set 022017
 

Il 7 Settembre 2017 a partire dalle ore 8.30 si terrà  a  Palermo presso l’” ITI VITTORIO EMANUELE III” di Via Duca della Verdura e  Trapani presso l’ “I.T.G . G.B AMICO” di Via Salemi ,n°49 la 2° Giornata Nazionale RSU e Delegati Sindacali promossa dalla Cisl Scuola; un momento di confronto e di riflessione sul tema “Fare Comunità”.

assemblea-rsu-palermotrapani

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giu 012017
 

maddalena-gissiConclusi con l’elezione del nuovo consiglio generale e dei delegati al congresso Cisl i lavori del 6° congresso nazionale della Cisl Scuola, a Castellaneta M. (TA). Maddalena Gissi è stata confermata a larghissima maggioranza alla guida dell’organizzazione, così come è stata interamente confermata la squadra di segreteria (Ivana Barbacci, Tina Cupani, Elio Formosa e Paola Serafin). Continue reading »

apr 082016
 

gissi e bernavaDopo la sottoscrizione dell’intesa all’ARAN sui nuovi comparti contrattuali, le Federazioni che organizzano all’interno della Cisl il lavoro pubblico (Cisl Scuola, Cisl-Fp, Cisl Università, Fir-Cisl, Fns-Cisl, Cisl Medici) hanno diffuso, insieme alla Confederazione, la seguente nota in cui esprimono soddisfazione per la conclusione di un confronto al cui buon esito la Cisl ha dato un contributo determinante.

Con la firma dell’ipotesi di CCNQ per la definizione dei comparti di contrattazione e delle relative aree per il triennio 2016-2018 sono state individuate le nuove regole per la creazione dei nuovi comparti ed aree di contrattazione nel pubblico impiego. Si completa, con questa intesa, la messa a punto del quadro di riferimento entro cui svolgere le trattative per i contratti del lavoro pubblico, fermi da ormai troppo tempo e al cui rinnovo chiediamo che si proceda immediatamente. Ora il Governo, non avendo più l’alibi delle nuove regole da definire, avvii le trattative e si impegni a rendere disponibili le risorse necessarie per rinnovi contrattuali che non possono certo rimanere costretti da quanto consentono gli stanziamenti irrisori previsti nella legge di stabilità. Solo dotandoli di adeguate risorse i contratti possono diventare anche strumento fondamentale di sostegno ai processi di innovazione in ogni settore delle pubbliche amministrazioni e del lavoro pubblico.

L’intesa sottoscritta all’ARAN prevede quattro comparti e quattro aree che aggregano rispettivamente i dipendenti e i dirigenti delle Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Istruzione e ricerca, Sanità.

Nel comparto e nell’area dedicata alle Funzioni Centrali è prevista la confluenza, oltre che dei ministeriali e dei dipendenti degli EPNE, anche rispettivamente dei dipendenti e dei dirigenti delle agenzie fiscali.

Nell’area delle Funzioni Locali confluiranno anche il personale dirigente tecnico, professionale e amministrativo delle amministrazioni del comparto Sanità, nonché i segretari comunali e provinciali i quali, in base alla legge di riforma della P. A., diventeranno dirigenti apicali degli enti locali.

L’area della Sanità è composta, invece, dai dirigenti medici, veterinari e sanitari delle amministrazioni del comparto Sanità, ad eccezione dunque dei dirigenti PTA che, come detto, si aggregano all’area Funzioni Locali, ai quali si aggiungono, nel rispetto delle loro specificità, i dirigenti delle professioni sanitarie.

Nel comparto Istruzione confluiscono i lavoratori della scuola (personale docente, educativo, ATA), dell’Università e AFAM (comprese Aziende Ospedaliero-Universitarie) e della Ricerca (EPR-compreso il personale già destinatario del contratto ricerca). L’area dell’istruzione e della ricerca comprende i Dirigenti dell’Amministrazione del Comparto istruzione e ricerca.

L’articolazione dei nuovi CC.CC.NN.LL. prevede una parte comune, riferita agli istituti applicabili ai lavoratori di tutte le amministrazioni afferenti al comparto o all’area. l’Ipotesi di Accordo ha previsto idonei strumenti affinché la riduzione a 4 comparti e 4 aree non comporti un disperdersi delle professionalità e delle specificità del personale. Per disciplinare quei rapporti di lavoro o quelle specifiche professionalità che non siano pienamente o immediatamente uniformabili e che necessitano di una distinta, peculiare regolamentazione, è stata quindi prevista la creazione, in sede di contrattazione nazionale, di eventuali parti speciali o sezioni. Un percorso dunque che valorizza non solo la contrattazione nazionale, ma anche la contrattazione integrativa che dovrà riconoscere e valorizzare tali specificità.

Le Federazioni che organizzano all’interno della CISL i lavoratori del settore pubblico giudicano positivo e importante l’accordo raggiunto all’ARAN e, insieme alla Confederazione, si apprestano a rilanciare con forza l’iniziativa per ottenere dal Governo l’immediato avvio delle trattative per i rinnovi contrattuali.

