mar 242012
 

La Cisl difende il lavoro, pubblico o privato che sia, con la stessa determinazione. Si batte per estendere le tutele, non solo per conservare quelle esistenti, sapendo che difendere il lavoro oggi significa anche e soprattutto costruire condizioni che ne favoriscano l’accesso e la stabilità.
Nella pubblica amministrazione e nella scuola non c’è bisogno di ridurre il personale, servirebbe invece un forte impegno a valorizzarne la professionalità facendo di questo la leva per produrre maggiore efficacia e migliore efficienza.
La Cisl sta lavorando sodo perché il confronto sul mercato del lavoro si affranchi da radicalismi sterili e improduttivi: prendere a pretesto il dibattito sull’art.18 per rilanciare campagne di disinformazione sui presunti privilegi del lavoro pubblico non aiuta a risolvere alcun problema e genera solo tensioni e inutili polemiche.
A chi invoca un “pari trattamento” tra pubblico e privato, ricordiamo che negli ultimi anni sono stati 110.000 i posti di lavoro tagliati e non reintegrati nella pubblica amministrazione, che ha visto bloccati i contratti e ridotto il salario accessorio, mentre la scuola italiana ha restituito alle casse dello Stato otto miliardi di euro, l’equivalente di 140.000 posti di lavoro tagliati, tanto che è venuto a mancare, in qualche caso, persino il personale necessario per aprire e chiudere le sedi.
Decine di migliaia di precari rimasti senza contratto sono la dimostrazione di come non esista, per chi lavora nella pubblica amministrazione e nella scuola, una zona franca, fatta di privilegi e iperprotezioni.  

Roma, 23 marzo 2012

Il Segretario Generale CISL Funzione Pubblica, Giovanni Faverin

Il Segretario Generale CISL Scuola, Francesco Scrima

mar 142012
 

Il decreto semplificazione e sviluppo oggi al voto della Camera ci lascia, per quanto riguarda la scuola, profondamente delusi. Sull’organico dell’autonomia,  che doveva essere il cuore del provvedimento, progressivi rimaneggiamenti hanno via via svuotato di riferimenti certi il testo, senza dare alla scuola le risposte chiare che attende. Noi abbiamo chiesto ripetutamente un segnale deciso di svolta, a partire dalla garanzia che non sia sottratto alla scuola nemmeno un posto in più oltre alle decine di migliaia già tagliati negli anni scorsi. Questo ci attendevamo di trovare nel decreto, che doveva assicurare il mantenimento dell’attuale consistenza degli organici del personale docente e ata. Una garanzia che la legge in via di approvazione non dà, limitandosi a rinviare in modo vago le decisioni, mentre si affaccia la pretesa inquietante di “autofinanziare” l’eventuale aumento di organico attingendo a risorse destinate alla valorizzazione del personale. Tutto si può chiedere ai lavoratori, meno che di pagare di tasca propria il fabbisogno dei posti che servono alla scuola per funzionare bene.
Non è così che il Governo può pensare di attuare una seria politica di investimenti sulla formazione; per noi restano al momento del tutto disattesi gli impegni assunti dal ministro all’atto del suo insediamento. Ci convochi, come da tempo gli stiamo chiedendo, e ci dica che cosa intenda concretamente fare sulle priorità che da mesi gli stiamo indicando: scatti, organici, assunzioni. Diversamente, siamo pronti ad attivare tutte le necessarie iniziative di mobilitazione della categoria.

