dic 302013
 

 

cisl scuola sicilia

Al Presidente della Regione Siciliana
On. Rosario Crocetta

All’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale
Nelli Scilabra

Al Dirigente Generale Dipartimento alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale
Dott.ssa Anna Rosa Corsello

Al Presidente CIAPI Priolo
On. Dott. Egidio Ortisi

Al Direttore Generale
CIAPI Priolo
Dott.ssa Luciana Rallo

Loro Sedi

Oggetto:  Avviso di selezione pubblica Prometeo. Richiesta di incontro urgente.

 

In data 20 dicembre u.s. il CIAPI di Priolo ha provveduto a pubblicare apposito bando di selezione di personale a tempo determinato per lo svolgimento di attività formative affidategli dalla Regione Siciliana a seguito della delibera della Giunta Regionale n. 374 del 18 novembre 2013 e della convenzione stipulata il 12 dicembre dello stesso anno tra il Dipartimento Regionale della Pubblica Istruzione e della Formazione Professionale ed il CIAPI di Priolo.

Le somme destinate, pari ad € 35.000.000,00, erano destinate ad attività di Formazione Professionale attingendo, per il personale che vi dovrà operare, tra i lavoratori degli enti revocati e tra gli operatori licenziati o sospesi a vario titolo iscritti all’albo degli operatori della formazione in Sicilia per garantire la salvaguardia occupazionale e retributiva degli stessi.

In precedenza, per i lavoratori degli sportelli multifunzionali è stato istituito un apposito tavolo che ha portato ad un accordo tra le parti per la redazione del bando di selezione del personale garantendo anzianità, livelli e retribuzioni cosa che non è stata fatta in questa occasione.

A differenza del Bando Spartacus, attraverso il quale il CIAPI di Priolo ha selezionato il personale per le attività relative alle politiche attive del lavoro nell’isola, gli operatori non avranno garantita la continuità lavorativa con gli inquadramenti giuridici ed economici maturati presso l’ente di appartenenza.

Inoltre, aspettiamo ancora la soluzione all’impegno preso dalla Regione per la copertura retributiva del personale degli enti revocati per il periodo intercorrente tra la chiusura della prima annualità dell’Avviso 20 e l’avvio del Piano Giovani.

Considerata l’urgenza dei temi trattati anche alla luce della scadenza del bando il 20 gennaio 2014, chiediamo un incontro urgente per potere trattare le questioni sopra esposte e trovare le giuste soluzioni che non discriminino e penalizzino i lavoratori del settore già parecchio massacrati nel corso degli ultimi anni.

Distinti saluti.

Palermo, 30 dicembre 2013

Il Segretario Regionale

(F.to Giovanni Migliore)

 

 

 

dic 302013
 

Scrima10Le istruzioni impartite dal Ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta. Da parte del governo si tratterebbe di un atto di palese incoerenza rispetto alle tante affermazioni di voler sostenere e valorizzare il lavoro nella scuola. Non è ammissibile che si intervenga a recuperare quote di salario già erogate, e ancor di più che lo si faccia mentre è in fase di avvio la trattativa proprio per il recupero di validità del 2012 ai fini delle progressioni di anzianità. Chiediamo al Governo di sospendere ogni procedura di recupero, impegnandoci ovviamente a sostenere le azioni di impugnativa ove queste si rendessero necessarie da parte degli interessati.
Come sempre sono i fatti, sono le scelte concrete a valere più degli impegni assunti con parole altisonanti: ne ha spese molte anche questo governo, quando ha dichiarato di voler ridare centralità a istruzione e formazione. Ma se la decisione di intervenire sugli stipendi fosse confermata, quelle parole verrebbero palesemente smentite, con una clamorosa caduta di credibilità per chi le ha pronunciate, oltre che di autorevolezza e affidabilità per chi nel governo è investito di diretta responsabilità in materia di istruzione e formazione.

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

dic 302013
 

alessandrasiragusaProfonda commozione ha suscitato la morte, avvenuta ieri 27 dicembre  a Palermo, di Alessandra Siragusa, già parlamentare del Partito Democratico nella scorsa legislatura, nella quale aveva fatto parte della VII Commissione Cultura della Camera. Anche in tale veste era stata un’interlocutrice attenta e sensibile per il sindacato, in particolare sui temi del contrasto alla precarietà, in una fase di intenso travaglio per il mondo dell’istruzione e della formazione, cui la legava peraltro la sua professione di docente. La Cisl Scuola si unisce al cordoglio per la sua prematura scomparsa, ricordandone anche l’impegno speso nell’ambito della sua regione, la Sicilia, prima della sua elezione alla Camera dei Deputati.

dic 302013
 

Non è stata raggiunta nessuna intesa fra Stato e regioni in ordine ai criteri con cui procedere al dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Nulla di fatto, dunque, rispetto a quanto prevede l’art. 12 del DL 104/2013, che demandava appunto a un previo accordo fra Stato e Regioni la definizione dei parametri per i contingenti di organico del personale dirigente e dsga. Restano pertanto confermate le disposizioni precedenti, ivi compresi i commi 5 e 5 bis dell’art. 19 della legge 111/2011, che prevede la non assegnazione di dirigente e dsga alle scuole sottodimensionate.
Di tutto questo tiene conto la nota prot. 2828 del MIUR emessa in data 20 dicembre 2013, con la quale si annuncia per il 10 gennaio l’apertura delle funzioni di aggiornamento anagrafe scuole, funzioni che rimarranno disponibili probabilmente fino al 31 gennaio.
Il nodo su cui si sono infrante le possibilità di intesa è rappresentato dal parametro di consistenza media delle scuole, che in precedenza era stato previsto a 900 alunni e che il MEF preme perché sia portato a 1.000.
Si riproporranno quindi anche per il prossimo anno scolastico i disagi legati all’esistenza di scuole prive di titolare, con conseguente affidamento in reggenza.

dic 302013
 

Il MIUR ha emanato il decreto prot. n. 1058 del 23.12.2013 e la nota prot. n. 2855 (di pari data), contenenti le annuali indicazioni e scadenze per le cessazioni dal servizio del personale scolastico a far data dal 1°.9.2014.

