mag 312011
 

Meno “Stampa” più “Confronto” = RESPONSABILITA’

 

Quella Responsabilità che manca

Nessun sconto per chi è stato troppo distratto.

0 in previsione di Bilancio, poi 120, poi 194.

Il 30% sul FSE senza certezze che la progettualità sia praticabile alla luce dei ritardi prodotti.

Un Prof 2011 che partirà con un ritardo senza precedenti.

-  Gli Enti costretti ad aprire procedure di mobilità con un quadro normativo e amministrativo ancora indefinito alla luce di provvedimenti non ancora praticabili.

Caro Assessore,

il Suo protagonismo lo “certifichi” con i fatti.

Dimostri le Sue teorie, ma lo faccia in contraddittorio

Ci convochi!

mag 292011
 

 

RICHIESTA DI PRE-ISCRIZIONE

CORSO DI PREPARAZIONE  PER IL CONCORSO PUBBLICO

A 450 POSTI DI D.S.GA

DCPM 21 Aprile 2011

(SCHEDA DA COMPILARE A STAMPATELLO IN OGNI SUA PARTE)

Io Sottoscritto/a

Cognome

Nome

 

Nato/a il

a

Prov

 

Residente a

Via

c.a.p.

 

Tel:

Cell:

e-mail

 

Dipendente MIUR

SI NO

a T. I.      

(crocettare)

a T. D.      

(crocettare)

Altro ente

(specificare)

Non lavora

(crocettare)

 

Titolo di studio posseduto:

 

CHIEDO:

Di essere iscritto/a al suddetto corso accettando sin da ora le forme, le modalità di svolgimento e organizzative stabilite dalla Cislscuola Palermo e l’Irsef Irfed.

Con la firma apposta in calce dichiaro/a di essere informato/a, di accettare e di autorizzare il trattamento dei dati da me forniti.

Con la sottoscrizione della presente richiesta, sollevo in ogni caso la Cislscuola Palermo da eventuali responsabilità civili o penali presenti e future. Qual’ora la Cislscuola Palermo decidesse di non avviare o sospendere il corso in epigrafe dichiaro di accettarne sin da ora incondizionatamente tale decisione e di non aver nulla a pretendere.

Firma

Palermo lì ___ / ___ / 2011 _________________________________

 

 

INFORMATIVA AI SENSI DEL D. LGS. 196/2003 SULLA TUTELA  DEI DATI PERSONALI

Ai  sensi del D. lgs. 196/2003 si informa  che i dati personali forniti  verranno utilizzati dall’Irsef Irfed e Cislscuola Palermo per finalità connesse all’attività istituzionale (finalità amministrative, contabili, operative, attività promozionale relativa alle iniziative culturali e formative dei medesimi). In qualunque momento il/la corsista  potrà consultare, far modificare, cancellare i propri dati o semplicemente opporsi al loro utilizzo. Tuttavia, il/la corsista cui si riferiscono i dati personali acquisiti, ha facoltà di esercitare i diritti previsti dalla normativa vigente.

Consapevole che l’utilizzo dei dati è concesso gratuitamente, dichiaro di prestare il proprio consenso.

Firma

Palermo lì ___ / ___ / 2011 _________________________________

 

NOTE:

1) Su richiesta della Cislscuola Palermo, nei termini e modalità da questa disposte, il corsista dovrà confermare e regolarizzare l’iscrizione al corso;

2) La Cislscuola Palermo si impegna a comunicare le informazioni relative alle modalità di articolazione del corso, gli argomenti, i nomi dei relatori, il materiale didattico e il costo dell’intero pacchetto formativo;

3) Ai partecipanti al corso, tenuto in collaborazione con l’IRSEF/IRFED (ente accreditato dal MIUR ai sensi del D.M. 177/2000, art. 3 – c. 5 del Ministero P.I. per la formazione e l’aggiornamento del personale delle scuola) verranno rilasciati  attestati di frequenza;

4) Nel caso in cui per sopraggiunte motivazioni non si dovesse attivare il corso, la Cislscuola Palermo si impegna a fornire immediata comunicazione tramite e-mail  personale ai diretti interessati.  In tal caso nulla sarà dovuto alla e dalla Cislscuola Palermo.

mag 292011
 

Con il 

  autorizzativo del bando di concorso a posti di dirigente scolastico, si consente l’avvio della procedura anche per il concorso pubblico a 450 posti di DSGA.

