set 262014
 

Francesco-Scrima_imagelargeI segnali di un nuovo taglio agli organici del personale a.t.a. ci allarmano perché vanno in senso diametralmente opposto ai bisogni delle nostre scuole che stanno da tempo manifestandosi con carattere di vera e propria emergenza.

Segnali che si accompagnano al totale silenzio delle linee guida del Governo sulla scuola, dove all’area a.t.a. si riservano solo vaghi e preoccupanti accenni.

Con una sua dichiarazione ricca di parole ma povera di sostanza, la responsabile scuola del Partito Democratico parte con una timida smentita sulle voci che parlano di tagli ma poi si perde in strani appelli ai giovani per allearsi contro fantomatiche gerontocrazie conservatrici.

In attesa di capire di che cosa stia parlando, le suggeriamo, se davvero vuole che la sua smentita sia convincente, di richiederne una formale ed esplicita al Governo del suo segretario. Staremo tutti più tranquilli.

Roma, 26 settembre 2014

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

set 202014
 

c_65bc420865Fare della proposta del governo un punto di partenza per interventi che diano solidità al sistema, sfruttando le “aperture” su storici obiettivi del sindacato (organico funzionale, contrasto alla precarietà) e correggendo alcuni evidenti errori che le linee guida contengono. Questo il messaggio lanciato dalla CISL in una conferenza stampa di Raffaele Bonanni e Francesco Scrima, con cui si è voluto evidenziare il diretto impegno della confederazione, oltre che della categoria, sul versante di una forte valorizzazione della scuola e delle professionalità che vi operano.
Ai partecipanti è stato consegnato un fascicolo contenente una prima lettura commentata del documento governativo, aprendo poi alcune piste di approfondimento sui temi caldi delle proposte riguardanti le assunzioni e le carriere del personale. Temi sui quali la CISL e la CISL Scuola sono impegnate ad ulteriori approfondimenti e chiedono un confronto aperto e serio.
È stato Raffaele Bonanni a mettere in evidenza la contraddizione in cui il governo rischia di cadere se all’ambizione delle proposte e alla suggestione degli annunci di voler valorizzare il lavoro nella scuola fa seguire il rinnovato blocco del contratto. Per la CISL la contrattazione è fattore importante di riqualificazione del servizio, anche attraverso scelte condivise di produttività e buon uso delle risorse. Non sono poche invece le invasioni di campo im materia contrattuale che il documento del governo contiene. Le relazioni sindacali giocano inoltre un ruolo fondamentale di rafforzamento della coesione sociale: guai a fomentare divisioni in un momento difficile come quello che stiamo vivendo. Anche per questo preoccupano i possibili effetti di divisione che alcune delle proposte del governo sulla scuola possono produrre, proprio sulle questioni su cui viene posto particolare accento, assunzioni e carriere.
È toccato a Scrima, su questi aspetti, entrare più diffusamente nel merito; sulle carriere, puntando il dito contro un’impostazione “ideologica” che contrappone in modo forzoso anzianità e merito dividendo assurdamente la categoria fra due terzi di competenti e un terzo di presunti “incompetenti”. Si faccia come in tutta Europa, propone Scrima, dove anzianità e merito vengono entrambe considerate.
Sulle assunzioni, mentre si prende atto con favore della disponibilità a irrobustire gli organici e stabilizzare il lavoro, si chiede però che “la casa si costruisca a partire dalle fondamenta e non dal tetto”: le graduatorie a esaurimento, ricorda Scrima, sono la conseguenza e non la causa del precariato. Il loro svuotamento è un obiettivo da condividere, ma da realizzare in tempi e modi che non generino fattori di stress al sistema (diventando il criterio su cui si costruisce l’offerta formativa) e agli stessi lavoratori precari, per molti dei quali si chiederebbe di scegliere “tra minestra e finestra”. E non va dimenticato che esiste un’area di servizi amministrativi e ausiliari (ATA) di cui la proposta del governo dice poco o nulla, riservando al tema vaghi – e in qualche modo preoccupanti – accenni.
Forte accento hanno posto sia Bonanni che Scrima sulla necessità di un dibattito che coinvolga veramente la società, cosa che certamente non avviene se ci si limita alla modalità del sondaggio, per quanta cura si possa mettere nella sua realizzazione: il rischio che l’attenzione vada più al contenitore che al contenuto è anche in questo caso molto presente.
Per la scuola, ma il discorso è stato portato da Bonanni in termini più generali, il governo non può più continuare a rimanere fermo alle sue “annunciazioni”; la qualità dei progetti si misura sulle scelte che vengono concretamente fatte, e anche sul metodo con cui ci si confronta per realizzarle. Sui grandi processi di innovazione, il metodo diventa sostanza.