Il suddetto decreto fissa a venerdì 7 febbraio 2014 il termine finale per la presentazione – esclusivamente con la procedura web POLIS “istanze on line”, disponibile nel sito internet del Ministero (www.istruzione.it) – da parte di tutto il personale del comparto scuola delle domande di collocamento a riposo per compimento del limite massimo di contribuzione, di dimissioni volontarie dal servizio e di trattenimento in servizio.

Il medesimo termine del 7 febbraio 2014 vale anche per coloro che manifestino la volontà di cessare prima della data finale prevista da un precedente provvedimento di permanenza in servizio.

Sempre entro la medesima data del 7 febbraio 2014 gli interessati hanno la facoltà di revocare le suddette istanze (sempre tramite POLIS).

La nota 2855 ricorda, tra l’altro, i requisiti necessari per il diritto al trattamento di pensione sia per coloro che rimangono soggetti al regime previgente la “riforma Fornero” sia per quanti sono soggetti alla “nuova normativa”.

* * *

Il termine del 7 febbraio 2014 deve essere osservato anche da coloro che, avendo diritto alla cessazione per aver raggiunto la “quota 96″ entro il 31 dicembre 2011 e non avendo compiuto ancora i 65 anni di età chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica. La medesima possibilità sussiste per coloro che hanno i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini) e non hanno ancora conseguito i requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia.

La richiesta deve essere formulata con unica istanza in cui gli interessati devono anche esprimere l’opzione per la cessazione dal servizio, ovvero per la permanenza a tempo pieno, nel caso fossero accertate circostanze ostative alla concessione del part-time (superamento del limite percentuale stabilito o situazioni di esubero nel profilo o classe di concorso di appartenenza).

* * *

Si ricorda che le domande di pensione devono essere inviate direttamente all’Ente Previdenziale (INPS, gestione ex INPDAP), esclusivamente attraverso le seguenti modalità:

  • presentazione della domanda on-line, accedendo al sito dell’Istituto, previa registrazione
  • presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164)
  • presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato (vedi Inas-Cisl).

Tali modalità saranno le uniche ritenute valide ai fini dell’accesso alla prestazione pensionistica. Si evidenzia che la domanda presentata in forma diversa da quella telematica non sarà procedibile fino a quando il richiedente non provveda a trasmetterla con le modalità sopra indicate.

dic 232013
 

Auguri di Buon Natale dalla Cisl Scuola Palermo Trapani

buon-natale

 

dic 202013
 

Il “tavolo tecnico” - avviato nello scorso mese di novembre al MIUR tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali per esaminare diverse questioni collegate all’applicazione di disposizioni contrattuali con ricadute sulla retribuzione del personale assunto con contratto a tempo determinato – ha dato i suoi “primi frutti” positivi.

In data 18 dicembre, il MIUR – infatti – ha diramato la nota 13650 con la quale si forniscono i sotto elencati chiarimenti, condivisi dalle parti al “tavolo di confronto”, che risolvono a favore del personale in questione tutte le diatribe sorte in questi anni a fronte di ambiguità, dubbi e confusioni interpretative riscontrate nei comportamenti di dirigenti scolastici e uffici territoriali:

  • retribuzione del sabato e della domenica ai supplenti che lavorano per l’intero orario settimanale, anche su più scuole;
  • decorrenza economica dei contratti di supplenza dal 1° settembre anche se festivo e dal primo giorno di proroga senza soluzione di continuità anche se ricadente in giorno non lavorativo;
  • diritto a 32 giorni di ferie dopo tre anni di servizio (minimo 180 giorni per anno) anche ai supplenti;
  • diritto al pagamento del periodo di sospensione delle lezioni per supplenze iniziate 7 giorni prima e prorogate per almeno 7 giorni dopo (artt. 40 e 60 del CCNL).

I prossimi appuntamenti del “tavolo tecnico” sono fissati per il 15 e 16 gennaio 2014.