La Cislscuola Palermo, in collaborazione con l’Irsef-Irfed (ente accreditato dal MIUR per la formazione e l’aggiornamento del personale delle scuola) al fine di offrire un servizio agli iscritti o iscrivendi, raccoglie sotto forma di preiscrizione, le disponibilità alla partecipazione ad un corso propedeutico al superamento del concorso a 450 posti di DSGA. La Cislscuola Palermo si riserva la somministrazione del corso in funzione delle preiscrizioni pervenute. Maggiori informazioni sono riportate sul modello di preiscrizione.

mag 272011
 

Con la nota ministeriale n. 4476 del 26 maggio, il MIUR trasmette il Decreto n. 47  con il quale si recepisce il DL n. 70 del 13 maggio 2011 riguardo la validità triennale delle graduatorie a decorrere dall’a.s. 2011-2012. Nella nota si chiarisce, poichè la data di scadenza per la presentazione  delle domande, ovvero il 1° giugno, è prossima, che la modulistica da utilizzare è quella allegata al DM 44/2011.

mag 272011
 

 Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola

 

Spetta allo Stato garantire l’esercizio del diritto allo studio, in modo particolare per i soggetti più deboli, come lo sono gli alunni con disabilità. E’ un principio che non può essere messo in discussione.

Prendiamo atto che i senatori Bevilacqua e Gentile, promotori del discusso disegno di legge sul sostegno ai disabili, escludono ogni intenzione di affidarne ai privati la gestione. Precisazione opportuna, data la delicatezza della materia che investe diritti su cui si è espressa autorevolmente, di recente, la stessa Corte Costituzionale.

Molto rimane tuttavia da chiarire circa il contenuto e il senso di un provvedimento di legge che mette assieme in modo piuttosto confuso situazioni tra loro distinte (disabilità e disturbi specifici di apprendimento), autorizzando genericamente i dirigenti scolastici a definire progetti con la collaborazione di privati, ma precisando con cura il divieto di gravare la finanza pubblica di oneri aggiuntivi.

Inevitabile chiedersi chi pagherebbe – e come – il personale impiegato in attività o consulenze, e le connesse polizze assicurative a cui fa espresso riferimento il disegno di legge.

Nulla dice invece su una questione che pure è richiamata nella relazione introduttiva: come coordinare efficacemente i diversi servizi cui sono tenuti, oltre alle scuole, anche gli enti locali e le Aziende Sanitarie per assicurare un efficace processo di integrazione, molto spesso ostacolato da carenze e disfunzioni.

Di questo sarebbe davvero opportuno preoccuparsi, evitando uscite estemporanee, utili solo ad alimentare i fuochi delle polemiche.

Roma, 26 maggio 2011

 

mag 252011
 

VERTENZA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Gli Stipendi? Sono un diritto da garantire subito.

Chiediamo

provvedimenti straordinari

per sostenere

Reddito e Occupazione

Caro Presidente Lombardo

Un sindacato responsabile firma accordi.

Un Governo responsabile mantiene gli impegni.

Ti chiediamo un confronto.

scarica il volantino

mag 242011
 

 

LA SITUAZIONE DEL PERSONALE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E’ ORAMAI AL COLLASSO. NON E’ PIU’ POSSIBILE RINCORRERE GOVERNO, POLITICA E BUROCRAZIA. SEMBRA CHE AD OGNI PASSO IN AVANTI NE CORRISPONDANO 2 INDIETRO E I LAVORATORI RESTANO IN OSTAGGIO.

IN OSTAGGIO DI UN SISTEMA CHE MORTIFICA LA LORO DIGNITA’ DI LAVORATORI E CITTADINI.

CHIEDIAMO CHE VENGANO SUPERATI SUBITO TUTTI QUEGLI OSTACOLI CHE IMPEDISCONO IL PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI AI LAVORATORI DI TUTTI GLI ENTI – NESSUNO ESCLUSO – ATTRAVERSO QUEI PROVVEDIMENTI STRAORDINARI CHE DA TEMPO CHIEDIAMO.

