nov 292014
 

volantino ricorso contrattoLe federazioni della Cisl Lavoro Pubblico hanno depositato il ricorso sul blocco dei contratti nel pubblico impiego”. Ad annunciarlo è Francesco Scrima, coordinatore della Cisl Lavoro pubblico. La procedura – precisa – è stata avviata “presso il Tribunale di Roma affinché il medesimo Tribunale sollevi di fronte alla Corte Costituzionale la questione di legittimità in merito al decreto legge n. 78/2010 convertito in legge n. 122/2010. Una norma prorogata per il sesto anno dalla legge di stabilità e che incide pesantemente sulla condizione salariale dei dipendenti pubblici”.
La discriminazione e le penalizzazioni cui il Governo Renzi sta continuando a sottoporre il lavoro pubblico – aggiunge Scrima – lo connota come un pessimo datore di lavoro: non solo persevera nella politica dei tagli lineari, senza fare riorganizzazione degna del nome, ma continua a scaricare sui lavoratori la sua incapacità di mettere un freno alla spesa pubblica. Lo dimostra il fatto che la spesa aumenta nonostante siano diminuiti sia i lavoratori occupati (meno 300.000), sia i loro stipendi. Ora, bloccando ancora una volta i contratti, chiude la porta sia al diritto dei dipendenti pubblici ad un rinnovo che aspettano da quasi sei anni, sia all’unica leva efficace di innovazione”.
La Consulta in passato si è già pronunciata dichiarando l’ammissibilità di misure simili solo in chiave emergenziale e in modo circoscritto nel tempo. E comunque garantendo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, nel rispetto del principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione” spiega il coordinatore dei settori pubblici Cisl. “E’ inaccettabile che queste misure si dilatino, fino a diventare strutturali, solo perché i vari governi avvicendatisi in questi anni non sono mai stati in grado di proporre un progetto credibile e hanno sempre avuto bisogno di strumentalizzare le comprensibili attese dei cittadini a danno di chi, in prima linea, fa funzionare i servizi pubblici con impegno, fatica e senza riconoscimenti
Con lo sciopero di lunedì 1° dicembre e con iniziative come questa – conclude Scrima – mandiamo al Governo un segnale chiaro: diciamo no ad un nuovo blocco dei contratti. Perché contrario agli interessi dei lavoratori, che chiedono un giusto sostegno ai salari, e a quelli dei cittadini, che vogliono più produttività e più qualità nei servizi pubblici”.

nov 292014
 

Si è svolto – ieri, 27 novembre, al MIUR – un incontro di informativa sull’attivazione dei “corsi di riconversione sul sostegno riservati ai docenti in esubero” che, ad eccezione di qualche università, non sono ancora iniziati nonostante lo stanziamento di specifiche risorse fin dal 2012.

L’amministrazione ha comunicato che è stata stipulata una convenzione tra MIUR e Conferenza Nazionale di Scienze della Formazione Primaria che consentirà di attivare corsi in numero sufficiente ad accogliere tutte le richieste di partecipazione presentate dai docenti interessati già da più di un anno. I corsi – finalmente – dovrebbero partire entro gennaio 2015 e terminare per dicembre 2015.

E’ inoltre completato l’elenco delle università che hanno dato disponibilità ad attivare i corsi: è imminente, pertanto, l’emanazione della circolare ministeriale di avvio dei corsi medesimi (circolare sulla quale la Cisl Scuola ha richiesto che sia garantita la corretta informazione preventiva prima della sua emanazione).

La Cisl Scuola, inoltre, ha richiesto che siano fornite alle organizzazioni sindacali le seguenti ulteriori informazioni:

  • gli elenchi delle università disponibili;
  • le scuole alle quali sono stati assegnati gli specifici fondi;
  • i dati aggiornati all’a.s. 2014/15 circa la situazione degli esuberi a livello provinciale, distinti per classi di concorso.

La Cisl Scuola, infine, ha sollecitato l’amministrazione a riconfermare il contenuto della 

 (praticamente non attuata a causa del mancato avvio dei corsi) nella quale si afferma che l’utilizzo dei “permessi 150 ore” per la frequenza dei corsi di riconversione sul sostegno non influisce sulla percentuale provinciale (3%) del contingente fissata per il calcolo dei permessi medesimi

nov 272014
 

CONGELATI DA 6 ANNI

Noi operatori del Pubblico Impiego da ben sei anni aspettiamo il rinnovo del contratto di lavoro.
In un mondo in sempre più rapida trasformazione nessuno può accettare per sé e per la propria famiglia una situazione di vita perennemente “congelata”. È nella natura umana e professionale l’esigenza di crescere, di formarsi e di migliorare.
Un obiettivo, peraltro, in sintonia con quello del Governo, quando parla di riformare e dare efficienza al Paese e di investire sulla migliore formazione delle future generazioni. Crediamo però che il Bene Pubblico non possa essere creato con lavoratori trattati con disprezzo, senza prospettive per il futuro e con stipendi bloccati da anni. Ci piacerebbe condividere questi temi con il Premier Renzi. L’approccio dialogante e responsabile della Cisl finora non ha però trovato riscontro.

