giu 262015
 

Francesco-Scrima_imagelargeL’offesa alla scuola è arrivata. Dura, cercata, voluta. E’ giunta con un voto di fiducia imposto contro ogni regola di buon senso e di saggezza politica, vista la delicatezza di una materia così complessa, centrale per la vita del Paese e il suo futuro. Il Governo ha ottenuto la fiducia del Senato, ma ha cocciutamente voluto perdere quella della Scuola. Non ci rassegniamo all’arroganza di chi non ha voluto ascoltare le ragioni di una protesta a cui hanno partecipato, oltre ai lavoratori del settore, anche famiglie, studenti, parti importanti della società civile. A settembre, con la ripresa delle lezioni, la scuola si troverà ad affrontare il caos per colpa di una riforma destabilizzante che dovrà essere solo contrastata. Continueremo la nostra battaglia in tutte le sedi, non escluse le aule dei tribunali.

Roma, 25 giugno 2015 Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

giu 262015
 

Si riporta, di seguito, il testo della dichiarazione di voto in Aula del Sen. Roberto Ruta, in dissenso dal gruppo PD, sulla questione di fiducia posta dal Governo sul ddl Buona scuola.

“Presidente, colleghi senatori, intervengo in dissenso dal mio gruppo perché non voterò la fiducia richiesta sul testo della c.d. buona scuola.
Ho chiesto invano con altri colleghi di separare il provvedimento per le assunzioni dal resto della riforma.
Ho detto si all’assunzione dei centomila precari ma ho chiesto invano di prevedere un piano triennale di assunzioni per evitare discriminazioni verso i docenti del TFA, dei PASS o i docenti c.d. immobilizzati.
Ho detto si alla valutazione dei docenti ma ho proposto che venissero introdotti criteri oggettivi per assegnare le premialità stipendiali, criteri nazionali definiti in legge o definiti dall’Aran (l’agenzia per la rappresentanza negoziale per le pubbliche amministrazioni, Istituzione pubblica il cui presidente è nominato dal Presidente della Repubblica).
Ho detto si alla possibilità per i presidi di scegliere i docenti ma solo per il potenziamento dell’organico, lasciando le graduatorie come strumento aureo per l’assegnazione delle cattedre ai docenti.
In tal senso ho depositato emendamenti e sono intervenuto più volte in commissione Istruzione del Senato, per spiegare, da docente, le ragioni del dissenso registrato da chi vive quotidianamente la scuola, manifestato con l’adesione quasi unanime allo sciopero del 5 maggio scorso.
In tal senso voglio dire con forza che nel programma elettorale di Italia bene comune, coalizione PD – SEL, al quale mi sento vincolato perché su quello abbiamo chiesto il consenso popolare, abbiamo scritto testualmente “Vogliamo cambiare la scuola insieme agli insegnanti, – insieme e non contro – , per combattere la dispersione scolastica, fenomeno che è il vero nemico della crescita economica, della legalità e del successo formativo personale.”.
In tal senso avrei investito quei 200 milioni di euro di premialità, dandoli alle scuole di aree urbane disagiate dove forte è la dispersione scolastica perché, come mirabilmente detto da Don Lorenzo Milani, “se si perdono i ragazzi più difficili la scuola non è più scuola: è un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”.
La scuola non ha bisogno di autoritarismo ma di autorevolezza; i docenti devono essere assegnati alle scuole in base alle graduatorie e devono essere valutati ma in base a criteri oggettivi e non in base ad una valutazione arbitraria del dirigente scolastico: la scuola deve compiere il proprio percorso su basi democratiche affidandosi non alla bontà delle persone e nello specifico dei presidi ma alla bontà delle regole.
La scuola è la formazione sociale più importante dopo la famiglia e come sottolineava Piero Calamandrei “si può ben dire che a lungo andare la scuola è più importante del Parlamento, della Magistratura e della Corte Costituzionale, perché trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere“, per questo deve vedere esaltati il dettato costituzionale della responsabilità in quanto comunità educante così come quello della libertà d’insegnamento.
Semplicemente e grandemente.
Grazie.”