IL PRESIDENTE LOMBARDO, L’ASSESSORE CENTORRINO E IL DIRIGENTE GENERALE ALBERT, UNITAMENTE ALLE STRUTTURE AMMINISTRATIVE E ORGANIZZATIVE DI RIFERIMENTO E I LORO FUNZIONARI RESPONSABILI,  SI ASSUMANO PIENAMENTE OGNI RESPONSABILITA’ PER DARE UNA RISPOSTA DEFINITIVA AI LAVORATORI.

C’E’ CHI HA INTERESSE A NON RISOLVERE I PROBLEMI PER COMPLETARE QUELLO SFASCIO DEL SISTEMA CHE SICURAMENTE TRAGUARDA FINI POCO NOBILI.

CHIAMIAMO A RACCOLTA TUTTI I LAVORATORI PER UNA SVOLTA NELLA VERTENZA  PER PRODURRE QUELLA VISIBILITA’ NECESSARIA A CONSEGUIRE RISULTATI CONCRETI.

GLI UNICI CHE POSSONO INTERESSARE I LAVORATORI.

mag 122011
 

Dichiarazione di Francesco Scrima
Segretario Generale CISL Scuola

In un periodo nel quale non è che il dibattito politico si dimostri sempre di qualità eccelsa, ci mancava solo l’”uscita” dell’on. Garagnani. Per i suoi contenuti, si commenta da sola: più che denunciare la politica che si fa a scuola, sarebbe bene che fossero certi politici a ritornare per qualche tempo sui banchi, per farsi “inculcare” idee un po’ meno peregrine.
Roma, 11 maggio 2011

mag 112011
 

Il DM ripristina la possibilità di trasferimento da una provincia all’altra, con collocazione nella corrispondente fascia di appartenenza e con il punteggio spettante, previa cancellazione dalla graduatoria di provenienza. Il termine di presentazione delle domande è il 1° giugno 2011.