Roma, 13 marzo 2012

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

mar 122012
 

Siamo rimasti sorpresi nel leggere, sul Corriere della Sera di domenica 11 marzo, i numeri dati dalla dott.ssa Stellacci sugli insegnanti “che non insegnano”, che a suo dire sarebbero 41.503. Abbiamo fatto e rifatto i conti, ma quella cifra ci pare addirittura fuori della realtà; può darsi che l’emozione degli esordi abbia giocato un brutto scherzo al neo Capo Dipartimento Istruzione, ma quel numero davvero non sta in piedi.
Mettendoci dentro tutto, e forse qualcosa di più (ad esempio i docenti all’estero, pagati anche se ovviamente non insegnano in Italia) arriviamo a meno di 9.000 unità di personale che “non va in classe”. A noi risultano 5000 docenti dichiarati inidonei, per i quali peraltro sono avviate procedure di mobilità verso altre mansioni o altri tipi di impiego, 500 comandati presso l’Amministrazione scolastica centrale e periferica (di questi, 120 sono al MIUR), 200 in comando presso associazioni, 200 in aspettativa per mandato parlamentare o amministrativo. Sono 500 quelli operanti negli staff di segreterie e gabinetti di ministri e sottosegretari, mentre non arrivano a 1.000 – e non sono nemmeno tutti assegnati a docenti – i distacchi sindacali.
Su quest’ultimo dato, che ci vede chiamati direttamente in causa, ci sembra il caso di evidenziare che stiamo parlando di un comparto che occupa circa un milione di addetti: non ci pare che la percentuale (un risicato 1 per mille) sia tale da giustificare la punta di malizia che quasi sempre, quando si danno certe “notizie”, traspare fra le righe.
La dott.ssa Stellacci sa che con i sindacati, e con la Cisl, non è difficile instaurare e portare avanti relazioni positive e costruttive, nell’interesse della scuola per la quale lei stessa dichiara la necessità di una più decisa azione di investimento. Confrontiamoci su questo, allora, evitando di fornire con cifre del tutto inattendibili qualche ulteriore pretesto a chi non desidera altro che dare addosso ai lavoratori della scuola e ai loro sindacati.


Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Roma, 12 marzo 2012

mar 102012
 

I docenti interessati dovranno inoltrare domanda di mobilità in modalità telematica, con l’utilizzo del sistema POLIS attraverso lo spazio Istanze on line dell’area Istruzione.

Il personale A.T.A e il personale educativo continueranno a compilare  la domanda in formato cartaceo.

della consulenza.

 

MODULI DOMANDA DI TRASFERIMENTO, PASSAGGIO DI RUOLO, PASSAGGIO DI CATTEDRA

  • Scuola dell’infanzia
    domanda di trasferimento
    domanda di passaggio di ruolo
  • Scuola Primaria
    domanda di trasferimento
    domanda di passaggio di ruolo
  • Scuola Secondaria di I Grado
    domanda di trasferimento
    domanda di passaggio di cattedra
    domanda di passaggio di ruolo
  • Scuola Secondaria di II Grado e Artistica
    domanda di trasferimento
    domanda di passaggio di cattedra
    domanda di passaggio di ruolo
  • Personale educativo
    domanda di trasferimento
    domanda di passaggio di ruolo
  • Personale amministrativo, tecnico e ausiliario
    domanda di trasferimento
    domanda di passaggio di profilo

Gli allegati da compilare ed inviare con la domanda sono rinvenibili accedendo alla sezione “Fac-Simile Dichiarazioni” al seguente link:

http://archivio.pubblica.istruzione.it/mobilita/moduli_2012.shtml

mar 082012
 

Dai dati in possesso della Cisl Scuola, e riferiti a 3.800 scuole scrutinate rispetto alle 10.200 chiamate al voto, si evidenzia un sostanziale testa a testa tra la Cisl Scuola e la Flc Cgil, appaiate con circa 93.500 voti ciascuna.
L’ampiezza della rete scolastica, la diversa consistenza dei collegi elettorali e il numero elevato di elettori chiamati al voto (circa un milione di lavoratori), non consentono però di ergere dei risultati locali, e ancora molto parziali, a indicatori certi dell’andamento del voto nazionale.
Tuttavia emerge che la Cisl Scuola, già primo sindacato per numero di iscritti, è la prima sigla per voti in una regione come la Puglia e in province come Alessandria, Bergamo, Pavia, Pesaro, Gorizia, Latina, Caserta, Avellino, Bari, Vibo Valentia, Cosenza, Agrigento, Oristano.
Un risultato parziale ma incoraggiante che ci consente di attendere con fiducia la fine dello scrutinio. Solo allora, quando saranno ufficializzati i voti, questi potranno essere sommati al numero degli iscritti di ogni singola sigla e così decretare le rispettive rappresentatività.

Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale della CISL Scuola

Roma, 8 marzo 2012

mar 082012
 

La larga partecipazione al voto (attorno all’80%) ci dice anzitutto che i lavoratori della scuola riconoscono al sindacato una funzione importante di rappresentanza dei loro interessi sui luoghi di lavoro.
E’ una smentita per quanti puntano a delegittimare il sindacato sminuendone il ruolo di attore sociale, di interprete di istanze e valori professionali, di autorevole interlocutore istituzionale.
Il voto conferma l’esistenza di un sindacalismo scolastico fortemente articolato, fondato in misura prevalente sulle organizzazioni storicamente radicate nella categoria, che esprimono una pluralità di posizioni, identità e culture. Nessun sindacato è quindi legittimato a intestarsi in modo esclusivo la rappresentanza dei lavoratori della scuola. Vale per tutti la necessità di far prevalere la disponibilità al confronto e al dialogo come presupposto per costruire una rappresentanza ampia e unitaria della categoria, sostenendo così con più forza la tutela e la valorizzazione del lavoro nella scuola.
La Cisl Scuola, già primo sindacato nel settore per numero di iscritti, vede confermata anche nel voto la sua autorevolezza di organizzazione radicata in modo diffuso sul territorio e premiata la credibilità di un’azione fatta di competenza, concretezza e capacità di ottenere risultati.
In questa direzione intendiamo continuare a muoverci, convinti che la forza dei consensi ottenuti debba trovare applicazione nell’esercizio ancor più determinato del nostro ruolo negoziale. Un sindacato che non utilizzasse il suo peso per costruire in piena autonomia accordi e realizzare concrete tutele verrebbe meno al suo compito e non sarebbe di alcuna utilità per i lavoratori.


Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Roma, 8 marzo 2012

mar 082012
 

Sui pensionamenti il personale della scuola non chiede “umana comprensione”, ma di rimediare a provvedimenti iniqui e discriminanti. Lo diciamo al ministro del lavoro, che in Parlamento ha escluso la possibilità di rivedere le norme sui requisiti di accesso alla pensione.
Quando chiediamo di spostare al 31 agosto 2012, anziché al 31 dicembre 2011, la data a cui fare riferimento per la maturazione dei requisiti di accesso al pensionamento con le regole precedenti, non rivendichiamo privilegi ma solo di tener conto che i lavoratori della scuola, a differenza di tutti gli altri, possono lasciare il servizio solo e unicamente il 1° settembre, così come dal 1° settembre decorre normalmente la stipula dei loro contratti.
Anche in questa occasione, peraltro, si fatica a comprendere se ci sia – e quale sia – una linea condivisa sia all’interno del governo, sia nel rapporto tra il governo e la maggioranza che lo sostiene.


Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Roma, 7 marzo 2012

mar 082012
 

Di fronte all’incredibile balletto degli emendamenti sugli organici della scuola, presentati, bocciati e forse riscritti, viene da chiedersi: a che gioco si sta giocando?
Non è possibile che tra il Governo e forze politiche che lo sostengono non si trovi l’intesa su un comune modo di procedere.
Problemi di comunicazione? O uno strano gioco delle parti? E’ ora che il Governo e il Ministro si diano obiettivi chiari e su questi facciano le necessarie scelte, e che le forze politiche si assumano la responsabilità di sostenerle.
Noi chiediamo con forza che si assicuri alla scuola, dopo tre anni di tagli, il necessario respiro. Questa la richiesta che ribadiamo al ministro, al governo e ai partiti che lo sostengono.
Occorrono, oggi più che mai, serietà e grande senso di responsabilità, da parte di tutti. Serietà e responsabilità che non sta dimostrando chi ha proposto l’emendamento sugli accessi alla dirigenza scolastica. Non è più sopportabile che il reclutamento dei dirigenti sia affidato a sanatorie o a sentenze di tribunali.


Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola
Roma, 7 marzo 2012

mar 062012
 

Assicurare alle scuole più risorse, dare uno stop deciso ai tagli di organico, stabilizzare il lavoro: sono richieste che la Cisl Scuola avanza da tempo e su cui il decreto “semplificazione e sviluppo” non dava le necessarie risposte.
E’ quindi certamente positivo un emendamento che rimedia alla vaghezza del testo originario e offre parametri certi a cui fare riferimento anche nella definizione delle linee guida che il ministro dovrà emanare entro sessanta giorni.
Poiché si tratta di individuare obiettivi e priorità in una situazione che vede numerosi punti di autentica sofferenza del sistema (si pensi alle crescenti difficoltà organizzative che vive oggi la scuola primaria), chiediamo che si apra immediatamente un confronto per individuare soluzioni quanto più possibile condivise.
Sarebbe molto positivo anche per dare alle nostre scuole il segnale di una diversa attenzione e una prospettiva di attenuazione del disagio in cui troppo a lungo sono state costrette a operare.

Dichiarazione di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Roma, 6 marzo 2012

mar 022012