Roma, 25 giugno 2015

giu 262015
 

Si è svolto stamattina, alle 8.30 presso il Miur, l’incontro con il sottosegretario Faraone, incontro convocato in seguito alla richiesta inviata al Ministro venerdì scorso dalle organizzazioni sindacali.

E’ stata richiesta la sospensione del taglio di 2020 posti di personale ATA previsti dalla Legge di Stabilità, denunciando le gravissime difficoltà in cui si troveranno le scuole a settembre se gli organici di detto personale saranno quelli che attualmente il SIDI sviluppa per determinare una riduzione di 1165 assistenti amministrativi e 855 collaboratori scolastici.

Il taglio si ottiene applicando tabelle diverse da quelle previste dal Regolamento vigente (il decreto n.119 del 2009) e che la Legge di Stabilità prevede debbano essere modificate con un Decreto che, fino ad ora, non è stato però emanato.
Il Sottosegretario si è impegnato ad una verifica rispetto alla richiesta sindacali e ha aggiornato l’incontro a giovedì prossimo, 2 luglio.

Alle ore 11, con è proseguito – con i dirigenti Miur della Direzione del Personale – il confronto avviato a seguito della richiesta di venerdì scorso di attivazione della procedura di concertazione prevista dal CCNL.

L’amministrazione ha dichiarato di non poter sospendere la procedura (il CCNL prevede che la concertazione si concluda entro 7 giorni) ma, tenuto conto dell’appuntamento di giovedì prossimo con il Sottosegretario, si è impegnata a non inviare per il momento la circolare ministeriale sull’argomento.

giu 252015
 

furlan“Aver bloccato con una decisione unilaterale i contratti di lavoro per tutti questi anni ha provocato un impoverimento per milioni di dipendenti pubblici ed ha arrestato tutti i processi di modernizzazione e di riorganizzazione della pubblica amministrazione”. Così il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando l’odierna sentenza della Corte Costituzionale sul blocco dei contratti pubblici.

 “La sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici cancella una palese ingiustizia che dura da ben sei anni nei confronti di milioni di lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego”. E’ quanto sottolinea il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Aver bloccato con una decisione unilaterale i contratti di lavoro per tutti questi anni, oltre ad aver provocato un impoverimento oggettivo per milioni di dipendenti pubblici, ha arrestato tutti i processi di modernizzazione e di riorganizzazione della pubblica amministrazione, che si possono realizzare solo attraverso la contrattazione ed il confronto con il sindacato sia a livello centrale sia a livello decentrato in particolare per ridurre gli sprechi e recuperare efficienza e qualità dei servizi”, sottolinea il leader della Cisl.

Ma ora non ci sono più alibi e scuse. Dopo questa sentenza sacrosanta e giusta della Corte Costituzionale, speriamo che il Governo sani questo vulnus inaccettabile, aprendo subito la trattativa per il rinnovo dei contratti pubblici, come si fa in tutti i paesi civili del mondo dove lo stato datore di lavoro rinnova i contratti con i propri dipendenti attraverso il dialogo con i sindacati, ricercando il massimo consenso sociale sui provvedimenti di riforma”,conclude Furlan.

 