mag 112011
 

LE RAGIONI (E IL TORTO) DELLA CISL

NEGLI ULTIMI 60 ANNI IN TUTTI I CASI IN CUI VI È STATA CONTRAPPOSIZIONE SU QUESTIONI CRUCIALI TRA CGIL E CISL, ERA QUEST’ULTIMA AD AVERE RAGIONE – MA ULTIMAMENTE LA CISL HA SBAGLIATO RIFIUTANDO UN INTERVENTO LEGISLATIVO SU RAPPRESENTANZA E CONTRATTAZIONE
Articolo pubblicato sul Corriere della Sera, nella rubrica Lettera sul lavoro, il 6 maggio 2011 – In argomento leggi anche il mio editoriale Il falso fa più male dei  candelotti, pubblicato sul Corriere della Sera il 7 ottobre 2010      Caro direttore, i dirigenti della Cgil, e della Fiom in particolare, che un giorno sì e uno no accusano la Cisl di tradimento farebbero bene a leggere il libro di Guido Baglioni La lunga marcia della Cisl, fresco di stampa per i tipi del Mulino. È una lettura che aiuta ad accantonare le polemiche contingenti e a guardare i fatti dell’oggi alla luce di quelle di ieri e dell’altro ieri. Non solo la Cgil, ma anche l’intera sinistra politica italiana, se riconsidera serenamente questa storia, deve riconoscere che, negli ultimi sessant’anni, nei casi di più netta contrapposizione fra il blocco Cgil-sinistra e la Cisl, era per lo più quest’ultima ad avere ragione (non lo nota con compiacimento uno che, come chi scrive, ha lavorato nella Cgil per 10 anni e vi è iscritto da 41).      Non sto dicendo che il sindacalismo Cisl sia esente da difetti: ne ha almeno altrettanti quanti ne hanno gli altri. Sto dicendo soltanto che occorre riconoscere alla Cisl di avere visto giusto su alcune questioni cruciali, sulle quali la Cgil ha registrato invece un rilevante ritardo. Per cominciare, aveva ragione la Cisl quando, nella prima metà degli anni 50, predicava la necessità di aprire una stagione di contrattazione collettiva dentro le aziende; la Cgil in un primo tempo vi si oppose, difendendo il livello unico nazionale di contrattazione, ma dovette cambiare idea dopo la sconfitta durissima del 1955 nelle elezioni per le commissioni interne della Fiat e di altre grandi aziende del Nord. Aveva ragione la Cisl degli anni 70 che rivendicava il riconoscimento del lavoro a tempo parziale, mentre la Cgil lo osteggiava sostenendo che esso avrebbe determinato una «ghettizzazione» delle donne nei luoghi di lavoro (quando, nel 1984, si arrivò a questo riconoscimento, esso avvenne con l’opposizione della Cgil e il voto contrario del Pci in Parlamento). Aveva ragione la Cisl quando, con la Uil, nel 1984 firmò il «patto di S. Valentino» ispirato al progetto di Ezio Tarantelli per il superamento della vecchia «scala mobile» (indicizzazione delle retribuzioni) e avevano torto il Pci e la Cgil che contro il decreto attuativo di quel patto promossero il referendum, perdendolo l’anno dopo. Aveva ragione la Cisl quando, con la Uil, avvertiva che la legge Biagi, odiatissima dalla Cgil e dalla sinistra, non era affatto la «causa del precariato»: tant’è vero che la sinistra stessa, quando è stata al governo, ha utilizzato proprio quella legge per combattere gli abusi. Avevano ancora ragione le stesse Cisl e Uil quando hanno firmato gli accordi alla Fiat di Pomigliano e di Mirafiori con Sergio Marchionne, se è vero che ora alla Bertone di Grugliasco anche i rappresentanti della Fiom-Cgil hanno dato indicazione ai lavoratori di votare «sì» sullo stesso piano industriale per evitare la chiusura dello stabilimento.      Una ragione che invece ben difficilmente la Cgil e la vecchia sinistra riconosceranno alla Cisl è quella su cui si basò per gran parte degli anni ’60 l’opposizione della stessa Cisl all’intervento legislativo «pesante», in materia di lavoro e relazioni industriali, costituito dallo Statuto dei lavoratori. Neanche il Pci, beninteso, in Parlamento avrebbe poi espresso un voto favorevole su questa legge, ma per ragioni molto diverse. Il Pci non ne condivideva il contenuto, considerandolo troppo moderato; la Cisl, invece, disapprovava l’idea stessa che sulla materia intervenisse la legge, togliendo spazio alla contrattazione collettiva. Qui le visioni della Cisl e della Cgil negli anni ’60 erano agli antipodi. Per la prima lo strumento principe dell’emancipazione del lavoro era la contrattazione collettiva; per la seconda, o almeno per la sua corrente maggioritaria, nel sistema capitalistico anche il contratto collettivo doveva considerarsi come la marxiana «foglia di fico che nasconde la vergogna della dittatura del padrone sull’operaio» . Su questo punto finora ha vinto la visione della Cgil. Ed è accaduto un fatto curioso, di cui il libro di Guido Baglioni non offre forse la chiave di lettura che occorrerebbe: a sostegno dell’intervento del legislatore si schierarono negli anni ’60 anche giuslavoristi molto vicini alla Cisl, come Gino Giugni e Federico Mancini. E anche in seno alla Cisl, per tutto il trentennio successivo, la cultura del primato del contratto ha finito con l’essere offuscata: è parso che la Cisl accettasse il primato della legge, quasi riconoscendo così che su questo fosse la Cgil ad aver visto giusto. Ma se si guarda al risultato di quella stagione politico-sindacale, all’ipertrofia mostruosa della legislazione che ne è derivata, al tasso di ineffettività del diritto del lavoro che ne è conseguito, con un’intera metà del tessuto produttivo che si sottrae alla sua applicazione e un’intera generazione di lavoratori che ne resta esclusa, vien fatto di pensare che anche nella sua preferenza per il contratto collettivo rispetto alla legge scritta da altri la Cisl degli anni ’60 avesse visto giusto.
Su di un punto, invece, a mio avviso, la Cisl ha sempre sbagliato: nel non comprendere che il contratto collettivo stesso ha bisogno di regole chiare ed efficaci nei confronti di tutti, su chi può stipularlo e con quali effetti. Questo è l’unico capitolo sul quale la legge è mancata completamente; e il risultato, come stiamo vedendo proprio in questi giorni, è che protagonisti del sistema delle relazioni industriali non sono tanto gli imprenditori e i sindacati, quanto gli avvocati e i magistrati.