Per questo scioperiamo.

Per noi, per darti migliori servizi, e perché pensiamo che un Paese migliore nasca da un progetto comune e non da “agghiaccianti” preclusioni e pregiudizi.

video sciopero

cisl social

volantino

nov 262014
 

cisl ustOggi al San Paolo Palace di Palermo il Consiglio Generale dell’USR Cisl Sicilia ha eletto Segretario Generale Mimmo Milazzo  e componenti di segreteria Rosanna La Placa e Giorgio Tessitore.

Alla nuova Segreteria gli affettuosi auguri di buon lavoro dalla Cisl Scuola Palermo Trapani.

nov 232014
 

Francesco-Scrima_imagelarge

Perché la Cisl sciopera il 1° dicembre: una scelta di continuità e coerenza con la mobilitazione del lavoro pubblico

Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola spiega – in una lettera indirizzata a delegati ed iscritti – le ragioni dello sciopero della Scuola e di tutto il Pubblico Impiego indetto dalla Cisl per il prossimo 1° dicembre.

Care delegate e delegati, care iscritte e iscritti,

il 1° dicembre le federazioni della scuola e del lavoro pubblico della CISL hanno indetto lo sciopero per l’intera giornata, con le motivazioni e gli obiettivi su cui è stata condotta la mobilitazione sfociata nella grande manifestazione dell’8 novembre a Roma.

Eravamo in tanti, quel giorno, a chiedere un segnale vero e concreto di attenzione, fatto di scelte politiche precise, chiare e credibili nella prospettiva di:

  • riconoscere il giusto valore al lavoro nella scuola e nei pubblici servizi, cui è legato l’esercizio di fondamentali diritti di cittadinanza
  • colmare il divario che separa l’Italia dagli altri Paesi quanto a investimenti in conoscenza
  • considerare istruzione, formazione, università e ricerca come leve di crescita per l’intero sistema paese e farne i driver dello sviluppo
  • dare stabilità e certezze al lavoro, eliminando il ricorso abnorme a quello precario

Per il comparto scuola ribadivamo con forza richieste da tempo al centro della nostra iniziativa:

  • salvaguardare gli scatti di anzianità, che rappresentano l’unico fattore di dinamica salariale per il comparto, contrastando il tentativo di sottrarre alla contrattazione temi fondamentali come le retribuzioni e le carriere del personale
  • apertura di un confronto vero sulle tematiche dell’innovazione del sistema scolastico, anche per chiedere cambiamenti rispetto alle proposte del piano Buona Scuola in gran parte inaccettabili

Indicavamo tutti, quel giorno, come prima risposta che il Governo avrebbe dovuto dare, il rinnovo dei nostri contratti, fermi ormai da sei anni. Contratti necessari per assicurare le giuste tutele normative e salariali ai lavoratori, ma utili anche per rispondere attraverso soluzioni condivise alle esigenze di riqualificazione, innovazione e produttività della spesa pubblica.

Sulla richiesta di rinnovare i contratti si assumeva in quella manifestazione l’impegno a proseguire, se necessario, con altre iniziative di mobilitazione e di lotta unitarie su un obiettivo tipico e costitutivo dell’agire sindacale e che per sua natura consente di realizzare il massimo di condivisione e di compattezza.

In questo senso si stavano muovendo le federazioni del lavoro pubblico, pronte a proclamare un’azione di sciopero su cui stavano convergendo anche organizzazioni non aderenti alle tre confederazioni, ma la decisione assunta dalla CGIL di proclamare, da sola, uno sciopero generale per il 5 dicembre (la stessa ipotizzata per il possibile sciopero del pubblico impiego) modificava radicalmente il quadro.

Di fatto impediva di portare avanti l’iniziativa unitaria, per il sovrapporsi di altre motivazioni e obiettivi che oltre a non essere da tutti condivisi toglievano quella centralità e quella forza che tutti insieme si era deciso di dare al tema del lavoro pubblico e alla rivendicazione di una nuova stagione contrattuale.