giu 252015
 

La decisione del governo di procedere sulla riforma con un maxi emendamento, su cui intende porre il voto di fiducia, è l’ennesimo atto di arroganza nei confronti della scuola, del parlamento e del Paese. Una decisione intollerabile per il metodo e per i contenuti, che abbiamo più volte avuto modo di contestare.
Le nostre critiche e proposte sono rimaste inascoltate, al di là dei soliti annunci di apertura, giunti dal Presidente del Consiglio.
Il governo ha deciso, infatti, di forzare la mano per approvare un provvedimento dannoso per la scuola, ignorando le ragioni di insegnanti, studenti, famiglie e le prerogative del parlamento. Esso verrebbe così privato degli spazi e dei tempi necessari per discutere una riforma decisiva per il Paese, resa ancora più ampia da ben otto deleghe in bianco. Vengono messi in discussione basilari principi costituzionali: inclusività, uguaglianza sociale e libertà di insegnamento.
Non si può migliorare il sistema scolastico, come l’esecutivo invece proclama, con provvedimenti che l’intero mondo della scuola ritiene, con solide motivazioni, sbagliati.
Questa legge infatti:
- non risolve ma aggrava il problema del precariato
- esclude e ignora le professionalità ATA
- mortifica la partecipazione e la collegialità
- non rispetta la libertà di insegnamento
- cancella diritti contrattuali fondamentali e indebolisce la funzione del contratto nazionale.
Il dissenso finora espresso in modo massiccio e compatto dalla scuola, attraverso una partecipazione storica allo sciopero unitario che ha visto incrociare le braccia a 618 mila lavoratori, oltre un milione di fiaccole nelle piazze delle città italiane, 10 milioni di post e, non ultima, l’altissima adesione allo sciopero degli scrutini, non si fermerà.
I sindacati andranno avanti con tutti gli strumenti di lotta possibili. Non si illuda il premier che la scuola, complice il periodo estivo, possa alla fine rassegnarsi alla sua decisione.
Il prossimo anno scolastico sarà contrassegnato dal caos di scelte organizzative e didattiche improvvide e sbagliate, in cui la voce di protesta si farà sentire ancora più forte e chiara.
Renzi e il Governo sappiano che la scuola non accetta padroni, che esiste una comunità educante fatta di professionalità e competenze che ogni giorno lavora con passione e dedizione, a dispetto di stipendi bassissimi, mancato rinnovo del contratto nazionale e tanta precarietà.
Questi lavoratori formano al valore della conoscenza e della democrazia le giovani generazioni.
La scuola non può tollerare prepotenze e improvvisazioni, ma pretende di essere ascoltata, rispettata e valorizzata.

Roma, 24 giugno 2015

Flc CGIL – Domenico Pantaleo
CISL Scuola – Francesco Scrima
UIL Scuola – Massimo Di Menna
SNALS Confsal – Marco Paolo Nigi
GILDA Unams – Rino Di Meglio

 

giu 212015
 

sindacati unitariDia seguito all’impegno di una consultazione con i sindacati assunto dal Governo nell’incontro del 12 maggio scorso. Così i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna CamussoAnnamaria Furlan e Carmelo Barbagallo si rivolgono al premier Renzi in una lettera con la quale chiedono di essere convocati con urgenza in relazione all’andamento della discussione sul disegno di legge di riforma della scuola.

I tre segretari generali hanno anche diffuso un comunicato stampa che di seguito si riporta:

L’iter parlamentare del DDL Buona Scuola è caratterizzato da incertezze e criticità rispetto all’obiettivo più volte dichiarato dal Governo di approvare in tempi rapidi il progetto di riforma. Tali criticità sono il segno che l’ascolto reale del mondo della scuola non si è mai realizzato anche a fronte delle grandi mobilitazioni e proteste che hanno segnato gli ultimi mesi, a partire dallo sciopero del 5 maggio scorso.
Il prezzo di tale atteggiamento dell’Esecutivo può essere altissimo per tutti quei precari che attendono la stabilizzazione del posto di lavoro e per il mondo della scuola – studenti, insegnanti, dirigenti e personale Ata – che attende un’inversione di tendenza rispetto alle politiche messe in campo negli ultimi anni che hanno considerato l’istruzione un costo da tagliare più che una grande rete pubblica da valorizzare.
Anche l’impegno, assunto dal Governo il 12 maggio scorso, di avviare un confronto costruttivo con le rappresentanze sindacali per modificare i punti critici del testo di legge si è risolto in un nulla di fatto. Ascolto e confronto presuppongono la disponibilità a determinare cambiamenti, disponibilità che non abbiamo mai riscontrato fino ad oggi nell’Esecutivo.
Alla vigilia della ripresa della discussione parlamentare, pertanto, chiediamo che il Governo, dando seguito agli impegni assunti, ci convochi per aprire in tempi rapidissimi un confronto vero con le rappresentanze sociali, garantendo comunque subito le assunzioni tramite decreto.
La scuola pubblica, come ci ricorda Calamandrei, è “organo costituzionale” ed “espressione di unità, di coesione e di uguaglianza civica”: non può diventare strumento di battaglie politiche che poco hanno a che fare con il merito delle questioni: su questo terreno, non ci sono vincitori né vinti.
Noi vogliamo che vinca la scuola, auspichiamo lo voglia anche chi ha la responsabilità di guidare il paese
.