dic 182013
 

corte costituzionaleE’ stata depositata nella serata del 17 dicembre l’ordinanza 318/2013 con la quale la Corte Costituzionale si è pronunciata sul ricorso proposto dal giudice del lavoro di Siena, nell’ambito di una vertenza sostenuta dalla Cisl Scuola, in merito alla legittimità delle norme contenute nella riforma delle pensioni cosiddetta Fornero; questa, introducendo dal 1° gennaio 2012 nuove regole per l’accesso al trattamento di quiescenza, ha consentito di mantenere la disciplina precedente per chi avesse maturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti fino ad allora previsti. Tutto ciò senza riconoscere per il personale scolastico la possibilità di fare riferimento a una data diversa, 31 agosto 2012 anziché 31 dicembre 2011, visto che per detto personale esiste un’unica finestra di uscita coincidente con quella data.
La Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso, senza quindi entrare nel merito della questione sollevata; sarebbe inesatto affermare, pertanto, che abbia negato la validità delle eccezioni proposte dal giudice di Siena, essendosi in effetti solo limitata a evidenziare due circostanze che motivano il mancato esame.
La prima riguarda un’asserita omissione che ad avviso della Corte si sarebbe compiuta non sollevando la questione di legittimità anche per altri punti della norma contestata. Si tratta di una argomentazione piuttosto complessa e a nostro avviso inerente questioni che ci sembra abbiano poco a che vedere col merito della questione sollevata.
Il secondo motivo di inammissibilità sollevato dalla Consulta riguarda un’incertezza nel petitum dell’ordinanza del giudice di Siena: quest’ultima non avrebbe chiarito se la richiesta fosse quella di una pronuncia di illegittimità integralmente soppressiva della norma censurata, ovvero se si trattasse di una pronuncia additiva (che, aggiungesse, cioè, alla norma in questione il riconoscimento del diritto del personale della scuola di maturare i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2012).
L’aspetto della legittimità della nuova normativa non è stata, quindi, rigettata dalla Corte Costituzionale, che si è invece limitata, per i motivi illustrati, a non procedere all’esame di merito. Resta dunque aperta la possibilità di rinnovare il giudizio di legittimità, impugnando – come la Corte ritiene necessario quale condizione di ammissibilità del ricorso – anche l’articolo 1, comma 21, del decreto-legge 138/2011.
Pur rilevando che ancora non sono preclusi gli spazi per la soluzione in via giurisdizionale della “vicenda”, la CISL Scuola continuerà comunque a rivendicare, come già fatto in diverse circostanze, una soluzione in via legislativa, sollecitando in tal senso le forze politiche affinchè assumano l’iniziativa in sede parlamentare per modificare una norma che ha penalizzato oltre tremila lavoratori della scuola che avrebbero potuto cessare dal servizio dal 1° settembre 2012.

dic 182013
 

Ieri, martedì 17 dicembre è stata sottoscritta l’Ipotesi di CCNI sulla mobilità per l’a.s. 2014/15. Il testo sarà definitivamente sottoscritto una volta ultimata la complessa procedura di controllo della compatibilità dei costi (Ufficio Controllo Bilanci del MIUR, Funzione Pubblica, MEF-Ragioneria dello Stato), la cui durata è stimabile in circa due mesi. Per quanto riguarda la tempistica di tutti gli adempimenti (presentazione domande, comunicazione dati al sistema, effettuazione dei movimenti) sarà l’Amministrazione a stabilirli con la consueta ordinanza ministeriale.
Le domande, come già lo scorso anno, dovranno essere prodotte esclusivamente in modalità on line, con la sola eccezione del personale educativo e dei docenti di religione cattolica. Per poter accedere alle procedure informatizzate occorrerà essere registrati a sistema: chi ancora non l’avesse fatto è bene vi provveda quanto prima, attraverso la sezione Istanze On Line nel sito web del MIUR.
Di seguito, la sintesi delle principali modifiche e integrazioni apportate al testo del CCNI rispetto a quello precedente, che ha rappresentato la base di discussione al “tavolo negoziale”.

Premessa all’articolato
E’ stata anticipata, nella premessa, l’opportunità di introdurre (presumibilmente il prossimo anno) un punteggio per i docenti che avranno acquisito i titoli per l’insegnamento di “discipline non linguistiche in lingua straniera” con la frequenza di corsi CLIL

Art. 1 – Mobilità sulla DOS
Nell’art. 1, comma 5, è stata introdotta la previsione di un’apposita sessione contrattuale per la mobilità sul sostegno nella scuola secondaria di II grado in relazione alle disposizioni attuative dell’art. 15 della legge 228/2013 che saranno contenute nella circolare di accompagnamento al D.I. sull’organico di diritto relativo all’a.s. 2014/15

Art. 2, comma 2 – Vincolo triennale alla mobilità interprovinciale
Venuto meno il blocco quinquennale che era stato introdotto dalla legge 106/2011, il vincolo alla mobilità interprovinciale per i neo assunti è stato ricondotto a 3 anni in applicazione della legge 128/2013. Potranno, pertanto, presentare domanda di trasferimento per diversa provincia i docenti assunti con decorrenza giuridica dal 1°.9.2011 o precedenti.
Come già previsto negli anni scorsi il blocco non si applica ai beneficiari delle precedenze I, III e V dell’art. 7, comma 1.
Nel testo è stato recepito, inoltre, il chiarimento diramato dal MIUR con la nota prot. 2218 del 27.3.2012: si precisa che il docente che assiste un genitore portatore di handicap grave può presentare la domanda di mobilità interprovinciale pur non potendo fruire della precedenza V

Art. 2, comma 5 – Titolari delle classi di concorso C555 e C999
E’ trattata in ciascuna delle tre fasi della mobilità territoriale l’assegnazione della sede ai docenti titolari delle classi di concorso C555 e C999, che sono transitati in altra classe di concorso o posto (art. 15, comma 9, decreto-legge 104/2013). Nella prima fase la domanda è trattata nell’ambito del comune in cui è ubicata la scuola di servizio al momento della domanda di nuovo inquadramento.
In tale senso è stato integrato l’ordine delle operazioni, introducendo la nuova lettera H come ultimo movimento

Art. 3 bis – Transito nei ruoli statali dei docenti provenienti dai ruoli comunali
Completato il transito nei ruoli statali dei docenti provenienti dai ruoli comunali, dal prossimo anno diventano disponibili per la mobilità territoriale e professionale anche i posti che si rendono vacanti presso gli Istituti civici “Leonardo da Vinci” di Firenze, “Barabino/Galilei” di Genova e “Dossi” di Ferrara