Roma, 5 aprile 2016

Cisl, Cisl Scuola, Cisl-Fp, Cisl Università, Fir-Cisl, Fns-Cisl, Cisl Medici

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apr 082016
 

bernavaAl termine di un serrato confronto, protrattosi fino a notte inoltrata, è stato siglato all’ARAN l’accordo che ridefinisce numero e composizione dei “comparti contrattuali” del lavoro pubblico. Questi ultimi sono ridotti da undici a quattro, con una semplificazione delle regole della rappresentanza sindacale e della contrattazione.
Quello siglato con l’Aran è un buon accordo – commenta la segretaria generale CISL, Annamaria Furlan - voluto fortemente dai sindacati confederali. Adesso non c’è più alibi per il governo, che non ha nessuna giustificazione se ritarda ancora l’apertura del confronto per il rinnovo dei contratti. Le risorse attuali non bastano ha aggiunto la leader della Cisl - bisogna far ripartire la contrattazione di secondo livello e per questo possiamo trovare le risorse attraverso la lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione.
Anche il segretario confederale Cisl, Maurizio Bernava, definisce l’accordo sottoscritto questa notte “una pre-condizione per avviare i rinnovi contrattuali, un’ intesa che abbiamo voluto realizzare con tanta responsabilità e con la consapevolezza che bisognava semplificare il sistema della rappresentanza e della contrattazione nella P.A. Ora ci aspettiamo che il Governo apra il confronto sul rinnovo dei nuovi contratti, si impegni a trovare risorse aggiuntive per gli aumenti retributivi e definisca con il sindacato nuove relazioni per dare anche alla P.A. un sistema di relazioni sindacali innovativo ed un modello contrattuale più partecipativo. L’accordo - prosegue Bernava - evidenzia come la contrattazione rappresenti una leva indispensabile per facilitare la necessaria innovazione e modernizzazione della P.A. Arriva dopo 7 anni dalla cosiddetta Legge Brunetta, che di fatto ha bloccato e vincolato gli spazi negoziali in tutti i settori della P.A. Adesso il Governo si impegni a favorire il confronto sui contenuti dei decreti delegati della Legge Madia. La Cisl, inoltre, esprime soddisfazione per avere semplificato con l’accordo il meccanismo della rappresentanza senza, per questo, penalizzare le organizzazioni rappresentative che avevano partecipato alle ultime elezioni delle RSU”.
I comparti del pubblico impiego, ridotti da undici a quattro, saranno così articolati: Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità, Istruzione e ricerca. Le operazioni di accorpamento hanno riguardato il primo comparto (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) e l’ultimo (prima scuola, ricerca, università e Afam erano distinte).
La riduzione dei comparti determina anche la riduzione delle aree dirigenziali, sempre a quattro, seguendo quanto previsto dalla legge Brunetta e rimasto finora solo su carta. Per salvaguardare specifiche professionalità all’interno dei comparti, a una parte “comune” potranno essere affiancate parti “speciali“.
Quanto alla rappresentatività sindacale all’interno dei nuovi comparti, è prevista una fase transitoria, che fa salve le ultime elezioni delle Rsu, ferma restando la soglia del 5% di deleghe e voti come requisito per vedersi riconosciuta la rappresentatività stessa.

giu 302014
 

contrattiSi è avviata nel pomeriggio all’ARAN  la sequenza contrattuale prevista dal D.L. 98 del 2011 al fine di definire l’a indennità da corrispondere ai DSGA incaricati su una scuola sottodimensionata in aggiunta alla scuola di titolarità.

Dall’anno scolastico 2012/2013  le scuole sottodimensionate,  non possono essere sede di organico per i dirigenti scolastici e non possono essere affidate in via esclusiva al direttore dei servizi amministrativi.

 Finalmente, dopo due anni, Funzione Pubblica ha inviato all’ARAN l’atto di indirizzo per l’avvio delle trattative , atto che era già stato predisposto un anno fa dal ministro Carrozza. L’ARAN ha relazionato sui contenuti della proposta che prevede, attenedosi  ai contenuti dell’art. 19 del  D.L. 98/2011, una disponibilità per il calcolo della indennità pari al 10% dei risparmi derivanti dalla mancata assegnazione del posto in organico di DSGA nelle scuole affidate in “reggenza”. Il risparmio è stato calcolato prendendo a riferimento lo stipendio iniziale annuo lordo Stato del DSGA ( euro 33.338, 41) e la parte fissa dell’indennità di direzione ( euro 2.421,65 ) per un totale di 35.760,06 euro.

Il 10% di tale somma corrisponde alla misura della indennità annua che andrà corrisposta ai DSGA incaricati negli anni scolastici 2012/2013 e 2013/2014.La discussione si è incentrata sulla richiesta delle OO.SS di prevedere nell’Accordo l’applicazione di analogo meccanismo anche per l’anno 2014/2015 considerato che  le scuole sottodimensionate, in assenza di esuberi sul profilo, verrano assegnate nuovamente ai DSGA “reggenti”. L’ARAN si è riservato di valutare la richiesta e ha aggiornato il tavolo entro la fine della settimana.