 

giu 212015
 

Tre giorni fa l’annuncio nientemeno che di una “conferenza nazionale sulla scuola”, oggi il “contrordine compagni“: sulla legge di riforma il Premier dice di voler “tirare dritto”, portandola ad approvazione in tempi così rapidi da risultare incompatibili con quelli di una consultazione vera. Se poi la conferenza, come riportato sulla stampa, fosse pensata come occasione per spiegarci quello che nel frattempo il governo avrà deciso, non avrebbe per noi alcun interesse né utilità.

Le aperture al confronto, sia pur condite col solito grazioso ricatto sulle 100.000 assunzioni usate per estorcere il consenso su scelte sbagliate, cederebbero dunque il passo a quel decisionismo arrogante con cui si è costruita pezzo dopo pezzo una riforma che l’intero mondo della scuola chiede da tempo di cambiare profondamente.

Un comportamento, quello del Premier, che se fosse confermato suonerebbe come grave mancanza di rispetto alla scuola e all’intero Paese, quello che avrebbe dovuto partecipare a costruire la “Buona Scuola” e che invece ha più volte mostrato di non condividere la legge che il Governo vorrebbe imporgli.

E’ ormai una sequenza infinita quella delle promesse non mantenute, delle parole dette e rimangiate, e se questo avviene da parte di chi ci governa non è un bel contributo alla crescita di fiducia nelle Istituzioni, fortemente legata alla credibilità di chi le rappresenta. In un momento come quello che l’Italia sta vivendo, servirebbero esempi e messaggi di ben altro segno.

Tornando al merito delle questioni che riguardano la legge di riforma, il Governo e il Parlamento hanno ormai abbondante documentazione delle numerose obiezioni, puntuali e argomentate, che da mesi sono rivolte nei confronti del disegno di legge dalla stragrande maggioranza di chi vive o si occupa di scuola.

L’opportunità di aprirsi a un ascolto di queste ragioni e di modificare ciò che nel testo non va, tante volte negata, può essere ancora colta, lasciarla cadere significherebbe allargare in modo forse incolmabile il solco che si è creato fra il mondo della scuola e una politica che continua a remargli contro.

Non si cerchi di scaricare su altri responsabilità che toccherebbero per intero al Governo se a settembre la scuola ripartisse senza le risorse che le sono state promesse e con un carico ancora maggiore di disagi e tensioni.