IL FALSO FA PIU’ MALE DEI CANDELOTTI

LA TESI SECONDO CUI L’ACCORDO DI POMIGLIANO VIOLEREBBE LA LEGGE SERVE SOLO A DEMONIZZARLO IMPEDENDO IL DIBATTITO SULLA VERA QUESTIONE SINDACALE: SE CIOE’ UN INVESTIMENTO DI 20 MILIARDI VALGA TRE DEROGHE MARGINALI AL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE E UNA CLAUSOLA DI TREGUA “Lettera sul lavoro”  pubblicata sul Corriere della Sera il 7 ottobre 2010  Caro Direttore, un’aggressione come quella di ieri contro la Cisl sarebbe un atto incivile e insensato anche se fosse vero che – come sostiene la Fiom-Cgil – l’accordo firmato dalla Cisl con la Fiat per lo stabilimento di Pomigliano violi la legge. Il fatto è che questa violazione di legge non esiste proprio. Per questo aspetto, la vicenda dell’accordo di Pomigliano merita di essere studiata non soltanto come evento rilevantissimo nell’evoluzione del nostro sistema delle relazioni industriali, ma anche come un case study di straordinario interesse sotto il profilo politologico. La Fiom non ha motivato il rifiuto di sottoscrivere quell’accordo con un dissenso insuperabile su questioni inerenti all’organizzazione o ai tempi di lavoro, e neppure su questioni inerenti alle retribuzioni. Lo ha motivato con la tesi secondo cui l’accordo violerebbe la legge con la clausola tendente a combattere un fenomeno di assenteismo abusivo verificatosi in passato nello stabilimento di Pomigliano in modo particolarmente frequente; e violerebbe addirittura la Costituzione con le clausole di tregua, tendenti a garantire che l’accordo stesso non sia vanificato da scioperi volti a impedirne l’applicazione. Sul piano giuridico, né l’una affermazione né l’altra sono sostenibili. La materia del trattamento di malattia è interamente demandato dalla legge alla contrattazione collettiva. Quanto al diritto di sciopero, la Costituzione ne affida la regolazione alla legge ordinaria, la quale nulla dice sulle clausole di tregua; per altro verso, in quasi tutti i Paesi dell’occidente industrializzato gli accordi collettivi contengono normalmente clausole di tregua che ne garantiscono l’effettività. La verità è che l’accordo di Pomigliano non presenta alcun attrito con la legge: lo presenta soltanto, e per alcuni aspetti molto marginali, con il contratto collettivo nazionale del settore metalmeccanico. Se le cose stanno così, perché la Fiom denuncia una violazione della legge e non soltanto un contrasto con il contratto nazionale? Il motivo è questo: mentre è facile mobilitare l’opinione pubblica per difendere la legge, e ancor più per difendere la Costituzione, è invece molto più difficile mobilitarla per difendere la rigida inderogabilità di un contratto collettivo nazionale. Convincere l’intera opinione pubblica della necessità di respingere un piano industriale da 20 miliardi, in una situazione di crisi economica gravissima, in omaggio all’intangibilità di un contratto collettivo appare già di per sé assai problematico; ma appare addirittura impossibile quando – come nel caso di Pomigliano – le deroghe richieste mirano a combattere fenomeni evidenti e massicci di assenteismo abusivo, oppure consistono nell’aumento del limite annuo del lavoro straordinario per conseguire una maggiore saturazione della capacità produttiva di impianti d’avanguardia e costosissimi, in una regione come la Campania che soffre cronicamente di mancanza di lavoro, dove l’alternativa occupazionale per le migliaia di lavoratori interessati è solo il lavoro nero sottopagato, senza diritti e senza sindacati, nel tessuto degradato e infetto dell’economia sommersa controllata dalla camorra. Quando si discute con loro a tu per tu, i dirigenti della Fiom denunciano il rischio del “piano inclinato”: “si incomincia con queste deroghe marginali e non si sa dove si va a finire”. Essi non considerano che l’argomento del “piano inclinato” è sempre stato il cavallo di battaglia di tutti i conservatorismi. E che oggi, per paura dell’innovazione cattiva o pericolosa, l’Italia si sta chiudendo anche all’innovazione buona, quella che consente di aumentare la produttività e quindi anche di migliorare le condizioni di lavoro. Comunque, nessun rischio di piano inclinato giustifica la falsità della denuncia di una violazione della legge e della Costituzione, finalizzata a evitare il dibattito di merito sulla questione sindacale. E ancor meno è giustificabile l’avallo che a quella falsità è stato dato acriticamente sulla stampa e nelle trasmissioni televisive da opinionisti autorevoli e persino professori di diritto del lavoro, col risultato (voluto) di indurre mezza Italia a pensare che, effettivamente, l’accordo di Pomigliano violi la legge e configuri un primo passo verso lo “smantellamento dei diritti fondamentali dei lavoratori”. E il risultato (non voluto, ma prevedibile) di indurre qualche testa calda a tirare candelotti contro la Cisl. Certo, i candelotti non sono pistole. Ma in un Paese nel quale i temi della politica del lavoro sono stati sempre fortemente drammatizzati, al punto che su di essi si è ripetutamente versato il sangue, ci si dovrebbe poter attendere da parte di tutte le persone responsabili una maggiore capacità critica di fronte a forzature gravi, evidenti e pericolose come questa.