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

set 172014
 

Giovedì 18 settembre alle ore 11.30 presso la sede nazionale della Cisl (via Po, 21, sala Pastore) il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ed il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, nel corso di una conferenza stampa presenteranno il Rapporto della Cisl Scuola “Noi e la buona scuola. Senso, obiettivi e percorsi del cambiamento giusto e necessario”.

L’elaborato rappresenta un primo contributo del sindacato per migliorare la proposta del Governo relativa al piano scuola, capire cosa manca, definire urgenze e priorità.

set 172014
 

Francesco-Scrima_imagelargeLa ministra Giannini confida alla stampa di non ritenere i sindacati “interlocutori privilegiati” nel confronto sulle linee guida. Affermazione a dir poco singolare, visto che si colloca in un ragionamento sulle modalità di retribuzione del personale, materia tipicamente contrattuale, sulla quale dunque non si inseguono privilegi, ma si chiede solo il rispetto di quanto le norme di legge prevedono.

Non è questo per la verità l’unico tema su cui il documento del governo invade prerogative della contrattazione, ma è certamente quello in cui l’ingerenza è più palese, su un argomento – la valorizzazione del merito – che purtroppo ancora una volta viene dato in pasto alla pubblica opinione in termini di forzata semplificazione ideologica, stabilendo un’antinomia fra anzianità e merito che non trova riscontro in altri paesi.

Anziché distinguersi da questi con discutibili auto decorazioni (“siamo innovatori coraggiosi”), si presti un minimo di attenzione alle obiezioni che sempre più frequentemente stanno emergendo rispetto a un’impostazione la cui portata innovativa, insieme alla reale efficacia, è tutta da dimostrare.

Non abbiamo mai chiesto in ogni caso, né chiediamo privilegi di sorta: siamo soggetti che agiscono nel sociale promuovendo condivisione e coesione, col senso di responsabilità che appartiene a chi punta a unire, e non a dividere, mettendo il bene comune prima e al di sopra di ogni interesse settoriale.

È questo che ci dà titolo, per la rappresentanza che esprimiamo, ad essere attori nei processi di riforma, in una pratica di dialogo sociale che è cosa ben diversa da una semplice “consultazione” o da qualche sbrigativo sondaggio. Fare la caricatura del confronto: questo sì che rischia di essere un primato del nostro paese, di cui non ci sarebbe proprio da andare fieri.

Ci auguriamo che le pretese di autosufficienza che si colgono in certe dichiarazioni non nascondano il tentativo di mascherare il pressapochismo che qua e là si coglie nel documento del governo su questioni che meritano ben altra profondità di riflessione e di discussione.

“Per fare la buona scuola” - si scrive nelle Linee Guida - “non basta solo un governo, ci vuole un Paese intero”. È troppo chiedere al governo e ai suoi ministri di mostrare un minimo di coerenza rispetto a un’affermazione così solenne? Le smanie di protagonismo hanno già fatto alla scuola italiana troppi danni, producendo da un lato pseudo riforme e dall’altro ostacolandone il cambiamento realmente necessario. Una storia che il Paese oggi non può più davvero permettersi.

Roma, 15 settembre 2014

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

set 172014
 

sblocca contrattoCisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda avviano una fase di assemblee e di iniziative contro la proposta governativa che prevede, per la scuola, ancora tre anni di blocco del contratto e la cancellazione degli scatti di anzianità in attesa che parta (dopo il 2018) il nuovo meccanismo degli aumenti per merito. Risultato: retribuzioni ferme fino al 2019. Un meccanismo di riduzione che per il triennio 2016-2018 vale oltre un miliardo di euro. E’ una proposta inaccettabile, in contrasto con l’esigenza di riconoscere il valore del lavoro di chi ogni giorno fa funzionare la scuola, riconoscimento propedeutico a qualsiasi processo innovativo; come è inaccettabile il tentativo di regolare per legge diritti, doveri, orario di lavoro e valutazione.

Come prima forma di pressione, Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda lanciano in tutte le scuole e tra tutto il personale la raccolta firme #sbloccacontratto. Seguiranno, se necessarie, altre forme di mobilitazione, sia unitarie sia congiunte con le altre categorie del pubblico impiego. Chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola di garantire una forte partecipazione a tutte le iniziative che saranno “messe in campo”: senza partecipazione e consenso non sarà possibile rispondere con successo all’ennesimo tentativo di attacco al salario e ai diritti.

set 112014
 

importante3A V V I S O – E’ Annullato il calendario delle convocazioni per la stipula di contratti a tempo determinato per l’a.s. 2014/2015 al personale docente di Sc. Primaria e Sostegno, Sc. Infanzia e Sostegno, Sc. Secondaria di I grado e Sostegno inclusi nelle GRADUATORIE AD ESAURIMENTO pubblicato in data 10 settembre 2014 protocollo 8765. Il nuovo calendario verrà pubblicato martedì 16 settembre 2014.

set 092014
 

Pubblicati i decreti relativi all’aggiornamento delle graduatorie di istituto del personale A.T.A. per il triennio 2014/16. Le domande di aggiornamento potranno essere prodotte, in modalità cartacea, entro l’ 8 ottobre 2014.

