mar 242013
 

In seguito all’incessante azione della Cisl Scuola il Miur interviene  in relazione alla valutazione, nella graduatoria dei 24 mesi, del punteggio connesso al servizio non prestato sui posti assegnati “fino all’avente diritto” dalle graduatorie di istituto.

Con l’emanazione della nota in questione si ravvisa la necessità, per tutti  gli uffici periferici, di procedere alla conciliazione e, di conseguenza, di riconoscere il servizio ai soli fini giuridici.

Si precisa,infine,che al personale ATA che abbia avuto una supplenza annuale negli anni scolastici 2008/09,2009/10 e  2010/11 e non abbia usufruito  nell’a.s. 2011/12 dei benefici del salva-precari perché titolare di contratto fino al 30 giugno deve essere  riconosciuto il relativo punteggio per i mesi di luglio e agosto 2012.

mar 242013
 

Con un blitz dell’ultima ora, fuori da ogni confronto e senza la benché minima informazione preventiva, un atto positivo come l’atteso sblocco dei TFA speciali viene stravolto da interventi che ne sviliscono il senso e appaiono mortificanti per i diretti interessati.

La nostra organizzazione ha sempre tenuto, sulle questioni del reclutamento e del precariato, un atteggiamento serio e responsabile, consapevole che su una realtà così complessa e delicata non sono tollerabili sparate demagogiche.

Proprio per questo riteniamo l’avvio dei TFA speciali una risposta dovuta ad attese legittime; una risposta che oggi viene data grazie all’impegno con cui ce ne siamo sempre  fatti carico, ma che risulta gravemente compromessa da scelte tanto inaspettate quanto mortificanti e penalizzanti per i destinatari.

Giudichiamo una sorta di accanimento l’imposizione di un test di accesso, pur se non selettivo, ai TFA speciali; una prova davvero di poco senso per aspiranti che hanno già maturato sul campo un’esperienza di lavoro a cui si nega, per insensati arroccamenti ideologici, il dovuto riconoscimento. Consideriamo, inoltre, un vero e proprio colpo di mano, senza alcun confronto e senza alcuna informazione, l’intervento punitivo sulla tabella dei punteggi delle graduatorie di seconda fascia.

Non ci trova d’accordo, infine, l’avvio di una sperimentazione che rimette in discussione la struttura dei percorsi di studio, mentre ancora si sta completando l’ attuazione di una recentissima  riforma degli ordinamenti. Ci pare intempestivo e improvvisato l’accorciamento di un anno dei cicli scolastici di cui non si avverte la necessità, proposto oltretutto in maniera frettolosa e fuori dai consueti percorsi di valutazione, verifica, approfondimento e proposta da sempre svolti, su queste procedure, dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

Non sappiamo se considerare quanto accaduto oggi un vezzo protagonistico, o il grazioso dono di commiato a qualche gruppo di pressione. In entrambi i casi non ci pare una bella cosa e non la condividiamo affatto.

 

Roma, 22 marzo 2013

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

mar 242013
 
  • FORMAZIONE PROF, DOMANI MANIFESTAZIONE REGIONALE
  • Alle 9,30 in via Ausonia davanti all’assessorato guidato da Scilabra. Bernava: “La mancanza del confronto sociale col governo esaspera il clima. E il sindacato ha il diritto-dovere di partecipare alle scelte di cambiamento che coinvolgono i lavoratori”
Cisl Sicilia - Foto Notizia