La richiesta fatta dalla Cisl Lavoro Pubblico, di mantenere comunque una specifica iniziativa unitaria in continuità e coerenza con la giornata dell’8 novembre, non è stata accolta dalle federazioni aderenti a CGIL e UIL, non disponibili ad altre azioni di sciopero che non fossero quelle indette dalle loro confederazioni.

Ritenendo irrinunciabile la prosecuzione del percorso di mobilitazione del lavoro pubblico, da condurre nel massimo della chiarezza e della coerenza rispetto alla piattaforma unitariamente costruita e sostenuta, la CISL Lavoro Pubblico, preso atto anche degli esiti negativi dell’incontro del 17 novembre a Palazzo Chigi che vedevano confermato il blocco dei contratti per almeno un altro anno, proclamava lo sciopero per il 1° dicembre, unica data praticabile dopo la decisione della CGIL, e in seguito della UIL, di effettuare il loro sciopero il giorno 12 dicembre. Uno sciopero che, come già detto, va ben oltre la piattaforma del lavoro pubblico.

Il sindacato può interpretare il disagio e la sofferenza che attraversano la società e il mondo del lavoro solo mantenendo e rafforzando il suo ruolo specifico di soggetto negoziale, non accettando di essere relegato nell’angolo di una mera funzione di protesta da una politica che si erge a unico ed esclusivo attore di governo e di rappresentanza.

Col nostro sciopero ci opponiamo anche a questa strategia di impoverimento della dialettica sociale rivendicando, insieme a un contratto che valorizzi sul piano professionale e retributiva il personale, il diritto a un pieno esercizio del nostro ruolo di rappresentanza e tutela del lavoro.

Tutto ciò è l’esatto contrario di un atteggiamento di rassegnazione rispetto all’azione del Governo, che col nostro sciopero del 1° dicembre vogliamo richiamare al dovere di prestare la giusta attenzione alle attese del lavoro pubblico, a partire da quella di un rinnovo dei contratti di lavoro.

Sono certo che non mancherà l’impegno di tutti per dare alla nostra azione il massimo della forza e della visibilità.

Roma, 21 novembre 2014

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

nov 192014
 

importante3Pa, sciopero il 1° dicembre indetto dalla Cisl Lavoro Pubblico

Scrima: “Governo indifferente. Tutte le categorie dei servizi pubblici convergano su mobilitazione per contratti e welfare”
Il 1° dicembre i lavoratori dei servizi pubblici incroceranno le braccia, dando continuità alla mobilitazione e alla manifestazione dell’8 novembre scorso”. La decisione è stata annunciata da Francesco Scrima, coordinatore dalle categorie della Cisl Lavoro pubblico, che conferma “la richiesta alle federazioni di Cgil e Uil di convergere sulla data per un’azione che rappresenta la naturale prosecuzione dell’azione unitaria fin qui messa in atto”.Lo sciopero, proclamato per l’intera giornata di lunedì 1° dicembre, interesserà sia i lavoratori pubblici, sia i lavoratori privati che lavorano per i servizi pubblici: “Andremo in piazza contro l’indifferenza del governo nazionale e di quelli regionali e locali a richieste sacrosante che riguardano lavoratori e cittadini: rinnovo dei contratti di lavoro, rilancio della contrattazione integrativa, riorganizzazione delle amministrazioni, dei corpi dello stato, innovazione vera nella scuola e nei servizi pubblici, certezze per i lavoratori precari e fine del dumping contrattuale nel privato”.Ma l’azione sulla quale la Cisl chiama a raccolta tutte le federazioni del lavoro pubblico non si ferma allo sciopero: “Da qui al 1° dicembre partirà una mobilitazione sociale in tutti i territori e i posti di lavoro: l’obiettivo è mettere il nostro welfare in condizioni di correre e di sostenere persone e comunità nel momento di maggior bisogno. Istruzione, salute, previdenza, assistenza, sicurezza, ricerca, servizi per l’occupazione… non si cambiano con annunci e consultazioni on-line. I lavoratori dei servizi pubblici sono i primi a volerli innovare davvero. E pretendono non solo rispetto e riconoscimento della loro dignità, ma anche di mettere le loro professionalità e competenze al servizio del cambiamento per il Paese”.