Si coglie l’occasione per chiarire che, nelle more dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto, potranno essere conferite supplenze fino all’avente titolo ai sensi dell’art. 40 della legge 449/97.

Le suddette supplenze fino all’avente diritto potranno, inoltre, essere attribuite al personale AT.A. di ruolo ai sensi dell’art. 59 del CCNL comparto scuola.

Allegati 

 

set 042014
 

Scrima modNon lavorano soltanto gli insegnanti nel mondo della scuola: è forse il caso di evidenziarlo, nel momento in cui si avvia una discussione su linee guida centrate prevalentemente sulla ridefinizione di aspetti riconducibili all’area della docenza. Un limite che si coglie proprio nella parte più consistente del documento, quella relativa alle assunzioni dei precari inseriti nella GAE, e che costituisce a nostro avviso un elemento di debolezza dentro a una proposta indubbiamente accattivante come quella delle 150.000 assunzioni in un solo colpo.
L’idea che la soluzione definitiva del problema precariato possa coincidere con lo svuotamento delle GAE non regge per almeno due motivi: perché esiste un’area non irrilevante (circa 50.000 persone) di docenti precari non iscritti oggi nelle graduatorie, e perché la stabilizzazione del lavoro deve riguardare doverosamente anche il versante del personale ata, del quale poco o nulla le linee guida parlano.
Il rischio che la proposta del governo corre è di operare una sorta di rovesciamento logico nel momento in cui si assume un problema certamente da affrontare (lo svuotamento delle GAE) e lo si trasforma nel criterio dal quale far discendere sostanzialmente, con un tasso non trascurabile di casualità, la politica degli organici. Politica degli organici a monte della quale non possono stare solo le emergenze da risolvere, ma che presuppone criteri precisi di individuazione del fabbisogno, per il quale va assunto come dato fondamentale la popolazione scolastica, prevedendo per i docenti criteri a valenza generale per la costituzione dell’organico funzionale; inoltre, una scelta esplicita e chiara di coprire con lavoro stabile tutti i posti – sia di docenti che di personale ata – necessari alla scuola per poter funzionare, ponendo così le basi perché la qualità del lavoro la faccia essere davvero “buona scuola”.
Non si dimentichi che le graduatorie a esaurimento più o meno sovraffollate non sono la causa, ma un effetto del troppo esteso ricorso al lavoro precario negli anni trascorsi: un sintomo, e non l’origine, di una malattia che come tutte le patologie conviene combattere con azioni preventive. Fuor di metafora, assumendo alcuni precisi ed espliciti impegni (gli organici necessari, tanto per i docenti che per gli ata, stabilità dei rapporti di lavoro) che vorremmo vedere più puntualmente declinati nelle linee guida del governo Renzi.

Roma, 4 settembre 2014

set 032014
 

Francesco-Scrima_imagelargeIn attesa di fare valutazioni di merito più puntuali, quando saranno note le proposte del governo, registriamo con piacere alcuni segnali di un cambio di clima, o se si preferisce “di passo”: meno enfasi su annunci spettacolari, indicazione di tempi ragionevoli (né troppo brevi, né troppo lunghi) per le decisioni da assumere, apertura verso percorsi di coinvolgimento e condivisione. In una parola, più attenzione al confronto.

Su quest’ultimo aspetto sì che qualcosa si può e si deve dire: che sia confronto vero, non uno sbrigativo sondaggio come quello sulla riforma della pubblica amministrazione, costruito ad arte per sostenere decisioni già prese. Il confronto vero richiede capacità di ascolto e dialogo, oltre che di proposta: se ci sono questi presupposti, noi siamo pronti a parteciparvi in modo costruttivo e responsabile.

Non si dimentichi, infine, che su alcune questioni che investono direttamente le condizioni di lavoro del personale, sul piano normativo e retributivo, esiste una sede naturale di discussione e decisione, quella contrattuale.

Questioni di metodo, insomma, in attesa di entrare nel merito. Ma metodo e merito sono aspetti entrambi fondamentali quando si ha l’ambizione di lavorare alla costruzione della “buona scuola”, espressione che ci è particolarmente cara avendola coniata nel 2006 e sempre mantenuta, da allora, come esplicito elemento distintivo della nostra identità e della nostra immagine.

Roma, 2 settembre 2014

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola