set 022017
 

Il 7 Settembre 2017 a partire dalle ore 8.30 si terrà  a  Palermo presso l’” ITI VITTORIO EMANUELE III” di Via Duca della Verdura e  Trapani presso l’ “I.T.G . G.B AMICO” di Via Salemi ,n°49 la 2° Giornata Nazionale RSU e Delegati Sindacali promossa dalla Cisl Scuola; un momento di confronto e di riflessione sul tema “Fare Comunità”.

assemblea-rsu-palermotrapani

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mag 122017
 

firma-gissiCon l’accordo raggiunto l’11 aprile scorso sul CCNI che indica le modalità con cui gestire le procedure sulla cosiddetta “chiamata diretta”, riguardanti l’assegnazione della scuola di servizio ai docenti titolari su ambito, si sono raggiunti due importanti risultati, il secondo dei quali è conseguenza del primo: ricondurre a disciplina contrattuale una materia che tocca aspetti importanti e delicati del rapporto di lavoro; definire una sequenza di atti nei quali, valorizzando apporti e ruoli delle diverse componenti della comunità scolastica, si pongono le premesse per una gestione partecipata e condivisa delle operazioni, nel segno di una trasparenza utile anche a prevenire il possibile insorgere di tensioni e conflitti. Continue reading »

mag 032016
 

Al fine di raccogliere e monitorare lo stato di avanzamento dei lavori dei Comitati di Valutazione costituitisi nelle Istituzioni Scolastiche
con il compito di definire i criteri per la valorizzazione del merito del personale docente, così come previsto dal comma 129 della Legge 107/2015,
la Segreteria Nazionale ha predisposto un monitoraggio a risposte chiuse rivolto alle RSU e TAI CISL SCUOLA, compilabile direttamente on-line
tramite una pagina dedicata del nostro sito al seguente link :

Monitoraggio Bonus 

La compilazione, immediata e di facile esecuzione, richiede l’attenzione di procedere alla compilazione di un solo monitoraggio per istituto, cosi da evitare la duplicazione di dati, per questo vi invitiamo ad individuare un componente RSU o TAI per ogni scuola a cui affidare l’incarico della compilazione.

Siamo certi dell’utilità dello strumento e confidando nella vostra consueta collaborazione auspichiamo di ricevere un campione significativo di dati che verrano quindi tabulati ed analizzati
SI PREGA DI  COMPILARE IL MONITORAGGIO ENTRO E NON OLTRE MERCOLEDI’ 11 MAGGIO P.V.

mar 172016
 

L’incontro svoltosi nella mattinata di oggi, 16 marzo, al Miur, incentrato sul bonus per la valorizzazione professionale dei docenti e sull’utilizzo a tal fine dei 200 milioni di euro stanziati con la legge 107, ha fatto registrare una notevole distanza fra le posizioni espresse dall’Amministrazione, tramite i direttori generali degli ordinamenti e del bilancio, e quelle sostenute dalla Cisl Scuola e dagli altri sindacati, tanto da indurre le organizzazioni presenti, con l’eccezione della sola ANP, ad abbandonare la riunione.

Il punto su cui le posizioni fra le parti si sono rivelate del tutto inconciliabili riguarda la lettura che l’Amministrazione intende dare della legge 107; a suo avviso, infatti, si configurerebbe come legge speciale in virtù della quale l’attribuzione del bonus ai docenti, pur trattandosi di compenso accessorio, sarebbe esclusa dalla regolazione per via negoziale prevista in via generale, in materia di retribuzione, dalle disposizioni vigenti per la disciplina del rapporto di lavoro pubblico.

Si tratta di una posizione di radicale contrasto con quanto da noi sostenuto nel momento in cui si avviava sulla questione un confronto a livello politico che la comunicazione di oggi, ritenuta irricevibile, rischia seriamente di compromettere.

La nostra posizione, argomentata in modo puntuale e già portata a sintesi in un documento unitario diffuso nel mese di settembre dello scorso anno, è ribadita ulteriormente in una nuova elaborazione unitaria diffusa nella giornata odierna. Noi riteniamo che rappresenti un ragionevole punto di equilibrio fra le competenze di tutti i soggetti coinvolti nelle procedure previste dalla legge e che pertanto possa rappresentare anche il punto di partenza per un confronto che le posizioni espresse oggi dall’Amministrazione rendono invece assolutamente impraticabile.