mag 112011
 

Dichiarazione di Francesco Scrima
Segretario Generale CISL Scuola

Tace il TAR, strepita l’avvocato
L’anonimo estensore di una sconcertante nota che compare sul sito dell’ANIEF snocciola una serie di sciocchezze, insulti e varie amenità alle quali non vale la pena di dedicare la benché minima attenzione, ma dribbla accuratamente il nocciolo della questione che abbiamo posto e che vogliamo continuare a porre, chiedendoci nel frattempo come mai sia l’ANIEF a farsene impropriamente carico: perché il TAR Lazio non ci dice finalmente che cosa ha deciso, da ben due mesi, sul contenzioso riguardante le graduatorie ad esaurimento?
Solo una mente offuscata dal livore può assimilare questa semplice domanda ad un atto intimidatorio agli organi giudiziari. Una mente offuscata, o il bruciore insopportabile causato dall’incendio di una fluente coda di paglia.

Roma, 10 maggio 2011

mag 112011
 
FORMAZIONE: SIT-IN LAVORATORI DAVANTI SEDE ARS
PALERMO (ITALPRESS) – E’ in corso davanti alla sede dell’Ars un
sit-in dei lavoratori della Formazione professionale, che chiedono
lo sblocco degli stipendi arretrati. La manifestazione e’ stata
organizzata da Cisl Scuola e Snals.
I due sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il
Presidente della Regione Raffaele Lombardo “affinche’ intervenga
con provvedimenti urgenti che tutelino quei lavoratori che non
possono piu’ sostenere situazioni debitorie di cui la Regione deve
farsi carico, almeno in termini di garanzie, con le banche, le
finanziarie”.
“I lavoratori – spiega Vito Cudia, segretario generale Cisl Scuola
Palermo – non possono continuare a pagare, per i ritardi
dell’amministrazione, del governo e della politica sulla
programmazione dell’attivita’, l’approvazione del Prof 2011,
bilancio e finanziaria”. “La situazione e’ ormai di grande disagio
e allarme sociale – aggiunge Cudia – per questo chiediamo
interventi straordinari. L’amministrazione superi tutti i vincoli
che tengono in ostaggio i lavoratori che non possono piu’
tollerare ritardi”. “Chiediamo certezze – conclude Cudia – sui
tempi per il pagamento delle retribuzioni, la burocrazia non puo’
continuare, con le sue procedure, a mortificare i diritti dei
lavoratori che rischiano di vedere annullati i sacrifici di una
vita intera”.
(ITALPRESS).
vbo/com
10-Mag-11 17:49

NNNN
mag 102011
 

Nel corso della giornata di oggi una delegazione della Cisl Scuola ha avanzato alla Presidenza della Regione l’adozione di provvedimenti straordinari che possano portare all’immediato pagamento delle retribuzioni ma soprattutto fornire adeguate garanzie per sostenere le posizioni debitorie dei lavoratori nei confronti di di ogni soggetto finanziario o tributario che ogni giorno potrebbe portare alla cancellazione dei sacrifici di una vita.

Chiediamo al Presidente Lombardo un impegno straordinario per tutti i lavoratori affinchè siano percorse tutte le strade per sostenere i lavoratori in difficoltà nei confronti di Banche, Finanziarie e Uffici Tributari.