Roma, 19 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

giu 172015
 

furlan 2Non si possono condizionare le 100.000 assunzioni degli insegnanti all’espressione di un consenso sui contenuti sbagliati del disegno di legge sulla scuola. La stabilizzazione dei rapporti di lavoro è fondamentale per tante persone che da anni lavorano nella scuola e sono indispensabili per il regolare funzionamento“. E’ quanto dichiarano in una nota il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan e il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima.
È davvero singolare chiedere il ritiro di emendamenti per accelerare i tempi di approvazione di una legge. I tempi che si allungano, infatti, sono la conseguenza e non la causa delle difficoltà che il governo e il parlamento devono affrontare e risolvere: un supplemento di riflessione e di confronto è utile e necessario proprio per questo, per cambiare le tante cose che non vanno in un disegno di legge e trovare soluzioni giuste alle emergenze della scuola. Non risolverebbe, fra l’altro, nemmeno la questione del precariato, se rimanessero esclusi dal piano di assunzioni decine di migliaia di docenti ai quali le 100.00 assunzioni non offrirebbero garanzie nell’immediato né in prospettiva. Sia chiaro, in ogni caso, che 100.000 assunzioni coprirebbero oggi solo in parte il fabbisogno del nostro sistema scolastico, al cui funzionamento concorrono quest’anno in modo decisivo 130.000 contratti a tempo determinato. Ecco perché il governo non ha bisogno di altre motivazioni per rendere stabile il lavoro di cui ha “normalmente” necessità. Il peccato originale di questa riforma è la presunzione di non dare ascolto a chi lavora nel mondo della scuola, di avviare percorsi di innovazione ignorando il patrimonio prezioso di esperienza, competenza e passione di un intero corpo professionale, che proprio per questo si è reso protagonista di una mobilitazione di intensità e ampiezza straordinarie. Prenderne finalmente atto sarebbe una scelta ragionevole da parte del Governo, che ci auguriamo non sia smentita nei fatti, come avvenuto troppe volte tra annunci rimasti tali e promesse ripetutamente disattese. La scuola non sopporterebbe infatti una consultazione frettolosa e di facciata. La Cisl ha presentato proposte serie e concrete nelle memorie consegnate in audizione sia alla Camera che al Senato. Da quelle proposte siamo pronti a ripartire se c’è la volontà di aprirsi seriamente a un confronto che rivendichiamo da mesi“.

Roma, 17 giugno 2015

 

giu 162015
 

buonascuola2_08Fermo restando che occorre capire bene il significato e la portata delle anticipazioni che stanno circolando sulle intenzioni del premier, se è vero che il governo intende prendersi, sulla riforma della scuola, una pausa di riflessione e di consultazione la notizia non può che ritenersi positiva.
Un supplemento di confronto sarebbe una decisione di grande buon senso, e troverebbe finalmente ascolto una richiesta che andiamo facendo da mesi, convinti che nella costruzione di un processo di riforma il metodo con cui si procede vale tanto quanto i contenuti che si elaborano.
Per questo è indispensabile che si tratti di un confronto vero e non di facciata, perché i nodi che abbiamo ripetutamente messo in evidenza non possono essere sciolti con poche battute: una stabilizzazione dei precari che non crei esclusioni e discriminazioni, una gestione del personale e un governo della scuola che non possono essere affidate ai cosiddetti superpoteri del dirigente, la valutazione del personale che non può vedere coinvolti genitori e studenti, la cancellazione inaccettabile delle prerogative contrattuali nella disciplina del rapporto di lavoro.
Il difetto più grande della proposta governativa è di dare risposte in gran parte sbagliate a problemi sui quali proprio un ascolto più attento del mondo della scuola avrebbe consentito di individuare da subito percorsi di innovazione efficaci e condivisi.
Non c’è dubbio che sulle decisioni del premier abbia pesato l’ampiezza straordinaria di una mobilitazione capace di fare sintesi fra idee, culture, sensibilità diverse ma unite nella difesa di un modello di scuola fondato sulla partecipazione, la collegialità e la democrazia. Ne tenga conto il presidente del consiglio, non pensi di potersela cavare con un passaggio sbrigativo e “mediatico”, che renderebbe ancora più lacerato un rapporto già fortemente compromesso col mondo della scuola.
Valuteremo unitariamente i contenuti della proposta del governo e le modalità con cui il confronto verrà attuato.

Roma, 16 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

giu 162015
 

Il “Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola” interviene con una nota a richiamare l’attenzione sulla necessità di aprire un ampio e approfondito confronto in sede parlamentare sulla funzione sociale, culturale e pedagogica della scuola dell’infanzia.

Il Coordinamento, come più volte ribadito, chiede di aprire una discussione parlamentare che affronti complessivamente gli aspetti professionali e pedagogico-didattici avendo a riferimento la generalizzazione dell’offerta formativa destinata ai bambini dai tre ai sei anni, la piena attuazione dell’autonomia didattica organizzativa, che pone al centro bambini quali soggetti portatori di diritti, ricchi di potenzialità, espressione di specifiche istanze educative, a cui la prima esperienza scolastica deve fornire basilari strumenti e condizioni di esercizio.

giu 122015
 

Sono stati resi noti dal Miur i risultati delle elezioni per la costituzione del CSPI, con la conseguente proclamazione degli eletti. Com’era prevedibile, la partecipazione al voto è stata notevolmente più bassa rispetto a quella registrata a marzo per il rinnovo delle RSU, segno di un livello assai modesto di interesse e di motivazione da parte del mondo della scuola, anzitutto per i tempi e le modalità con cui le elezioni sono state indette, che definire affrettati è un eufemismo.