Qualora l’Amministrazione medesima si arroccasse su queste posizioni, si avrebbe come unica prospettiva quella di un duro contenzioso che ci troveremmo costretti ad attivare a tutela della professionalità dei docenti, la cui valorizzazione deve avvenire nella piena salvaguardia delle prerogative che la legge assegna agli organi collegiali (in primis al collegio docenti) per quanto riguarda la programmazione e l’organizzazione della didattica, e alla contrattazione per quanto riguarda la regolazione degli aspetti retributivi del rapporto di lavoro.

giu 162015
 

buonascuola2_08Fermo restando che occorre capire bene il significato e la portata delle anticipazioni che stanno circolando sulle intenzioni del premier, se è vero che il governo intende prendersi, sulla riforma della scuola, una pausa di riflessione e di consultazione la notizia non può che ritenersi positiva.
Un supplemento di confronto sarebbe una decisione di grande buon senso, e troverebbe finalmente ascolto una richiesta che andiamo facendo da mesi, convinti che nella costruzione di un processo di riforma il metodo con cui si procede vale tanto quanto i contenuti che si elaborano.
Per questo è indispensabile che si tratti di un confronto vero e non di facciata, perché i nodi che abbiamo ripetutamente messo in evidenza non possono essere sciolti con poche battute: una stabilizzazione dei precari che non crei esclusioni e discriminazioni, una gestione del personale e un governo della scuola che non possono essere affidate ai cosiddetti superpoteri del dirigente, la valutazione del personale che non può vedere coinvolti genitori e studenti, la cancellazione inaccettabile delle prerogative contrattuali nella disciplina del rapporto di lavoro.
Il difetto più grande della proposta governativa è di dare risposte in gran parte sbagliate a problemi sui quali proprio un ascolto più attento del mondo della scuola avrebbe consentito di individuare da subito percorsi di innovazione efficaci e condivisi.
Non c’è dubbio che sulle decisioni del premier abbia pesato l’ampiezza straordinaria di una mobilitazione capace di fare sintesi fra idee, culture, sensibilità diverse ma unite nella difesa di un modello di scuola fondato sulla partecipazione, la collegialità e la democrazia. Ne tenga conto il presidente del consiglio, non pensi di potersela cavare con un passaggio sbrigativo e “mediatico”, che renderebbe ancora più lacerato un rapporto già fortemente compromesso col mondo della scuola.
Valuteremo unitariamente i contenuti della proposta del governo e le modalità con cui il confronto verrà attuato.

Roma, 16 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

giu 092015
 

commissione europeaTranquilli, ci pensa la riforma”. Più o meno in questi termini il Governo Italiano si è rivolto alla Commissione Europea, che chiedeva delucidazioni in merito alla denuncia con cui un nostro connazionale lamentava la violazione da parte dello Stato italiano della Direttiva 1999/70 CE, quella che impone di rimediare all’uso reiterato dei contratti a termine stabilizzando i rapporti di lavoro qualora si protraggano per più di tre anni. Ricevuta la denuncia, insieme ad altre dello stesso tenore, la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti alle autorità italiane e dalle risposte ottenute ha dedotto che la legge di riforma attualmente in discussione alle Camere consentirebbe di risolvere – in gran parte se non nella totalità – il problema dei precari della scuola, per i quali si prospetterebbe la trasformazione a tempo indeterminato del proprio contratto di lavoro.
Così ha scritto la Commissione Europea, rispondendo con una propria lettera al cittadino italiano autore della citata denuncia. Ma è di tutta evidenza che le misure attualmente in discussione al Senato produrrebbero uno scenario assai diverso da quello ipotizzato in base ai “chiarimenti” forniti dalle autorità italiane, stante il fatto che sarebbero decine di migliaia, come andiamo da tempo denunciando, i precari con diritto alla stabilizzazione ma non rientranti fra i destinatari del piano assunzionale.
Considerato che la Commissione Europea, nella sua risposta, si dice impegnata a seguire con attenzione l’iter del disegno di legge, anche al fine di valutare la necessità di un suo eventuale ulteriore intervento sulla questione, la Cisl Scuola ha ritenuto opportuno inviare alla Commissione stessa una propria nota di precisazioni, nella quale fornisce le informazioni necessarie a mettere in evidenza la realtà dei fatti e a far luce sull’effettiva portata dei provvedimenti in discussione, ben lontani dal dare soluzione definitiva al problema del precariato.

 

apr 082015
 

Si è conclusa a Montecitorio – al cospetto delle due Commissioni “Istruzione” di Camera e Senato, riunite per l’occasione, e del sottosegretario Faraone – l’audizione delle organizzazioni sindacali sul disegno di legge “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”.

La Cisl Scuola ha presentato e illustrato una specifica “memoria” con la quale – nel ribadire l’assenza di un reale confronto col mondo della scuola e con le sue rappresentanze – sono riproposte le puntuali e articolate richieste di modifica al testo del provvedimento e segnalate le misure che è indispensabile assumere in tempi rapidi, a partire dall’ancora incerto (nelle modalità e nei numeri) piano delle assunzioni.