Questa situazione di allarme sociale deve trovare risposte concrete anche attraverso interventi di solidarietà che possano consentire di traguardare un FUTURO POSSIBILE.

mag 102011
 

PERCHE’

 

I lavoratori non possono continuare a pagare, per i ritardi dell’Amministrazione, del Governo e della Politica su: programmazione attività; approvazione prof 2011; bilancio e finanziaria 2011.

a situazioni di grande disagio economico e allarme sociale devono corrispondere interventi straordinari per fronteggiare di emergenza.

-        Subito la pubblicazione della Finanziaria;

-        Subito il DDG a cura del Direttore Generale F.P.

-        Subito le procedure per ogni adempimento a carico dell’Amministrazione per l’immediato sblocco degli stipendi arretrati.

L’Amministrazione superi tutti i vincoli che tengono in ostaggio i lavoratori che non possono più tollerare ritardi.

La burocrazia non può continuare, con le sue procedure, a mortificare i diritti dei lavoratori che rischiano di vedere annullati i sacrifici di una vita intera. Ufficio delle Entrate, Banche, Finanziarie sono oramai l’incubo per quei lavoratori che hanno un solo torto: aver avuto fiducia su un sistema che è oramai al collasso. Per non parlare di una piaga chiamata USURA.

Occorrono, pertanto, provvedimenti che tutelino quei lavoratori che non possono più sostenere situazioni debitorie di cui la Regione deve farsi carico, almeno in termini di garanzie.

CHIEDIAMO RESPONSABILITA’ MA SOPRATTUTTO

VOGLIAMO CERTEZZE

PER IL PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI

SUBITO

LE “PAROLE”  NON BASTANO PIU’

mag 072011
 

FINO A QUANDO NON SI SBLOCCHERANNO LE PROCEDURE PER IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI I NOSTRI PRESIDI SARANNO PERMANENTI.

ABBIAMO CHIESTO PROVVEDIMENTI STRAORDINARI PER L’EMERGENZA ED ESIGIAMO CHE LE ASSICURAZIONI FIN QUI DATE SIANO ONORATE CON I FATTI.

GLI STIPENDI … SUBITO!!!

LA MOBILITAZIONE NON SI FERMERA’ FINO A QUANDO LE TUTELE PER I LAVORATORI NON SARANNO CONCRETE PER LA PIENA GARANZIA DEL REDDITO E DELL’OCCUPAZIONE.

mag 042011
 

4 Maggio 2011

Il SIT-IN DIVENTA PRESIDIO PERMANENTE PRESSO

L’ASSESSORATO REGIONALE ALL’ECONOMIA

DIPARTIMENTO DEL BILANCIO E DEL TESORO

I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE NON POSSONO PIU’ ATTENDERE I TEMPI DELLA BUROCRAZIA.

CHIEDIAMO PROVVEDIMENTI STRAORDINARI

IL PRESIDENTE LOMBARDO, IL GOVERNO, L’ARS E L’AMMINISTRAZIONE DEVONO ASSUMERSI PIENAMENTE QUELLE RESPONSABILITA’ PER LIBERARE I LAVORATORI DA UNA SITUAZIONE CHE LI RENDE OSTAGGIO DI UN SISTEMA CHE MORTIFICA OGNI DIRITTO DI CITTADINANZA.



mag 042011
 

Si comunica che da notizie assunte presso il ministero i la pubblicazione dei movimenti per la scuola primaria dovrebbe slittare al 10 maggio p.v.

mag 032011
 

il Governo e l’ARS intervengano subito invece di esasperare ulteriormente il settore alimentando il conflitto sociale.

 

Il  mondo politico siciliano, di maggioranza e d’opposizione, deve ritenersi responsabile del “disastro Formazione Professionale”.

Ogni anno la situazione peggiora facendo pagare il costo sociale elevatissimo ai lavoratori senza che le Istituzioni si preoccupino di riqualificare il settore, razionalizzare la spesa e strutturare regole di legalità, vigilanza, controllo e verifica sulla regolare conduzione delle attività degli Enti.