Art 7 – PRECEDENZE

Esclusione dalla graduatoria di istituto per l’individuazione dei perdenti posto
Al comma 2, relativo all’esclusione dalla graduatoria di istituto per l’individuazione dei perdenti posto, oltre ad una rivisitazione del testo per maggiore chiarezza, è stata introdotta un’agevolazione per il personale che assiste figli e coniuge con gravi disabilità: sono riconosciute anche le certificazioni non definitive (“rivedibili”) soggette a verifica in data successiva al termine di presentazione delle domande

Applicazione delle precedenze
Il comma 3 è stato riformulato per evidenziare l’ambito di applicazione delle precedenze. E’ stato chiarito:

  • alla lettera a) che le precedenze non sono riconosciute ai fini della riassegnazione del personale a seguito di dimensionamento (artt. 20, 47 e 48)
  • alla lettera b) che le precedenze sono riconosciute solo ai fini dell’esclusione dalla graduatoria d’istituto per l’individuazione dei perdenti posto, compresa l’individuazione del perdente posto a seguito di dimensionamento
  • alla lettera c) con riferimento all’attribuzione della cattedra orario esterna costituitasi ex novo (art. 18 comma 18, primo periodo), che ai fini dell’esclusione dalla graduatoria d’istituto le precedenze si riconoscono esclusivamente per le cattedre tra scuole di comuni o distretti sub comunali diversi

Decadenza dalle precedenze
E’ stato introdotto il nuovo comma 4 dove si precisa – con riferimento a tutte le precedenze – che i beneficiari sono tenuti a comunicare entro i 10 giorni antecedenti la chiusura delle aree l’eventuale venire meno delle condizioni che hanno dato diritto alla precedenza

Art. 9 – Certificazioni

  • al comma 1, lettera a), è stato previsto che la situazione di gravità delle persone con sindrome di Down può essere documentata con certificazione del medico di base (art. 94, comma 3, legge 289/02)
  • al comma 1, lettera b), ultimo periodo, è stato eliminato il riferimento all’assistenza domiciliare che aveva generato equivoci rispetto alla dichiarazione di non ricovero del soggetto disabile presso istituto specializzato

Art. 22, comma 7 e art. 24, comma 4
E’ stato precisato che il personale docente, individuato soprannumerario nella domanda condizionata deve indicare tra le preferenze il codice relativo all’intero comune o al distretto sub comunale di titolarità prima dei codici relativi ad altri comuni o ad altri distretti sub comunali (sia di singola scuola, sia sintetici)

Art. 32 – Corsi per adulti
Per i trasferimenti verso i centri EDA è stata riconosciuta in tutte e tre le fasi la priorità per chi ha tre anni di servizio comunque prestato nei corsi serali ovvero per lavoratori. Sono stati conseguentemente integrati nell’ordine delle operazioni i punti E1 della prima fase e M1 nella terza fase

Art. 37 bis – Docenti di religione cattolica
Al comma 8 è stata prevista la precedenza per rientrare nella sede di servizio dell’a.s. 2012/13 qualora, a causa di riduzione del posto o di ore, il docente di religione sia stato utilizzato in altra scuola nell’a.s. 2013/14. La precedenza, che deriva dal riconoscimento del punteggio per la continuità di servizio anche a questa tipologia di docenti, troverà applicazione solo con il CCNI per le utilizzazioni

Art. 44 – Docenti transitati nei ruoli ATA
Al comma 2 sono stati ricompresi tra i destinatari della mobilità i docenti inidonei e appartenenti alle classi di concorso C555 e C999 che sono transitati nei ruoli ATA in attuazione delle leggi 128/2013 e 135/2012.
A tale personale è riconosciuta la precedenza prevista all’art. 7 comma 1, punti II e IV, al fine di acquisire la sede definitiva di titolarità nell’ultima scuola di servizio. La precedenza opera in subordine rispetto al diritto al rientro del personale ATA soprannumerario trasferito d’ufficio o a domanda condizionata nell’ultimo ottennio.
In tal senso è stato integrato l’ordine delle operazioni ai punti B, E, F della prima fase, punto C della seconda fase e punto B5 della terza fase

Art. 47 e 48 – Personale ATA coinvolto nel dimensionamento
E ’stato previsto all’art. 47 comma 3 (DSGA) e all’art. 48 comma 20 (altri profili ATA) che il personale, che nelle procedure di assegnazione della sede conseguenti al dimensionamento non è individuato come perdente posto ma viene assegnato a scuola diversa da quella di titolarità, può usufruire delle precedenze previste all’art. 7, comma 1, punti II e IV, per il rientro in una delle istituzioni scolastiche oggetto del singolo dimensionamento che ha coinvolto la propria scuola di titolarità, al pari di coloro che sono individuati perdenti posto.