“Protesteremo come sempre civilmente e liberamente per proporre soluzioni, ma abbiamo bisogno di un confronto sociale che chiediamo sin dall’insediamento del presidente Crocetta, su tutte le principali emergenze della regione. Un confronto nell’ambito del quale poter proporre percorsi per ristrutturare e qualificare le politiche del settore della formazione. Riflettano il presidente Crocetta e il suo governo: è proprio la mancanza di un confronto sociale che questo governo continua a negare, ad esasperare il clima. Domani la Cisl tutta sarà in via Ausonia per chiedere certezze sulla tutela dei lavoratori, ci auguriamo che l’assessore alla Formazione Scilabra ci conceda lo spazio di contatto e confronto, per conoscere finalmente il percorso e il progetto che la Regione ha previsto per la tutela degli operatori del settore, dopo le decisioni annunciate sull’Avviso 20 e su tutto il sistema”. Con queste parole il segretario generale della Cisl Sicilia Maurizio Bernava conferma la manifestazione degli operatori della Formazione che si terrà a Palermo, domani alle 9,30 in via Ausonia, davanti alla sede dell’assessorato regionale alla Formazione.“Ci spiace davvero che solo il presidente della Regione e il suo governo sembrano non essersi accorti che l’attuale gruppo dirigente della Cisl siciliana, da tempo ormai, ha rotto ogni legame con la passata gestione del sistema della formazione, allo scopo di essere liberi e non condizionati nell’azione sindacale. Dal 2009 la Cisl si è fatta carico di una scelta  coraggiosa e di autonomia che merita rispetto, affermando coerentemente l’interesse solo alla tutela dei lavoratori, liberandosi della gestione dello Ial senza alcuna vendita ma con la sola cessione della gestione dell’ente”. Bernava aggiunge “dal 2009 per la Formazione professionale la Cisl si è mobilitata, ha proposto soluzioni e riforme che hanno il solo scopo di riqualificare, ristrutturare e riorganizzare il sistema con criteri di qualità e legalità, proposte, peraltro, fonti di accordi mai rispettati dal precedente governo regionale sempre attento solo agli interessi degli enti e della politica che ha occupato interamente il settore”. “Dal 2008 – continua Bernava  -  siamo impegnati in tutti quei settori, dai forestali ai precari degli enti locali, rifiuti, formazione professionale, fonti principali di un debito finanziario della Regione ormai insostenibile; mobilitati sempre e solo allo scopo di coniugare l’esigenza di reale cambiamento con la tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e del loro futuro”.Il segretario della Cisl Sicilia conclude: “Vorremmo che il presidente Crocetta si convincesse dell’importanza del confronto sociale, perché non saranno sufficienti in questa fase di crisi travolgente le azioni solitarie e gli annunci pubblici a riportare lavoratori e famiglie nella serenità e fuori dalla paura di un futuro incerto, alla Cisl interessa solo questo e nient’altro”. “Noi, continueremo ad affermare e rivendicare il diritto e il dovere del sindacato di partecipare alle scelte di cambiamento che coinvolgono i lavoratori”.

mar 232013
 

 

                                  La Cisl promuove protesta operatori formazione professionale

“Crocetta ha il dovere istituzionale e sociale di chiarire cosa e come intende fare per tutelare i lavoratori. Al buio si rischia un massacro sociale”.

Lunedì 25 alle ore 9,30 protesta lavoratori davanti la sede  dell’assessorato regionale alla Formazione in via Ausonia

 La Cisl replica  a Crocetta sulla Formazione : “Non abbiamo alcun interesse e volontà a difendere un sistema  inadeguato costoso e fonte di tanti guai . Protestiamo per avere chiarezza sul futuro dei 10 mila operatori e delle loro famiglie, vogliamo sapere come il governo intende tutelare i lavoratori , quali azioni concrete ha predisposto a tale scopo”. Ad affermarlo annunciando la protesta che si terrà lunedì prossimo 25 marzo alle  ore 9,30 davanti la sede dell’assessorato regionale alla Formazione in via Ausonia, sono Maurizio Bernava Segretario regionale Cisl Sicilia, Vito Cudia Segretario regionale Cisl Scuola e Giovanni Migliore Responsabile Formazione Cisl Scuola. “E’ grave, e quanto antidemocratico,  l’invito del Presidente della Regione a non protestare, arrogandosi con fumosi dichiarazioni l’impegno a tutelare i lavoratori . Ribadiamo, non ci interessa difendere il sistema pachidermico degli enti di formazione professionali cosi com’è ma di riqualificarlo,  i lavoratori non devono però di certo pagare gli errori dei governi passati e del governo attuale. Invitiamo pertanto gli operatori in piazza lunedì , resteremo li fino a quando non avremo risposte serie e concrete e non i soliti annunci” concludono Bernava Cudia e Migliore.

 

                                                                                                          Palermo, 22  marzo 2013

Ufficio Stampa

 

 

mar 202013
 

Coloro che in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie  24 mesi volessero rivendicare la mancata assegnazione del punteggio connesso al servizio non prestato sui posti assegnati “fino all’avente diritto” dalle graduatorie di istituto possono esperire un tentativo di conciliazione finalizzato a consentire la rivendicazione del punteggio del servizio non prestato.