Non solo, ancor oggi non è partito il Piano formativo del 2011 e non sono stati pagati gli stipendi agli operatori del settore ma hanno perfino stralciato dalla Finanziaria appena approvata le norme specifiche per il settore in assenza delle quali non si sbloccano gli stipendi arretrati degli anni precedenti, non c’è l’accompagnamento alla pensione per i più anziani al posto della mobilità per i più giovani, non si sblocca il meccanismo di automatico rifinanziamento del fondo di garanzia che per altro resta riservato solo a chi è stato assunto fino al 2002, ecc.

Tutto ciò e il vuoto normativo lasciato nella legge finanziaria purtroppo costituiscono le condizioni più favorevoli per le posizioni più demagogiche e illusorie utili a catturare facile consenso elettorale.

Per il settore della Formazione professionale, dopo essere stato messo in crisi dalle esasperate scorribande politico-clientelari-affaristiche di questi ultimi nove anni con le quali sono stati aumentati in modo esponenziale gli Enti finanziati dalla Regione Siciliana; la stessa politica, di fronte all’insufficienza finanziaria delle casse della regione siciliana, preferisce indicare promesse demagogiche e irrealizzabili piuttosto che assumere scelte responsabili per coniugare la razionalizzazione del settore con le tutele dei lavoratori, quelle tutele che al momento sono assenti.

Non siamo più disponibili a sopportare che alcuni settori ben precisi della politica assieme a personaggi spregiudicati del settore utilizzino l’esasperazione dei lavoratori per mantenere un sistema vecchio, logoro e inefficiente.

Chiediamo al presidente Lombardo di essere coerente e conseguente alle dichiarazioni e agli impegni assunti per riorganizzare il settore su criteri di trasparenza e legalità nel rispetto delle tutele dei lavoratori.

A fronte di una dichiarata volontà del Governo che inizialmente, nei mesi scorsi, faceva pensare che fosse maturata la reale volontà di ristrutturare il settore, l’assunzione di responsabilità delle parti sociali firmatarie dell’accordo quadro del 14 aprile scorso doveva servire a porre in essere i rimedi, amministrativi e legislativi, essenziali per tutelare l’occupazione e il reddito dei lavoratori mettendo in sicurezza il sistema e riportandolo in condizioni di legalità.

A causa delle scelte irresponsabili compiute dall’ARS e dal Governo, in occasione dell’approvazione della legge finanziaria per il 2011 e con il ritiro da parte del Governo del “maxi emendamento” contenente anche le principali misure utili al settore, è stata abbandonata l’ipotesi di intervenire subito per porre i possibili rimedi, alla situazione di crisi già determinata.

Appare una scelta obbligata quella annunciata dal Governo e consistente nel presentare alla commissione lavoro dell’ARS il disegno di legge, contenente le norme stralciate dalla legge finanziaria, per la formazione professionale, analogamente al metodo adottato per i provvedimenti attesi dagli altri settori. Tuttavia ciò non è di per se sufficiente a risolvere la situazione di crisi in cui è stato messo il settore anche perché i tempi dell’ARS purtroppo ordinariamente  non sono brevi.

Sorgono invece forti dubbi sulle reali intenzioni politiche sul settore in quanto la scelta di non sbloccare subito le procedure per il pagamento degli stipendi, malgrado l’approvazione del PROF e del Bilancio della Regione Siciliana, fa pensare che ci sia una volontà consapevole di esasperare ancor di più i lavoratori del settore ed utilizzare evidentemente tale condizione per altre finalità.

Tocca alla politica adesso assumersi le proprie responsabilità, sono quindi le diverse Istituzioni competenti che devono saper decidere e realizzare subito i rimedi concretamente efficaci per riportare la serenità tra i lavoratori offrendo le effettive garanzie occupazionali e il pagamento delle retribuzioni.

Chiediamo al Governo e ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari all’ARS, di porre davvero rimedio al disastro che hanno fatto. Diano priorità al ddl della formazione professionale portandolo in aula sin dall’avvio dei lavori parlamentari previsti per giorno 10 p.v., completando l’iter il commissione in pochi giorni, per  approvarlo entro una settimana, in modo da rendere operative, adesso, tutte le norme a tutela dei lavoratori.

I lavoratori stanno pagando un prezzo altissimo per disastro compiuto dalla politica, il Governo e l’ARS intervengano subito per evitare di esasperare ulteriormente il conflitto sociale.