Incongruenze macroscopiche (4 seggi alla secondaria di primo grado, 3 al secondo grado), regole che hanno favorito un’abnorme proliferazione di liste (addirittura 21 per la primaria!), hanno in buona parte contribuito a determinare esiti al limite del paradosso, vista la clamorosa sproporzione nella distribuzione dei seggi generata da un sistema elettorale che pur si definisce “proporzionale puro“.

A dare un colpo decisivo, sul piano delle motivazioni al voto, è stata senz’altro la prospettiva delineata nel progetto di riforma in discussione alle Camere, nel quale resta al momento esplicitamente esclusa la possibilità che il neo eletto CSPI possa avere voce in capitolo nelle procedure di decretazione secondaria con cui il Governo potrebbe essere chiamato ad attuare le numerose deleghe previste nel disegno di legge all’esame del Senato.

Quanto agli esiti che abbiamo definito “al limite del paradosso“, non si può non notare che 123.000 voti circa consentono alla Flc Cgil di ottenere 8 seggi, mentre ne avrà solo 2 chi – come la Cisl Scuola – di voti ne ha raccolto 80.000. Una sproporzione evidente, ma ancor più sorprendente è che ottenga un seggio in più (3 seggi) chi, come lo Snals, di voti ne ha avuto quasi ventimila di meno (63.000 circa).

Una lettura attenta e approfondita dei dati consente di cogliere molte altre variabili che hanno influito sugli esiti elettorali, rivelandosi in qualche caso decisive nel determinare differenze di voti estremamente contenute, come nel caso dei docenti di scuola dell’infanzia e della primaria, ma con effetti di grande peso nell’assegnazione dei seggi. Si confermano invece su livelli comunque molto bassi quelle sigle che pure potevano trarre più vantaggio dalle regole di questa consultazione.

Per quanto ci riguarda, perso di un soffio il seggio nella scuola dell’infanzia, pur avendo avuto la candidata col maggior numero di preferenze personali, registriamo l’elezione della segretaria nazionale Rosa Mongillo fra il personale docente di scuola primaria, anche in questo caso col primato in termini di preferenze; insieme a lei nel CSPI entrerà anche Stefano Curti, eletto per la componente docenti di scuola secondaria di I grado.

 

giu 122015
 

importante3Dopo l’incontro dell’11 giugno, negativo su tutta la linea, con l’Amministrazione già in procinto di dare attuazione al taglio di posti previsto dalla legge di stabilità, la Cisl Scuola e le altre sigle firmatarie del CCNL hanno chiesto formalmente di attivare il tavolo di concertazione in materia di organici del personale ATA. Contemporaneamente hanno inviato una richiesta di incontro urgente alla ministra Giannini, perché la questione va affrontata in sede politica, con l’obiettivo di modificare con atti di natura legislativa i vincoli posti dalla legge di stabilità.
Non è possibile, sostengono i sindacati, che si possa anche solo immaginare una riduzione di posti del personale ATA quando già quest’anno le scuole hanno potuto funzionare regolarmente solo perché all’organico di diritto si sono aggiunti 5000 posti in organico di fatto. Ridurre l’organico di diritto è inconcepibile, a meno di non voler compromettere irrimediabilmente l’andamento del servizio. E’ grave che un governo che afferma di voler rilanciare l’autonomia delle scuole compia scelte che anziché investire risorse nel sistema riducono ancora quelle che già si rivelano insufficienti. I sindacati nella lettera alla ministra segnalano l’urgenza di un confronto che chiedono di avviare il più tempestivamente possibile.