Si tratta di  personale che  deve essere in posizione utile nella graduatoria 24 mesi dell’anno in corso  rispetto alla disponibilità di posti di assistente amministrativo o tecnico. Tale personale :

- non ha potuto far valere l’art. 59 del CCNL;

- non era presente nelle graduatorie degli istituti con disponibilità di posti.

Gli interessati possono rivolgersi alla segretria provinciale della Cisl Scuola Palermo nei giorni di ricevimento al pubblico.

Orario Ricevimento 2012/2013

Docenti scuola dell’infanzia e primaria Docenti di scuola secondaria di 1° e 2°grado Personale ATA

Lunedì, Mercoledì, Venerdì ore 16,00-19,00

mar 202013
 

In relazione ai Concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA si ritiene utile precisare che , ai fini dell’acquisizione del diritto alla riserva dei posti di cui alla legge 68/99, i candidati interessati devono dichiarare di essere iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio, di cui all’art.8 della legge 68/99, anche all’atto della presentazione della domanda di aggiornamento solo qualora la medesima dichiarazione non sia stata già resa in occasione della presentazione di precedenti istanze di nuova iscrizione o di aggiornamento.

mar 132013
 

I termini di presentazione delle istanze: domande di docenti e personale educativo entro il 9 aprile per il personale Ata : dal 13 maggio al 11 giugno.

 

I termini per le successive operazioni e per la pubblicazione dei movimenti sono i seguenti:

a) personale docente

scuola dell’infanzia

1 – termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande

di mobilità e dei posti disponibili…………………………………….. 30 aprile

2 – pubblicazione dei movimenti………………………….……………… 5 giugno

scuola primaria

1 – termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande

di mobilità e dei posti disponibili……………………………………. 30 aprile

2 – pubblicazione dei movimenti………………………………..…..…. 5 giugno

scuola secondaria di I grado

1 – termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande

di mobilità e dei posti disponibili………………………………….… 3 giugno

2 – pubblicazione dei movimenti ……………………………………….. 21 giugno

scuola secondaria di II grado

1 – termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande

di mobilità e dei posti disponibili……………………………….… 20 giugno

2 – pubblicazione dei movimenti………………………………………..… 6 luglio

b) personale educativo

1 – termine ultimo comunicazione all’ufficio delle domande

di mobilità dei posti disponibili………………………………….… 4 maggio

2 – pubblicazione dei movimenti………………………………..….. 25 maggio

mar 132013
 

Tutelare la retribuzione di tutti: questo l’obiettivo raggiunto con l’accordo di oggi sugli scatti del personale scolastico. La firma definitiva conclude un percorso tutt’altro che facile per il contesto in cui si è svolto il confronto.

Dei tre anni di anzianità “congelati” con la manovra del 2010 due sono stati finora recuperati, per tutti, grazie a intese fortemente volute dalla CISL Scuola e sottoscritte da quattro sigle sindacali su cinque.

Il recupero del 2011 avviene utilizzando una parte del salario accessorio. È una scelta che non aveva alternative, noi l’abbiamo fatta a ragion veduta ritenendo prioritaria, oggi, la tutela del salario fondamentale, che riguarda tutti i lavoratori.

Chi afferma che vi fossero altre vie realmente praticabili o non sa dove vive, o è in malafede. L’attuale incertezza delle prospettive politiche rafforza ancor più la convinzione che il sindacato debba agire sul proprio terreno, che è quello del negoziato e delle intese, e non rinviare ad altri, o a presunti tempi migliori, le  scelte che attengono al suo ruolo e alle sue responsabilità.

Roma, 13 marzo 2013

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

mar 122013
 

Roma, 8 marzo 2013

Dopo un percorso cominciato nel 2001 il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro dell’istruzione, università e ricerca, in via definitiva, il Regolamento che istituisce e disciplina il Sistema Nazionale di Valutazione delle scuole pubbliche e delle istituzioni formative accreditate dalle Regioni. L’Italia si allinea così agli altri Paesi Europei sul versante della valutazione dei sistemi formativi pubblici, e risponde agli impegni assunti nel 2011 con l’Unione europea, in vista della programmazione dei fondi strutturali 2014/2020. Il regolamento ha concluso il suo iter di approvazione avviato il 24 agosto 2012 data in cui è stato presentato in 1° lettura al CdM, dopo aver superato tutti i passaggi prescritti dall’art.17, comma 2, della legge n. 400/88.

Il Sistema Nazionale di Valutazione ha lo scopo di:

  • dare al Paese un servizio fondamentale per poter aiutare ogni scuola a tenere sotto controllo gli indicatori di efficacia e di efficienza della sua offerta formativa ed impegnarsi nel miglioramento;
  • fornire all’Amministrazione scolastica, agli Uffici competenti, le informazioni utili a progettare azioni di sostegno per le scuole in difficoltà;
  • valutare i dirigenti scolastici e offrire alla società civile e ai decisori politici la dovuta rendicontazione sulla effettiva identità del sistema di istruzione e formazione.

Rispetto al testo iniziale, il Regolamento adottato oggi contiene modifiche che recepiscono, in larga misura, le osservazioni e le proposte contenute nei pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e della VII Commissione del Senato. Sono cambiamenti che hanno modificato in meglio il testo del decreto nel senso di una più compiuta valorizzazione dell’autonomia responsabile delle scuole nei processi di autovalutazione e di miglioramento della qualità del servizio offerto.

Il Regolamento dà attuazione alla delega conferita al Governo con il decreto legge n.225 del 2010 convertito in legge n.10 del 2011 e costituisce un rilevante passo avanti nel percorso cominciato con il decreto legislativo 286 del 2004. Il S.N.V. si impianta sull’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione) che predispone tutti gli adempimenti necessari per l’autovalutazione e la valutazione esterna delle scuole, sull’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), che può supportare le scuole nei piani di miglioramento, su un contingente di Ispettori definito dal Ministro che ha il compito di guidare i nuclei di valutazione esterna. L’Invalsi ha anche il coordinamento funzionale dell’S.N.V.

Il procedimento di valutazione si snoda attraverso quattro fasi essenziali:

a) autovalutazione delle istituzioni scolastiche, sulla base di un fascicolo elettronico di dati messi a disposizione dalle banche dati del sistema informativo del Ministero dell’istruzione (“Scuola in chiaro”), dell’ INVALSI e delle stesse istituzioni scolastiche, che si conclude con la stesura di un rapporto di autovalutazione da parte di ciascuna scuola, secondo un format elettronico predisposto dall’Invalsi e con la predisposizione di un piano di miglioramento.

b) valutazione esterna da parte di nuclei coordinati da un dirigente tecnico sulla base di protocolli, indicatori e programmi definiti dall’Invalsi, con la conseguente ridefinizione dei piani di miglioramento da parte delle istituzioni scolastiche;

c) azioni di miglioramento con l’ eventuale sostegno dell’Indire, o di Università, enti, associazioni scelti dalle scuole stesse;

d) rendicontazione pubblica dei risultati del processo, secondo una logica di trasparenza,di condivisione e di miglioramento del servizio scolastico con la comunità di appartenenza.

Sono più di 1300 le istituzioni scolastiche che, durante l’anno scolastico 2012/2013 stanno già seguendo in via sperimentale secondo diverse modalità questo percorso che è stato presentato e condiviso, all’ interno di specifiche conferenze di servizio, con tutti i dirigenti delle scuole italiane e i docenti referenti per la valutazione. Tra gennaio e marzo 2013 tutti i dirigenti delle scuole italiane e i docenti referenti per la valutazione (circa 26.000 persone), hanno infatti partecipato a seminari di presentazione del regolamento. A metà marzo tutte le scuole avranno a disposizione il fascicolo “scuola in chiaro” e il format per costruire il proprio rapporto di autovalutazione a, dal prossimo anno gli strumenti messi a punto dal progetto sperimentale Vales saranno disponibili per tutte le scuole.

vales

mar 092013
 

Profumo: Il documento rafforza l’inclusione scolastica mettendo al centro lo studente e i suoi bisogni.

Sono state presentate oggi, alla presenza del Ministro Francesco Profumo e del Sottosegretario Marco Rossi-Doria che ne ha seguito l’iter, le nuove Indicazioni nazionali per il Curricolo della Scuola di base. Il documento di indirizzo fornisce alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado gli obiettivi e i traguardi che ogni studente deve raggiungere in termini di competenze e conoscenze.

