che sarebbero chiamate, per il tramite dei collegi, a deliberare al buio stante la mancanza di una norma di riferimento certa.

Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda

  • ritengono che questo “pre allerta” – volto a organizzare gli atti propedeutici all’attuazione del DDL – sia illegittimo e rischi di gettare scompiglio nelle scuole, oltretutto in uno dei periodi più delicati dell’anno scolastico;
  • denunciano l’iniziativa – chiedendone al contempo l’immediata sospensione – sia perché irriguardosa dell’autonomia di un ramo del Parlamento sia in quanto intempestiva, illegittima e fonte di inutile disagio per le scuole.

 

giu 092015
 

Francesco-Scrima_imagelargeChe il governo punti a sottrarre al contratto, per affidarla alla legge, la regolazione di molte materie riguardanti il rapporto di lavoro non è certo una novità: sono mesi che denunciamo le “invasioni di campo” riscontrabili in più punti delle proposte sulla scuola, su aspetti normativi e retributivi, e la difesa delle prerogative contrattuali è stata per questo da subito uno degli obiettivi centrali nella nostra mobilitazione.
Per la verità l’attacco mosso dal governo non riguarda solo la scuola, ma più in generale tutto il lavoro pubblico, come ha evidenziato ieri la CISL nella “memoria” presentata in occasione delle audizioni sul ddl di riforma della P.A. all’esame della Camera. È un disegno, quello del governo, che scaturisce da un’idea sbagliata e pericolosa, quella di una politica autosufficiente, refrattaria e ostile al dialogo sociale, nonostante esso costituisca uno dei principi fondanti della nostra costituzione e uno dei pilastri del modello sociale europeo. Un’idea sbagliata sulla quale si ricerca insistentemente il consenso della pubblica opinione, indotta a credere – come nel caso della vertenza scuola – che il dissenso dei sindacati nasconda in realtà la difesa di chissà quali poteri e privilegi.
Ecco perché riteniamo importante ciò che attorno alla nostra mobilitazione si sta sempre più realizzando, cioè la partecipazione attiva e convinta di tanti soggetti che rappresentano gli utenti del servizio, e non solo i suoi operatori. Questa unità, assai più estesa di quella sindacale, è apparsa evidente nelle grandi manifestazioni del 5 maggio e torneremo a renderla visibile domani, nelle decine e decine di iniziative in programma in tutta Italia per sostenere le nostre richieste di modifica al ddl di riforma della scuola in discussione al Senato.
Tra queste c’è, da sempre e non da oggi, quella di cancellare la delega rivolta a consegnare in larga misura alla legge la regolazione del rapporto di lavoro. La contrastiamo in sede politica, ma siamo pronti a impugnare anche in altre sedi di natura giuridica, nazionali e comunitarie, eventuali disposizioni che si rivelassero lesive dei diritti dei lavoratori.

Roma, 4 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

mag 282015
 

sindacato_CISLscuola_logoSi è svolta nel pomeriggio di mercoledì 27 maggio l’audizione delle confederazioni sindacali presso la 7ª Commissione del Senato sul ddl di riforma del sistema scolastico. Per la Cisl ha partecipato il segretario confederale Maurizio Bernava, che ha esposto i contenuti di un’articolata memoria in cui, rinviando all’audizione delle federazioni di categoria per un più approfondito contributo di merito, ha denunciato l’assenza di un reale coinvolgimento del mondo della scuola e delle parti sociali nella definizione di un progetto di riforma che anche per questo non appare adeguatamente sostenuto dal livello di condivisione indispensabile per il buon esito di ogni processo di autentica innovazione.

mag 282015
 

 

assemblea nazionaleSi è conclusa a Riccione la “tre giorni” di lavori dell’Assemblea Nazionale della Cisl Scuola. Nella mattinata odierna, da segnalare anche l’intervento di Maurizio Bernava, segretario confederale Cisl. Dopo un ricco e articolato dibattito, imperniato soprattutto sull’attuale delicata fase politico-sindacale imposta dalla discussione parlamentare del disegno di legge governativo di riforma del sistema scolastico (giunto in questi giorni al Senato, dopo l’approvazione, in prima lettura, da parte della Camera), è stato votato dall’assemblea il documento conclusivo che riporta le posizioni della Cisl Scuola, anche a seguito di quanto emerso dall’approfondita discussione, in primis la forte condivisione per gli obiettivi e le modalità con cui si sta conducendo la mobilitazione sindacale unitaria che – forte della partecipazione straordinariamente ampia del mondo della scuola – punta a ottenere significative modifiche del provvedimento.