giu 122015
 

personale_ATASi è svolto in data 12 giugno, l’incontro convocato presso la Direzione del Personale del Miur sugli organici del personale ATA per l’a.s. 2015/2016. L’Amministrazione ha illustrato un’ipotesi che prevede il taglio di 2.020 posti tra collaboratori scolastici e assistenti amministrativi, mantenendo fermi gli accantonamenti per i servizi esternalizzati, pur in presenza di pronunciamenti di Tar e, da ultimo, del Consiglio di Stato, che hanno annullato i provvedimenti di definizione delle quote di organico accantonato ritenendo illegittima una modalità di riduzione dei posti caricata esclusivamente sui posti dell’organico destinato al personale statale.
La CISL Scuola, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha anzitutto contestato il fatto che il taglio avvenga in assenza del regolamento che formalizza i nuovi criteri e conseguentemente nuove tabelle di calcolo degli organici, rendendo ogni atto illegittimo.
Nel merito, La CISL Scuola ha espresso assoluta contrarietà a ogni ipotesi di riduzione dell’organico di diritto, coerentemente alle richieste più volte ribadite di opportuni interventi di natura legislativa finalizzati a correggere quanto disposto dalla legge di stabilità. Ulteriori riduzioni di organico non sono infatti sostenibili a fronte delle esigenze di funzionalità e sicurezza del servizio scolastico, da sostenere con un significativo incremento di risorse, in primo luogo attraverso un consolidamento in organico di diritto di tutti i posti assegnati ogni anno in organico di fatto per garantire il regolare espletamento delle attività.
A seguito delle osservazioni che la Cisl Scuola e le altre organizzazioni hanno avanzato anche sui documenti presentati a corredo dell’informativa (tra i quali mancava peraltro, come già detto, la bozza di regolamento) l’Amministrazione si è impegnata a un ulteriore approfondimento, riservandosi di riferirne gli esiti alle organizzazioni sindacali, le quali hanno preso atto dell’impegno dichiarando comunque che, qualora non emergano entro domani segnali di formale disponibilità a non procedere ai tagli, mantenendo i parametri di cui al DPR 119/2009 attualmente vigente, procederanno alla richiesta di attivare il tavolo di concertazione secvondo quanto previsto dall’articolo 5 comma 2 del CCNL.

giu 092015
 

importante3Alcune recentissime segnalazioni evidenziano che in alcune scuole gli scrutini non svolti per sciopero sono stati rinviati alle ore successive della stessa giornata. Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil scuola, Snals e Gilda – attraverso una nota unitaria - precisano che tale comportamento (arbitrario e fuori norma) si configura come attività antisindacale.

Nell’accordo attuativo della legge 146/1990 che regolamenta i servizi essenziali in caso di sciopero, infatti, si dice esplicitamente che le operazione di scrutinio delle classi non di esame possono essere differiti non oltre cinque giorni rispetto alla scadenza programmata della conclusione.

La norma, cioè, parte dall’evidente considerazione che le operazioni di scrutinio non effettuate si rinviano ai giorni (e non alle ore) successivi; anche perché ragionevolmente fondata sull’idea che la riconvocazione debba seguire una procedura che non prevede la disponibile e costante presenza in sede del docente o dei docenti in sciopero.

 