Art. 47 – DSGA titolari in scuole sottodimensionate perdenti posto
All’art. 47 è stato introdotto il nuovo comma 8 a tutela dei DSGA perdenti posto perché titolari in scuole sottodimensionate. Prendendo in considerazione le diverse possibili casistiche è stato previsto la fruizione delle precedenze art. 7 punti II) e IV) con le seguenti modalità:

  • nel caso la scuola sottodimensionata è coinvolta in un provvedimento di dimensionamento il DSGA usufruisce della precedenza per il rientro nell’istituzione scolastica di precedente titolarità (anche trasformata in istituto comprensivo) o in mancanza in una scuola scelta tra quelle risultanti dallo stesso singolo dimensionamento (come previsto al comma 7 dello stesso articolo)
  • nel caso la scuola sottodimensionata non risulti esprimibile, il DSGA interessato può esercitare il diritto di precedenza per una istituzione scolastica del medesimo comune o distretto sub-comunale o, in mancanza, del comune o distretto sub-comunale viciniore a quello di precedente titolarità
  • qualora la scuola sottodimensionata durante l’ottennio successivo all’individuazione della posizione di soprannumerarietà dovesse diventare nuovamente esprimibile, il DSGA interessato può indicare tale scuola al fine di avvalersi della precedenza al rientro, fino al completamento dell’ottennio, se nel frattempo non è stato soddisfatto nel movimento con precedenza

VALUTAZIONE DEI TITOLI -  PERSONALE DOCENTE

Diploma di Conservatorio e Accademia di Belle Arti
La tabella relativa ai titoli generali è stata modificata alle lettere D e F prevedendo, in applicazione della legge 228/2012, l’attribuzione di 5 punti ai diplomi del vecchio ordinamento conseguiti entro il 31.12.2012 presso l’Accademia di Belle Arti o i Conservatori di musica

Congedo biennale per l’assistenza a familiari con grave disabilità
Nella premessa e nella nota 5 è stato precisato che il congedo biennale per l’assistenza a familiari con grave disabilità di cui all’art. 5 del decreto legislativo 151/2001 non interrompe la maturazione del punteggio del servizio e della continuità

Utilizzazione in altri compiti per inidoneità temporanea
Sempre nella nota 5 è stato chiarito che non interrompe la continuità del servizio l’utilizzazione in altri compiti per inidoneità temporanea

Titoli di studio aggiuntivi
Nella nota 12 sono stati ulteriormente chiariti i criteri per il riconoscimento dei titoli di studio aggiuntivi:

  • la laurea triennale o di I livello che consente l’accesso alla laurea specialistica o magistrale non dà diritto ad avvalersi di ulteriore punteggio rispetto a queste ultime
  • ai docenti in ruolo nella scuola primaria in possesso della laurea in scienze della formazione con indirizzo-infanzia, devono essere riconosciuti i 5 punti quale titolo aggiuntivo a quello necessario per l’accesso al ruolo di appartenenza
  • analogamente ai docenti in ruolo nella scuola dell’infanzia in possesso di laurea in scienze della formazione con indirizzo primaria devono essere riconosciuti i 5 punti quale titolo aggiuntivo
  • il diploma di laurea in Didattica della musica non si valuta ai docenti titolari delle classi di concorso A031 e A032 in quanto titolo richiesto per l’accesso al ruolo di appartenenza, e ai docenti titolari della classe di concorso A077 qualora riconosciuto come titolo valido ope legis ai fini dell’accesso a tale classe di concorso (art. 1, comma 2 bis, legge 333/2001; art. 2, comma 4 bis, legge 143/2004; art. 1, comma 605, legge 296/2006).

VALUTAZIONE DEI TITOLI -  PERSONALE ATA

  • nella nota 2 e nella nota 4 è stato precisato che il congedo biennale per l’assistenza a familiari con grave disabilità di cui all’art. 5 del decreto legislativo 151/2001 non interrompe la maturazione del punteggio del servizio e della continuità
  • nella nota 3 è stato chiarito che il periodo di decorrenza giuridica della nomina antecedente alla decorrenza economica nel caso in cui non sia stato prestato effettivo servizio si valuta per intero, nella misura di 1 punto al mese
  • nella nota 4 è stato chiarito che ai fini della continuità non si valuta l’anno in corso
  • nelle note 4 ter e 5 è stato precisato che se il comune di residenza del familiare non è sede dell’istituzione scolastica di titolarità, il punteggio va attribuito per il comune sede dell’istituzione scolastica che abbia un plesso o una sezione staccata nel comune di residenza del familiare, ovvero nel comune per il quale sussistono le condizioni di cui alla lettera D della Tabella A, Parte II (analogamente a quanto previsto per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria)

dic 172013
 

logo_usr_siciliaL’USR Sicilia ha pubblicato in data 17/12/2013 la Graduatoria provvisoria del Concorso a posti e cattedre, per titoli ed esami, di cui al DDG 82/2012, relativa alla scuola dell’Infanzia.

Potranno essere presentati reclami avverso la graduatoria esclusivamente per via telematica inviando una e-mail all’indirizzo siciliausr@gmail.com e utilizzando il modello allegato al presente avviso entro e non oltre il 3/1/14.  Si prega di indicare nell’oggetto dell’e-mail la dicitura “Reclamo INFANZIA”.

Si precisa che saranno presi in considerazione solo i reclami pervenuti all’indirizzo e-mail suindicato e presentati utilizzando il modello allegato.

 

 

 