Il testo finale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5/2/2013, è frutto della revisione di un gruppo di esperti e di un percorso di consultazione e confronto con le scuole.
Il documento è stato sottoposto a una consultazione nazionale e ad un confronto con 10.000 scuole attraverso vari seminari dedicati. Un Comitato Scientifico avrà il compito di indirizzare, sostenere e valorizzare le iniziative di formazione e ricerca per aumentare l’efficacia dell’insegnamento.

I contenuti chiave del documento

  • Dialogo tra discipline: insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza in prospettiva complessa;
  • Essenzialità: ricerca dei nuclei fondamentali delle discipline;
  • Priorità: maggiore attenzione per una solida acquisizione delle conoscenze e competenze di base, fondamentali per lo sviluppo successivo del sapere e per l’esercizio della cittadinanza;
  • Traguardi: sistema di verifiche periodiche e sistematiche degli apprendimenti. Attenzione per le diversità individuali e valorizzazione dei momenti di passaggio.

“Al centro delle nuove Indicazioni c’è l’autonomia responsabile delle scuole  – ha detto il Ministro Francesco Profumo. Le Indicazioni rafforzano l’inclusione scolastica mettendo al centro lo studente e i suoi bisogni. Per questo la nostra scuola fa già tanto: dagli anni ’90 ad oggi siamo passati da meno di 60mila studenti di cittadinanza non italiana ad oltre 700mila”.

“Il metodo partecipativo e corresponsabile utilizzato per elaborare le Indicazioni Nazionali – ha dichiarato il Sottosegretario Marco Rossi-Doria – dovrebbe essere la normale modalità di lavoro per le istituzioni. Le indicazioni sono importanti perché sono un testo “non completo”, a doverlo completare sono le scuole, nel lavoro di ogni giorno”.

Ufficio Stampa   -   Roma, 6 marzo 2013

Allegato

mar 072013
 
Trasmettiamo in allegato la nota di chiarimenti sui percorsi di TFA ordinario, prot 549 del 28/2/2013, emanata congiuntamente dai Dipartimenti dell’Istruzione e dell’Università.
Il provvedimento consegue alla richiesta inviata da CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e GILDA in data 30 gennaio u.s., alle continue pressioni esercitate sul MIUR e ad un incontro che si è svolto in data 19 febbraio al quale non ha partecipato il dipartimento dell’Università.
A fronte delle sollecitazioni sindacali la circolare si sofferma su una serie di problematiche connesse alla partecipazione ai corsi nell’ottica di definire linee di indirizzo comuni tra i diversi soggetti coinvolti nella organizzazione e gestione dei TFA, nonchè comportamenti omogenei dei diversi atenei.
Evidenziamo in sintesi:
Durata dei corsi e crediti formativi
Si sollecita la massima attenzione affinchè il titolo abilitante possa essere conseguito entro il termine dell’a.s. 2012/2013. A tale fine sono richiamate le disposizioni che prevedono il riconoscimento di crediti formativi e di tirocinio ai docenti con almeno 360 giorni di servizio e la possibilità di riconoscimento di ulteriori crediti da parte degli atenei mediante la valutazione di titoli e specializzazioni (es. sostegno) posseduti dai singoli corsisti.
Incompatibilità  e frequenza
Ferma restando l’incompatibilità tra l’iscrizione ai TFA e altri percorsi che rilasciano titoli accademici e in analogia con quanto già previsto per le SSIS, nella nota si evidenzia che è possibile da parte delle Università consentire la sospensione dei corsi di dottorato, di laurea ecc. e che non rientra tra le incompatibilità la sola discussione delle tesi o l’attività di ricerca o di insegnamento presso le università.
Si precisa, inoltre, che qualora la frequenza dei corsi sia impossibilitata per maternità o particolari terapie si deve riconoscere ai corsisti il rinvio della partecipazione al successivo anno accademico senza dover sostenere nuove selezioni o pagamenti di quote di iscrizione già effettuati.
Si evidenzia la necessità di garantire i rapporti di lavoro in essere con le scuole attraverso la calendarizzazione delle attività in orari compatibili con gli obblighi di servizio.
Scorrimento delle graduatorie degli ammessi e rimborso delle tasse di iscrizione
Si chiarisce che nei casi di rinuncia è possibilite procedere allo scorrimento della graduatoria degli aspiranti idonei. Viene poi richiamata la “sensibilità” degli Atenei riguardo la possibilità di rimborsare ai corsisti rinunciatari la tassa di iscrizione (ad es. nei casi di superamento di più prove di ammissione)
Congelati SSIS
Viene precisato che la disposizione che consente l’accesso in soprannumero ai TFA ai “congelati” SISS ha carattere permanente
Competenze B2 in lingua inglese
Viene ribadito che non è richiesto il livello di competenza B2 della lingua inglese nè per l’accesso nè alla fine del percorso (vedi FAQ sul sito www.TFA.Cineca.it o istruzione.it)
Convenzioni tra Atenei
Si richiama la possibilità di definire apposite convenzioni tra Università per gestire in modo ottimale la realizzazione dei percorsi, in particolare nei casi di scarso numero di partecipanti
Tutor
Gli atenei devono procedere alla selezione dei tutor e alla formulazione della graduatoria di merito da cui attingere per le nomine. Gli USR devono prestare la massima collaborazione per garantire da subito in via transitoria le funzioni di tutor coordinatore fino all’individuazione dell’avente diritto.
mar 042013
 

Di seguito, normativa e modulistica per presentare la domanda di part-time anche al fine di svolgere un’ altra esperienza lavorativa.

Il personale docente ed a.t.a. con contratto a tempo indeterminato può presentare entro venerdì 15 marzo 2013 l’istanza intesa ad ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale .

Informazioni e consulenze presso tutte le nostre sedi territoriali.

* * *

Hanno titolo a chiedere detta trasformazione:

  • i docenti delle scuole di ogni ordine e grado;
  • il personale educativo;
  • il personale a.t.a., con l’esclusione dei DSGA;
  • il personale utilizzato in altri compiti per motivi di salute.

* * *

La domanda – da inoltrare all’Ambito Territoriale (ex USP) della provincia di appartenenza, tramite il Dirigente Scolastico – deve contenere:

  • le generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita);
  • il ruolo di appartenenza/classe di concorso/profilo professionale;
  • la sede di titolarità;
  • l’esplicita richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro;
  • la tipologia: orizzontale (con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi) ovvero verticale (con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno) ovvero misto (con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due precedenti modalità); per il solo personale a.t.a., inoltre, la tipologia verticale deve essere realizzata in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell’arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno);
  • la durata della prestazione lavorativa (per i docenti, di norma pari al 50% di quella a tempo pieno; per il personale ATA, non inferiore al 50% di quella a tempo pieno);
  • l’anzianità complessiva di ruolo e non di ruolo (come riconosciuta ai fini di carriera);
  • il possesso di eventuali titoli di precedenza.

Per la durata di almeno due anni il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale non può richiederne la trasformazione in rapporto a tempo pieno. Prima della scadenza del biennio, eventuali domande in tal senso possono essere accolte sulla base di motivate esigenze ed anche in relazione alla situazione organica complessiva.

* * *

Il personale docente a part-time deve adempiere (così come, di seguito, indicato) alle attività di carattere individuale e collegiale:

  • preparazione delle lezioni e delle esercitazioni; correzione degli elaborati; rapporti individuali con le famiglie (per intero);
  • collegio dei docenti, attività di verifica iniziale e finale, informazione periodiche alle famiglie (40 ore per intero);
  • svolgimento di scrutini ed esami, compresa la compilazione degli atti (per intero);
  • partecipazione ai consigli di classe, interclasse, intersezione (il “tetto” delle 40 ore deve essere rapportato in proporzione all’orario effettuato).

 

mar 012013
 

Questo il secco commento dei segretari generali FP e Scuola della Cisl, Giovanni Faverin e Francesco Scrima, sull’ipotesi circolata in questi giorni di congelare i contratti dei dipendenti pubblici fino al 2014.

“Non un atto dovuto, ma un atto sbagliato che colpirebbe il bersaglio sbagliato” attaccano Faverin e Scrima, che mettono all’indice la contraddizione “non è la spesa per il personale che zavorra le finanze pubbliche, ma gli sprechi e la cattiva organizzazione. Dal 2006 in 5 anni il numero dei dipendenti pubblici è calato del 7,5%, nella scuola il calo è stato ancora più marcato. Le retribuzioni sono ferme dal 2010. Mentre la spesa pubblica continua a crescere”.

“E di fronte a questo cosa si fa?” proseguono  i due segretari generali. “Si pensa di fare il risanamento togliendo alla contrattazione le risorse che servono ad aumentare la produttività, a migliorare i servizi, a riconoscere la professionalità dei lavoratori. E nella scuola si insiste nella doppia penalizzazione: salari bloccati e scatti congelati. Ma dov’è la strategia per la crescita se invece che riorganizzare servizi pubblici e scuola, si fa di tutto per affossarli?”.

“I lavoratori pubblici hanno diritto ad un rinnovo di contratto così come i colleghi del privato” scandiscono Faverin e Scrima. “Senza chiedere altri soldi ai cittadini, ma prendendoli dai risparmi di spesa che si possono ottenere tagliando i centri di costo, snellendo i livelli amministrativi, riorganizzando gli enti, mettendo mano al sistema delle società partecipate”.

“Tre anni di blocco sono già un tempo intollerabile, che pesa come un macigno sui bilanci di famiglie colpite dalla crisi. Basta pensare che nella scuola gli stipendi sono già nettamente più bassi che nel resto del mondo, e nel pubblico impiego la media della retribuzione netta è di 26.600 euro all’anno. Ma se dalla media si escludono i dirigenti si passa a poco più di 20mila per i ministeri, meno di 22mila per le autonomie locali, a 23mila per la sanità. Bloccare queste retribuzioni è inaccettabile, soprattutto quando stipendi e prebende di posizioni apicali, dirigenza non contrattualizzata, corpi diplomatici continuano pesare sui contribuenti con retribuzioni a sei cifre”.

Roma, 28 febbraio 2013

mar 012013
 

Nella Gazzetta Ufficiale 47 del 25.2.2013 è stato pubblicato il Regolamento dei Centri Provinciali d’Istruzione per gli Adulti, i CPIA (rubricato come DPR 263 del 29.10.2012), provvedimento approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 ottobre.

Insieme al testo del Regolamento, si propongono anche due aggiornate schede, predisposte dalla Segreteria Nazionale Cisl Scuola.

 

mar 012013
 

Gli italiani hanno parlato chiaro. C’è una grande voglia di cambiamento, di concretezza e di moralità nelle istituzioni pubbliche ed in tutti i settori della società italiana”. Questo il primo commento di Raffaele Bonanni sui risultati elettorali.
Tocca ora alla politica garantire un Governo al paese e trovare le risposte appropriate ai problemi economici e sociali, a cominciare dal taglio urgente delle tasse per lavoratori e pensionati. Una nuova stagione di sviluppo e la necessaria riduzione delle tasse sono impossibili” – afferma Bonanni – “senza il riordino di un assetto istituzionale ormai ingestibile”.

“Da almeno due anni sosteniamo l’esigenza di una riduzione dei livelli amministrativi e delle istituzioni centrali e locali per dare una maggiore concretezza all’azione di governo nel segno dell’equità, dell’efficienza e della trasparenza. Ecco perchè bisogna saper ascoltare il segnale forte ed inequivocabile che è arrivato dalle urne. La politica non è una competizione sportiva. La gravità della situazione economica e sociale del nostro paese impone atutte le forze politiche, compresa la giovane formazione di Cinque Stelle, di assumersi le proprie responsabilità per ricostruire dalle fondamenta il nostro paese, mettendo da parte i populismi ed i radicalismi inconcludenti”.

“Non ci sarà nessuna crescita economica” – prosegue il leader della Cisl – “se non si ridurranno subito le tasse ai lavoratori e ai pensionati e se non ci si occuperà dei fattori di contesto che possono favorire gli investimenti e la nuova occupazione. Da qui bisogna ripartire. In tal senso, anche le parti sociali devono dare il proprio contributo responsabile con una proposta comune per favorire una stagione di riforme istituzionali ed economiche, per ridurre la pressione fiscale, oggi insostenibile, rendendo più convenienti gli investimenti nel territorio, anche attraverso nuove relazioni industriali più partecipative”.

“Siamo convinti che la revisione del nostro assetto costituzionale potrebbe ricreare le condizioni strutturali di un grande rilancio del nostro Paese. Per questo scopo” – conclude Bonanni – “nelle prossime settimane ci impegneremo nella mobilitazione per una proposta di legge di revisione costituzionale, anche di iniziativa popolare, con incontri nelle principali città italiane, coinvolgendo le parti sociali e più in generale la società civile”.