Roma, 19 novembre 2014“

nov 192014
 

lavoro pubblico cislLa Cisl Lavoro pubblico, per voce del coordinatore Francesco Scrima, annuncia lo sciopero dei settori pubblici. E scrive alle categorie di Cgil e Uil che insieme a quelle della Cisl hanno fin qui messo in atto la mobilitazione per definire unitariamente la data.
“Con la manifestazione di sabato 8 novembre abbiamo dato forte visibilità alla richiesta di veder valorizzato il lavoro pubblico, in tutte le sue diverse articolazioni, indicando nel rinnovo dei contratti nazionali il primo indispensabile atto, chiedendo al Governo di destinare a tal fine nella legge di stabilità le risorse necessarie” si legge nella nota di Scrima. “Nell’incontro svoltosi ieri sera a Palazzo Chigi alla nostra richiesta ha fatto riscontro la totale indisponibilità espressa a nome del Governo dalla ministra della Funzione Pubblica, Marianna Madia, che ha ribadito il blocco della contrattazione almeno per il 2015”.
“Pertanto non solo si confermano, ma si rafforzano le motivazioni della protesta e si impone la necessità di avviare una nuova fase di mobilitazione e di lotta, sugli obiettivi indicati nella piattaforma della manifestazione di sabato e confermandone coerentemente il carattere unitario”.
Per questo le categorie CISL del lavoro pubblico, dopo aver formalizzato la proclamazione dello stato di agitazione e la richiesta dell’attivazione delle procedure di raffreddamento, hanno chiesto questa mattina la disponibilità delle federazioni di Cgil e Uil ad un incontro urgente “per concordare le modalità di una nuova fase di mobilitazione unitaria, con l’individuazione della data in cui proclamare, entro il mese di dicembre, lo sciopero dei lavoratori di tutti i comparti pubblici”.

nov 132014
 

Francesco-Scrima_imagelargeLa proclamazione, da parte della sola CGIL, di uno sciopero generale per il giorno 5 dicembre è intervenuta nel momento in cui erano in corso, da parte della CISL Scuola, contatti con tutte le altre sigle sindacali di categoria firmatarie del CCNL (Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda) per procedere all’avvio delle procedure (proclamazione dello stato di agitazione, richiesta di tentativo di conciliazione) prescritte dalla legge come atti preliminari obbligatori prima della proclamazione dello sciopero e della relativa data di svolgimento. Analogamente e nello stesso tempo si stavano attivando i contatti fra le altre federazioni del lavoro pubblico.
Il percorso delineato si sviluppava in piena coerenza con la mobilitazione sfociata nella manifestazione dell’8 novembre, per chiedere il rinnovo del contratto, previo stanziamento delle risorse necessarie nella legge di stabilità. Per il nostro comparto, i contatti in corso erano anche serviti a estendere l’arco delle sigle (Flc CGIL compresa) promotrici della mobilitazione, facendo sì che vi prendessero parte anche quelle organizzazioni (Snals e Gilda) non coinvolte nell’iniziativa dell’8 novembre.
D’intesa con tutte le altre sigle, si era pertanto convenuto che la proclamazione dello stato di agitazione – finalizzata a proclamare unitariamente lo sciopero con l’obiettivo del rinnovo contrattuale – avvenisse al termine dell’incontro in programma con la ministra Giannini nella serata di mercoledì 12 novembre.
Nella giornata di ieri, 12 novembre, due fatti sono intervenuti a modificare sostanzialmente il quadro di riferimento: il primo è la proclamazione di uno sciopero generale da parte della sola CGIL su obiettivi che vanno ben al di là di quelli al centro della mobilitazione del lavoro pubblico. Questi ultimi diventano di fatto residuali in uno sciopero che investe complessivamente le politiche del governo, con particolare sottolineatura delle tematiche legate al cosiddetto job act, non senza elementi di possibile confusione fra il piano dell’azione sindacale e quello delle dinamiche politiche. Il secondo fatto è la convocazione dei sindacati per il giorno 17 a palazzo Chigi, quindi al massimo livello politico di confronto col Governo.
Tale convocazione, che consideriamo un primo significativo effetto della pressione esercitata dalla mobilitazione del lavoro pubblico, ci impone oggi di attendere gli esiti dell’incontro prima di dare formale avvio a procedure che ci porteranno, in assenza di credibili risposte da parte del Governo, alla proclamazione dello sciopero con tutte le altre sigle sindacali su un preciso obiettivo: ottenere risorse per rinnovare il contratto.
La proclamazione dello sciopero della CGIL per il 5 dicembre ci sottrae però nel frattempo la possibilità di fissare in tempi ravvicinati una nostra azione di sciopero, costringendoci a individuare una data che non potrà essere precedente il 15 dicembre, essendo di per sé evidente l’impossibilità nostra e di tutte le altre organizzazioni di “confluire” su un’azione indetta dalla CGIL con modalità e su obiettivi che nulla hanno a che vedere con le ragioni della nostra mobilitazione.
Si conferma dunque per la CISL Scuola, e verrà seguito con le tappe sopra indicate, un percorso di mobilitazione – coerente con la piattaforma dell’8 novembre e in piena sintonia con le posizioni espresse dalla segretaria generale Annamaria Furlan nel suo intervento a piazza del Popolo – finalizzato a costruire ampia unità per dare forte visibilità alle problematiche del comparto.
Le vicende sopra descritte evidenziano ancora una volta comportamenti a dir poco discutibili da parte della CGIL, sia per il tentativo di appropriarsi indebitamente di una manifestazione unitaria al cui successo la CISL ha dato un contribuito determinante, sia per aver impedito, con le sue decisioni, che si potesse concretizzare l’ipotesi di uno sciopero largamente unitario del comparto scuola alla quale le federazioni di categoria stavano lavorando.
LA SEGRETERIA NAZIONALE