dic 132013
 

Si è svolto nella mattinata di venerdì 13 dicembre un incontro al MIUR sulle cessazioni dal servizio e i pensionamento dal 1° settembre 2014. L’Amministrazione ha consegnato ai sindacati una bozza di nota, che sostanzialmente ricalca quella dello scorso anno, e ha comunicato che è già alla firma del ministro il decreto che prevede come termine di presentazione delle domande, per il personale docente e ATA, il 27 gennaio 2014. Per i Dirigenti scolastici i termini sono regolamentati dal CCNL dell’Area V del 15 luglio 2010, che all’art. 12, indica il 28 febbraio quale scadenza per le domande di cessazione (ferma restando la possibilità di recesso anche successivamente a tale data).
Nel corso del confronto, da parte di tutte le Organizzazioni Sindacali è stato proposto di prorogare il termine alla prima settimana di febbraio, anche al fine di agevolare l’accesso ai Patronati per la presentazione telematica delle domande. E’ stato richiesto, inoltre, di precisare in modo esplicito quali siano le assenze valutabili quale “servizio effettivo” che consentano ai lavoratori – che accedono al pensionamento anticipato con meno di 62 anni – di non incorrere in penalizzazioni.
E’ stato evidenziato al riguardo che con l’art. 4 bis del decreto-legge 101/2013 (legge 125/2013) sono stati ricompresi nell’anzianità contributiva da considerare come prestazione effettiva di lavoro anche i periodi di contribuzione figurativa per donazioni di sangue e congedo parentale/astensione facoltativa. Periodi che si aggiungono alla maternità, al servizio militare, agli infortuni, alla malattia e alla cassa integrazione, già previsti dal decreto-legge 216/2011.
Nell’incontro sono state affrontate e discusse anche alcune questioni controverse legate al fatto che il personale della scuola dispone di un’unica “finestra” di uscita dal servizio; su tali questioni si è sollecitata l’Amministrazione ad attivare opportune sedi di indispensabile chiarimento con l’INPS.
In particolare si è evidenziata la necessità di equiparare a servizio effettivo i periodi compresi fra il 1° settembre al 31 dicembre, riconosciuti utili ai fini del computo dei requisiti posseduti e che devono poter valere anche ai fini dell’esclusione da eventuali penalizzazioni. Deve essere approfondita, inoltre, la questione dell’arrotondamento dell’anzianità contributiva (16 giorni residui arrotondati a mese intero), di cui si tiene conto per il calcolo della pensione e che a nostro avviso è criterio da adottare anche nella determinazione dei requisiti di accesso al pensionamento. L’Amministrazione si è impegnata ad una verifica con l’INPS.
A conclusione dell’incontro è stato sollecitato un ulteriore confronto – a breve termine – sull’applicazione delle norme che riconoscono ai docenti in esubero la possibilità di andare in pensione con i requisiti precedenti la “riforma Fornero”, richiedendo, al contempo, per tale fattispecie, il monitoraggio delle domande accolte nell’a.s. 2013/14.

dic 122013
 

Francesco-Scrima_imagelargeNel suo discorso di oggi alla Camera sulla questione di fiducia in poche battute il presidente del Consiglio ha toccato molte questioni importanti per la scuola, ma lo ha fatto limitandosi a enunciare dei titoli: ora si tratta di capire come verranno scritti i capitoli del libro.

Diplomarsi prima. Se si vuole affrontare in modo serio la questione della durata dei percorsi, va ripensato il sistema nel suo complesso. Ridursi a eliminare un anno, senza porsi il problema di come garantire, in uscita, un livello di competenze perlomeno pari a quello attuale, sarebbe un’operazione disastrosa, solo un ennesimo taglio, e non basterebbe a nobilitarla il richiamo a generici obiettivi di allineamento all’Europa.

Raggiungere gli stessi traguardi in un lasso di tempo più breve vuol dire rivisitare i contenuti e l’organizzazione della didattica, con percorsi più flessibili, individualizzati e personalizzati, sostenendo in modo più puntuale le situazioni di fragilità. Ma per fare questo occorre fare leva su un utilizzo diverso e più articolato delle risorse di organico, mentre non è assolutamente pensabile ridurle.

Regole certe su reclutamento e carriere. Sul reclutamento è giusto ampliare le opportunità di accesso all’insegnamento, ma senza dimenticare i diritti di chi è nelle graduatorie a esaurimento e ha già anni di precarietà sulle spalle. Stabilizzare il lavoro resta per noi obiettivo irrinunciabile. Quanto alle carriere, difficile discuterne se si elude una questione di fondo, che è quella di un generale, necessario avvicinamento ai livelli retributivi degli altri paesi.

Qui il governo ha la possibilità di dare un segnale concreto: in attesa di darci stipendi confrontabili col resto d’Europa, eviti di penalizzare quelli in atto, chiudendo rapidamente e bene la questione degli scatti di anzianità. Ricordiamo inoltre a Letta che la struttura retributiva è materia negoziale: una ragione in più per avviare senza ulteriori indugi la trattativa per il rinnovo del contratto.

Bene l’affermazione del diritto per tutti i bambini di accedere alla scuola dell’infanzia; la si metta però in condizione di agire come vera scuola, non come semplice servizio di assistenza e custodia.

Quanto alla costituente della scuola, non possiamo che essere d’accordo, avendola più volte e anche di recente indicata come passaggio indispensabile per rimettere istruzione e formazione al centro dell’agenda politica del paese. Non resti però una formula vuota e velleitaria; si dia subito concretezza al progetto, indicandone obiettivi, contenuti, strumenti precisi e dandosi tempi credibili per un’operazione di portata così ambiziosa.

Guai se il tutto si riducesse all’ennesima produzione di solenni proclami sulla necessità di investire in conoscenza: declamare non serve, servono scelte politiche chiare e conseguenti. E’ questa la strada da percorrere per restituire valore, dignità e prestigio a chi ogni giorno lavora nelle nostre scuole.

Roma, 11 dicembre 2013

Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola

dic 112013
 

PASL’Ufficio Scolastico per la Regione Sicilia ha pubblicato in data 11 dicembre 2013 l’elenco provvisorio dei  candidati aventi/non aventi i requisiti per l’accesso ai Percorsi Abilitanti Speciali (PAS).