Deputati e senatori dei diversi partiti politici hanno ascoltato con attenzione le osservazioni e le critiche, intervenendo successivamente a loro volta. I rappresentanti dei gruppi parlamentari hanno in gran parte accolte e fatte proprie le considerazioni esposte dalle organizzazioni sindacali.

mar 282015
 

mobilitazione 2015

Le Segreterie nazionali dei Sindacati Scuola, FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, GILDA Fgu e SNALS Confsal hanno inviato al MIUR la proclamazione dello sciopero con astensione dalle attività non obbligatorie a partire dal 9 aprile 2015 e fino al 18 aprile 2015, a sostegno delle azioni sindacali di mobilitazione relative alle scelte del Governo sulla buona Scuola.

L’astensione dalle attività non obbligatorie riguarda tutto il personale docente ed ATA della Scuola; la nota inviata al MIUR elenca dettagliatamente le attività coinvolte nell’azione di sciopero indetta dai sindacati.

L’astensione dalle attività non obbligatorie riguarda tutto il personale docente ed ATA della Scuola ed in particolare:

Per il personale docente ed educativo:

  •  astensione dalle attività aggiuntive di insegnamento oltre l’orario obbligatorio, retribuite con il MOF;
  •  astensione dalle ore aggiuntive per l’attuazione dei progetti e degli incarichi di coordinatore retribuiti con il MOF;
  •  astensione dalla sostituzione e collaborazione con il dirigente scolastico e di ogni altro incarico aggiuntivo;
  •  astensione dalle ore aggiuntive prestate per l’attuazione dei corsi di recupero;
  •  astensione dalle attività complementari di educazione fisica e avviamento alla pratica sportiva.

Per il personale ATA:

  •  astensione attività aggiuntive oltre le 36 ore settimanali;
  •  astensione da tutte le attività previste tra quelle rientranti nelle posizioni economiche (I^ e II^ ) e negli incarichi specifici;
  •  astensione dall’intensificazione della attività nell’orario di lavoro relativa alla sostituzione dei colleghi assenti;
  •  astensione svolgimento incarico sostituzione Dsga;
gen 072015
 

banner-cisl-scuola-RSU

 

Si voterà dal 3 al 5 marzo 2015 in tutte le scuole per il rinnovo delle RSU. Negli stessi giorni saranno interessati al voto tutti i settori del lavoro pubblico.
Un grande appuntamento di democrazia che basterebbe da solo a fare giustizia di tante banalità che spesso vengono dette sul ruolo e sulla rappresentatività del sindacato.

Le elezioni RSU sono un evento di grande significato e valore, un’occasione preziosa che il sindacato ha di rinsaldare la sua presenza diffusa e capillare sui luoghi di lavoro; ma è soprattutto la disponibilità di tanti lavoratori ad assumere direttamente ruoli di rappresentanza e di contrattazione a farne un momento di democrazia autentica e partecipata.

La campagna per il rinnovo delle RSU si avvia mentre è in atto una mobilitazione della categoria che rivendica la giusta attenzione da parte di una politica prodiga di parole e avara di fatti, e mentre si fa ogni giorno più evidente e insidioso il tentativo di sottrarre spazi e prerogative all’azione sindacale: la pretesa di intervenire per legge sulle carriere del personale, mentre si rinnova il blocco di contratti fermi da più di sei anni, ne è la dimostrazione più lampante.

 Col voto per il rinnovo delle RSU i lavoratori della scuola hanno l’opportunità di dare una risposta ferma ed esplicita a chi, puntando a ridimensionare o negare gli spazi negoziali in cui si esercita l’agire sindacale, vuol mettere all’angolo anche le loro attese e i loro diritti.

Accendere le RSU” è il messaggio che la Cisl Scuola rivolge ai lavoratori, invitandoli a reagire col loro voto alla pretesa di “spegnere”, insieme al loro contratto, la possibilità stessa di continuare a disciplinare in ambito contrattuale gli aspetti normativi ed economici del loro rapporto di lavoro.

Per questo è importante che vi sia una grande partecipazione al voto, come avvenne in tutte le precedenti tornate elettorali. Ma è altrettanto importante che il voto confermi e rafforzi la presenza di un sindacato come la Cisl Scuola, che pone da sempre la contrattazione al centro della propria cultura e del proprio modo di fare sindacato.

Accendi la tua RSU” votando la nostra lista e le nostre candidate e candidati.

 Le principali scadenze

  • 13 gennaio annuncio delle elezioni e avvio procedure elettorali
  • 14 gennaio messa a disposizione dell’elenco degli elettori e avvio della raccolta di firme per la presentazione delle liste
  • 23 gennaio primo termine di insediamento delle commissioni elettorali
  • 28 gennaio termine conclusivo formale per la costituzione delle commissioni
  • 6 febbraio termine per la presentazione delle liste
  • 19 febbraio affissione liste da parte della commissione elettorale
  • 3-4-5 marzo votazioni

  • 6 marzo scrutinio
  • 6-12 marzo affissione risultati da parte della commissione elettorale
  • 13-23 marzo invio (da parte dell’Amministrazione, dei verbali elettorali all’ARAN

Composizione e compiti della RSU

La RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) è costituita in ogni istituzione scolastica autonoma attraverso votazioni cui partecipa tutto il personale docente e ATA in servizio. L’organismo eletto, formato da 3 componenti negli istituti che hanno fino a 200 unità di personale (docente, educativo e ATA), e da 6 in quelle che superano i 200 addetti, è soggetto di rappresentanza dei lavoratori nelle

 (informazione preventiva e successiva, contrattazione), insieme ai sindacati firmatari del CCNL, avendo come interlocutore il Dirigente Scolastico.
Gli esiti delle votazioni concorrono a determinare in ambito nazionale, insieme al dato associativo, la rappresentatività delle diverse sigle sindacali.

dic 302013
 

Scrima10Le istruzioni impartite dal Ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta. Da parte del governo si tratterebbe di un atto di palese incoerenza rispetto alle tante affermazioni di voler sostenere e valorizzare il lavoro nella scuola. Non è ammissibile che si intervenga a recuperare quote di salario già erogate, e ancor di più che lo si faccia mentre è in fase di avvio la trattativa proprio per il recupero di validità del 2012 ai fini delle progressioni di anzianità. Chiediamo al Governo di sospendere ogni procedura di recupero, impegnandoci ovviamente a sostenere le azioni di impugnativa ove queste si rendessero necessarie da parte degli interessati.
Come sempre sono i fatti, sono le scelte concrete a valere più degli impegni assunti con parole altisonanti: ne ha spese molte anche questo governo, quando ha dichiarato di voler ridare centralità a istruzione e formazione. Ma se la decisione di intervenire sugli stipendi fosse confermata, quelle parole verrebbero palesemente smentite, con una clamorosa caduta di credibilità per chi le ha pronunciate, oltre che di autorevolezza e affidabilità per chi nel governo è investito di diretta responsabilità in materia di istruzione e formazione.

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

dic 302013
 

Non è stata raggiunta nessuna intesa fra Stato e regioni in ordine ai criteri con cui procedere al dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Nulla di fatto, dunque, rispetto a quanto prevede l’art. 12 del DL 104/2013, che demandava appunto a un previo accordo fra Stato e Regioni la definizione dei parametri per i contingenti di organico del personale dirigente e dsga. Restano pertanto confermate le disposizioni precedenti, ivi compresi i commi 5 e 5 bis dell’art. 19 della legge 111/2011, che prevede la non assegnazione di dirigente e dsga alle scuole sottodimensionate.
Di tutto questo tiene conto la nota prot. 2828 del MIUR emessa in data 20 dicembre 2013, con la quale si annuncia per il 10 gennaio l’apertura delle funzioni di aggiornamento anagrafe scuole, funzioni che rimarranno disponibili probabilmente fino al 31 gennaio.
Il nodo su cui si sono infrante le possibilità di intesa è rappresentato dal parametro di consistenza media delle scuole, che in precedenza era stato previsto a 900 alunni e che il MEF preme perché sia portato a 1.000.
Si riproporranno quindi anche per il prossimo anno scolastico i disagi legati all’esistenza di scuole prive di titolare, con conseguente affidamento in reggenza.

dic 202013
 

Il “tavolo tecnico” - avviato nello scorso mese di novembre al MIUR tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali per esaminare diverse questioni collegate all’applicazione di disposizioni contrattuali con ricadute sulla retribuzione del personale assunto con contratto a tempo determinato – ha dato i suoi “primi frutti” positivi.

In data 18 dicembre, il MIUR – infatti – ha diramato la nota 13650 con la quale si forniscono i sotto elencati chiarimenti, condivisi dalle parti al “tavolo di confronto”, che risolvono a favore del personale in questione tutte le diatribe sorte in questi anni a fronte di ambiguità, dubbi e confusioni interpretative riscontrate nei comportamenti di dirigenti scolastici e uffici territoriali:

  • retribuzione del sabato e della domenica ai supplenti che lavorano per l’intero orario settimanale, anche su più scuole;
  • decorrenza economica dei contratti di supplenza dal 1° settembre anche se festivo e dal primo giorno di proroga senza soluzione di continuità anche se ricadente in giorno non lavorativo;
  • diritto a 32 giorni di ferie dopo tre anni di servizio (minimo 180 giorni per anno) anche ai supplenti;
  • diritto al pagamento del periodo di sospensione delle lezioni per supplenze iniziate 7 giorni prima e prorogate per almeno 7 giorni dopo (artt. 40 e 60 del CCNL).

I prossimi appuntamenti del “tavolo tecnico” sono fissati per il 15 e 16 gennaio 2014.