nov 132014
 

 

adesso cominciano a sentirciGrazie alla mobilitazione dei lavoratori pubblici il governo apre ai sindacati. Cisl Lavoro pubblico: “Il 17 novembre chiederemo tavolo sui contratti e risorse per rinnovi. O daremo battaglia”

Grazie alla nostra mobilitazione ora il governo comincia a sentirci“, così Francesco Scrima, coordinatore di Cisl Lavoro pubblico, dopo la notizia della convocazione da parte dell’esecutivo. “Lunedì chiederemo il tavolo sui rinnovi e le risorse per i contratti, o siamo pronti a dare battaglia“.
L’incontro convocato per lunedì 17 a Palazzo Chigi è solo il primo esito delle pressioni messe in atto nelle ultime settimane e della grande riuscita della manifestazione dell’8 novembre. Una grande manifestazione unitaria - prosegue Scrima – che nessuno ha il diritto di prendere a pretesto per iniziative e protagonismi di sigla”.
L’obiettivo della nostra azione era e resta quello di ottenere risposte precise e puntuali su richieste altrettanto chiare, come lo è quella di avere risorse per rinnovare i contratti: una rivendicazione condotta in termini di rigorosa coerenza sul piano sindacale, senza alcuna interferenza con dinamiche di natura politica estranee al modo di essere e fare sindacato della Cisl. Dall’esito dell’incontro di lunedì 17 – conclude Scrima – dipenderanno le decisioni su come proseguire e intensificare la nostra mobilitazione, come affermato anche nell’intervento della segretaria generale Annamaria Furlan nella manifestazione in piazza del Popolo“.

nov 132014
 

piazza del popoloGrandissima partecipazione al corteo e alla manifestazione di piazza del Popolo, dove si sono radunati tantissimi fra lavoratrici e lavoratori di tutti i settori del lavoro pubblico. Sul palco si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti delle professioni operanti nella scuola, nella sanità, nella ricerca, nelle pubbliche amministrazioni, nei servizi di sicurezza. Grande determinazione nel rivendicare il diritto al rinnovo del contratto, pronti a farne l’occasione per una vera riforma che assicuri ai cittadini servizi efficaci e di qualità. “Il governo apra le orecchie, di fronte al richiamo che viene da questa piazza - ha detto nel suo intervento la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan -Vogliamo che il nostro lavoro sia riconosciuto per il valore che ha, e il primo modo di riconoscerlo è dare ai dipendenti pubblici il rinnovo contrattuale che manca da anni. Il governo apra il confronto, noi siamo pronti: ma anche pronti a percorrere le vie della mobilitazione e della lotta se continueranno a non arrivare risposte“.

Video dell’intervento di Annamaria Furlan

nov 072014
 

8 novembreUna grande manifestazione nazionale in difesa dei servizi pubblici, l’unico argine a una crisi che impoverisce le persone, aumenta le diseguaglianze e frena lo sviluppo.  Le categorie di Cgil, Cisl e Uil (Scuola, Sanità, Funzioni centrali, Servizi pubblici locali, Sicurezza e Soccorso, Università, Ricerca, Afam, Privato Sociale) per la prima volta insieme, chiamano a raccolta le lavoratrici e i lavoratori, ma anche i cittadini e le comunità, per cambiare insieme il sistema di welfare.  Il prossimo 8 novembre saremo in Piazza del Popolo a Roma (concentramento a Piazza della Repubblica, ore 12.30) per sfidare il Governo degli illusionismi e delle divisioni.  Chiederemo una vera riforma delle amministrazioni pubbliche e un sacrosanto rinnovo dei contratti di lavoro tanto per i lavoratori pubblici, quanto per quelli del privato che offre servizi pubblici.