Avverso gli elenchi provvisori dei candidati privi dei citati requisiti, gli interessati potranno presentare allo scrivente Ufficio motivate e dettagliate osservazioni scritte entro il 16 dicembre 2013, esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica:

Con successiva nota saranno comunicate le sedi universitarie e la data di avvio dei corsi.

dic 102013
 

consiglio generale

bonanni stati generali

Presente Raffaele Bonanni, leader nazionale Cisl, si terranno domani mattina (mercoledì 11) a Palermo, dalle 9,30 nel teatro Savio di via Giovanni Evangelista Di Blasi 102/B, gli stati generali della Cisl siciliana. Aprirà i lavori Maurizio Bernava, segretario della Cisl regionale, vi prenderanno parte circa 300 componenti di ogni parte dell’Isola. Bonanni arriva in Sicilia in un clima di forte tensione sociale, e a due settimane dalla manifestazione regionale Cisl del 23 novembre che portò in piazza a Palermo settemila persone. In quell’occasione la Cisl chiese a Palazzo d’Orleans “che un rigoroso risanamento del debito fosse legato strettamente a politiche per la coesione sociale e lo sviluppo produttivo”. Da allora però, lamentano alla Cisl, il governo regionale “non si è aperto a un confronto sistematico, serio, continuato sulle strategie anticrisi, che ancora non si vedono”. Anzi, si è chiuso “nelle sue stanze dorate”. Ma Bonanni arriva pure alla vigilia della manifestazione (“Per il lavoro: la legge di Stabilità deve cambiare”) che sabato 14 vedrà i lavoratori mobilitarsi in tutte le regioni d’Italia sotto le bandiere di Cgil Cisl Uil. Parola d’ordine: tagli agli sprechi e meno tasse su lavoratori, pensionati e imprese che investono e assumono.

dic 102013
 

inidoneoIl Miur, con Nota prot. 13220 del 6 dicembre 2013, dirama nuove precisazioni in relazione al personale inidoneo. I passaggi fondamentali della nota in questione riguardano i seguenti aspetti :

-  restano nella loro attuale sede di servizio tutti i docenti inidonei utilizzati in altri compiti che rifiutano il passaggio nei ruoli Ata, questo fino a quando non saranno concluse le procedure per l’attivazione della mobilità intercompartimentale;

- il personale che sarà eventualmente dichiarato inidoneo entro il 31 dicembre 2013, potrà, stante la nota prot. 13000 del 3 dicembre , essere utilizzato in altri compiti in attesa della mobilità intercompartimentale (con le modalità previste dal CCNI 25/6/2008) usando l’apposito odello B, oppure potrà chiedere il passaggio nei ruoli ATA utilizzando il modello  A.

Gli eventuali trasferimenti verso i ruoli Ata saranno disposti solo successivamente alla registrazione del Decreto applicativo dell’articolo 15 della Legge 128/2013 


dic 062013
 

Dopo l’Università di Udine, che nei giorni scorsi aveva negato la  possibilità di accedere al corso di specializzazione su sostegno per coloro che sono in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02, arriva adesso la nota ufficiale del Miur a fare chiarezza su una questione molto dibattuta in questi ultimi giorni.

Con la Nota prot 13190 del 6 dicembre 2013,  il MIUR, a seguito di quesiti posti, precisa che il diploma magistrale non consente l’accesso ai TFA per il sostegno (DM 706/2013) in quanto destinati esclusivamente agli insegnanti “in possesso dell’abilitazione valida per le immissioni in ruolo”.

dic 052013
 

inidoneo

In data 3 novembre il MIUR ha trasmesso agli Uffici regionali la circolare contenente le disposizioni sul personale docente permanentemente inidoneo, in attuazione del D.L. 104/2013 come modificato in sede di conversione in legge. Insieme alla circolare (prot. AOODGPER 13000) viene trasmesso il Decreto Interministeriale che dovrà essere firmato anche dai Ministri della Funzione Pubblica e dell’Economia.
Le nostre richieste, ribadite in ogni sede di confronto, tese a salvaguardare i contratti di supplenza stipulati per la copertura dei posti ATA in previsione di una loro assegnazione ai docenti inidonei sono state accolte solo in parte, dando garanzie solo per le situazioni che verranno a determinarsi ex novo, non per quelle pregresse.
Per i docenti che saranno d’ora in poi dichiarati inidonei, infatti, l’eventuale transito sui ruoli ATA sarà disposto anche in corso d’anno, ma solo giuridicamente, garantendo pertanto le supplenze in atto, precedentemente conferite in base alla natura giuridica del posto.
Per quanto riguarda invece i passaggi ai ruoli ATA dei docenti già oggi dichiarati inidonei, questi dovranno prendere servizio già nel corrente anno scolastico nella sede scelta tra quelle oggi vacanti, su cui sono stati stipulati i contratti di supplenza “fino all’avente titolo”. Una scelta che ci vede in totale dissenso, anche perché in palese contrasto con le norme di legge che impongono (DL. 255/2001, art. 19) la natura solo giuridica, per la durata dell’anno scolastico in corso, alle assunzioni effettuate in data successiva al 31 agosto. Per questo continueremo a rivendicarne la modifica, con l’obiettivo di assicurare la continuità per tutti i contratti di supplenza oggi in corso, oltre allo sblocco delle assunzioni in ruolo già in ritardo di due anni.

Per comprendere come e in quali tempi si potranno gestire le situazioni in atto, occorre considerare tre diverse eventualità.
1. La prima riguarda i docenti inidonei che chiedano di transitare sui ruoli ATA, evitando di essere sottoposti a visita medica collegiale: per essi è prevista la presentazione di una domanda entro il 15 dicembre (modello A), ma il loro effettivo transito potrà aver luogo solo dopo la conclusione dell’iter di perfezionamento del decreto interministeriale (oltre alla firma del Ministro dell’Istruzione: firma del Ministro della Funzione Pubblica, del Ministro dell’Economia, registrazione della Corte dei Conti).
2. La seconda riguarda coloro che non intendano essere sottoposti a visita medica, né transitare sui ruoli ATA, ma che vogliano attendere l’avvio di procedure di mobilità verso altri comparti: questi potranno chiedere, compilando un apposito modello (modello B), di essere nel frattempo utilizzati in attività di supporto alla didattica.
3. La terza riguarda, infine, coloro che non compileranno né il modello A, né il modello B. Anche se non ci sono indicazioni esplicite, si può desumere che sarà l’Amministrazione a disporre, per essi, una visita medica collegiale, a seguito della quale potranno: – rientrare nel ruolo docente se non sarà confermata la inidoneità – richiedere il passaggio ATA entro 30 giorni dal referto – richiedere l’utilizzo in attività di supporto alla didattica in attesa della mobilità intercompartimentale.

In riferimento alla casistica sopra descritta, gli Uffici Regionali dovranno segnalare al MIUR le istanze pervenute, compilando un apposito modello (modello C).

In chiusura della circolare, si invitano i Direttori Regionali a individuare il rappresentante dell’Amministrazione destinato a integrare le Commissioni mediche di verifica, come previsto dalla norma e come espressamente sollecitato da una nota del MEF al riguardo. Si danno a tal fine indicazioni affinchè sia designato a tale compito, se possibile, un dirigente tecnico o, in subordine, un dirigente scolastico, scegliendolo tra coloro che siano in possesso di una specializzazione sul sostegno o di titoli professionalizzanti in materia di disabilità. A conferma di quanto fossero fondate le perplessità che avevamo espresso su una disposizione di cui non riuscivamo a capire senso e finalità, la circolare si astiene dal pronunciarsi sul ruolo che tale figura deve svolgere nell’ambito della Commissione medica, lasciando a quest’ultima ogni valutazione e decisione al riguardo: un silenzio che si commenta da sé.

 

dic 052013
 

ocse-pisa2012_03La fotografia non è molto bella, ma il film ci dà qualche soddisfazione in più. Questa la metafora cui si è fatto ricorso aprendo la presentazione dei dati OCSE PISA 2012, che vedono l’Italia ancora in ritardo rispetto ai valori medi di riferimento, ma segnalano anche significativi miglioramenti nel lasso di tempo che va dal 2003 a oggi.
Nel periodo considerato, infatti, il nostro Paese risulta fra quelli che hanno compiuto i maggiori progressi. Quanto appena detto, tuttavia, riguarda unicamente l’ambito della matematica e delle scienze, perché per quanto concerne la lettura il posizionamento dell’Italia, su un livello più basso della media, non ha fatto registrare variazioni rispetto ai valori del 2000. Neanche il film, insomma, riscatta la mediocrità della fotografia, in questo caso.
Com’era facilmente prevedibile, la disaggregazione dei dati nazionali porta alla luce notevoli differenze di performance tra regione e regione, con picchi di eccellenza paragonabili ai migliori livelli mondiali e le persistenti criticità localizzate prevalentemente in realtà del centro-sud.
Altro dato da tenere in attenta considerazione è il cosiddetto gender gap, la diversità dei risultati ottenuti da maschi e femmine, con quest’ultime in vantaggio di 38 punti sul versante della lettura (in linea con la media OCSE, che è di 39), ma superate dai loro coetanei in matematica, con uno scarto di 18 punti, nettamente più alto degli 11 che rappresentano la media OCSE. Sostanziale pareggio, invece, tra maschi e femmine nelle competenze in scienze.
Tra i dati di contesto, si conferma quello che vede l’Italia condividere con Messico e Islanda il triste primato negativo del decremento di spesa destinata all’istruzione (-8%) nel periodo 2001-2010. Tutti gli altri paesi dell’OCSE hanno invece aumentato il volume di investimento. Ne deriva che il merito dei progressi fatti registrare dai nostri alunni, mentre è già partita la corsa ad intestarselo da parte di esponenti politici di diverso segno, appartiene senza dubbio al lavoro delle scuole, in condizioni che nel frattempo si sono notevolmente appesantite. A conferma del valore di una risorsa su cui far leva, diversamente da quanto accaduto per troppo tempo.
L’analisi dei dati evidenzia inoltre come il miglioramento dei risultati scolastici sia avvenuto salvaguardando il principio di equità del sistema di istruzione; lo attesta il fatto che l’incidenza delle differenze di status socioeconomico nella variabilità dei risultati si presenta meno alta (10%) rispetto alla media OCSE (15%). Buona anche la percentuale degli studenti cosiddetti resilienti, capaci cioè di superare gli svantaggi socioeconomici di partenza raggiungendo i più alti livelli di competenza (6,5%, con un aumento dell’ 1,7% rispetto al 2003).

A presentare i dati dell’indagine, nella Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, sono stati la ricercatrice OCSE Francesca Borgonovi e il presidente dell’INVALSI, Paolo Sestito. Alle loro comunicazioni è seguito un intervento del sottosegretario Rossi Doria in rappresentanza della ministra Carrozza, impegnata a Bruxelles, della quale è stato trasmesso un video messaggio in apertura dell’incontro.

In allegato la scheda OCSE “Nota Paese” che riporta le principali conclusioni relative all’Italia e la sintesi dei risultati a cura dell’INVALSI.

Il testo integrale del rapporto è consultabile e scaricabile sul sito web dell’INVALSI.