giu 092015
 

commissione europeaTranquilli, ci pensa la riforma”. Più o meno in questi termini il Governo Italiano si è rivolto alla Commissione Europea, che chiedeva delucidazioni in merito alla denuncia con cui un nostro connazionale lamentava la violazione da parte dello Stato italiano della Direttiva 1999/70 CE, quella che impone di rimediare all’uso reiterato dei contratti a termine stabilizzando i rapporti di lavoro qualora si protraggano per più di tre anni. Ricevuta la denuncia, insieme ad altre dello stesso tenore, la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti alle autorità italiane e dalle risposte ottenute ha dedotto che la legge di riforma attualmente in discussione alle Camere consentirebbe di risolvere – in gran parte se non nella totalità – il problema dei precari della scuola, per i quali si prospetterebbe la trasformazione a tempo indeterminato del proprio contratto di lavoro.
Così ha scritto la Commissione Europea, rispondendo con una propria lettera al cittadino italiano autore della citata denuncia. Ma è di tutta evidenza che le misure attualmente in discussione al Senato produrrebbero uno scenario assai diverso da quello ipotizzato in base ai “chiarimenti” forniti dalle autorità italiane, stante il fatto che sarebbero decine di migliaia, come andiamo da tempo denunciando, i precari con diritto alla stabilizzazione ma non rientranti fra i destinatari del piano assunzionale.
Considerato che la Commissione Europea, nella sua risposta, si dice impegnata a seguire con attenzione l’iter del disegno di legge, anche al fine di valutare la necessità di un suo eventuale ulteriore intervento sulla questione, la Cisl Scuola ha ritenuto opportuno inviare alla Commissione stessa una propria nota di precisazioni, nella quale fornisce le informazioni necessarie a mettere in evidenza la realtà dei fatti e a far luce sull’effettiva portata dei provvedimenti in discussione, ben lontani dal dare soluzione definitiva al problema del precariato.

 

giu 092015
 

piazza del popoloCisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda - attraverso una nota unitaria di protesta e di ferma denuncia – hanno richiesto al Miur in data odierna, 8 giugno, un urgente incontro di informativa sindacale al fine di fare chiarezza relativamente all’incontro “riservato” avvenuto mercoledì scorso, 3 giugno, tra i dirigenti dell’amministrazione centrale e i Direttori Regionali avente all’ordine del giorno l’avvio in tutta fretta dei lavori di predisposizione della proposta di organico per l’a.s. 2015/16, in vista dell’attuazione del DDL di riforma della scuola, al momento in discussione presso la 7ª Commissione Permanente del Senato.

Tale lavoro preparatorio, secondo le indicazioni del Miur, dovrebbe vedere coinvolte le scuole che sarebbero chiamate, per il tramite dei collegi, a deliberare al buio stante la mancanza di una norma di riferimento certa.

Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda

  • ritengono che questo “pre allerta” – volto a organizzare gli atti propedeutici all’attuazione del DDL – sia illegittimo e rischi di gettare scompiglio nelle scuole, oltretutto in uno dei periodi più delicati dell’anno scolastico;
  • denunciano l’iniziativa – chiedendone al contempo l’immediata sospensione – sia perché irriguardosa dell’autonomia di un ramo del Parlamento sia in quanto intempestiva, illegittima e fonte di inutile disagio per le scuole.

 

giu 092015
 

scrima 2Mentre continua la protesta della scuola, che ha visto venerdì scorso le fiaccolate in tutta Italia e in questi giorni lo sciopero degli scrutini, mentre la discussione sulla riforma è in stand by in Commissione al Senato, segno forse che si è capito – stando anche a quanto affermato dal premier – che è necessaria una correzione di rotta, il ministero dell’istruzione invita i direttori regionali a “portarsi avanti” nell’applicazione di una legge che ancora non c’è.

A loro volta i direttori regionali, chi informalmente e chi con atto formale, chiedono ai dirigenti scolastici di applicare le disposizioni previste dal ddl sull’organico dell’autonomia e di individuare il fabbisogno di posti per il prossimo anno scolastico.

Infine i dirigenti, e qui si chiude questa catena di illegittimità partita dal ministero dell’istruzione, sono indotti a convocare i collegi dei docenti per acquisire il parere previsto dal ddl.

Che i tempi siano ormai talmente stretti da rendere quasi impossibile garantire un regolare avvio dell’anno scolastico è un rischio che denunciamo da tempo e che purtroppo si sta concretizzando; ma il ministero, che mai ha mostrato di avere il controllo della situazione in questa vicenda, non pensi ora di cavarsela imboccando scorciatoie illegittime e assai poco riguardose nei confronti di un ramo del Parlamento ancora impegnato nell’esame del testo.

Nessuno degli atti adottati prima che la legge sia pubblicata in Gazzetta può avere peraltro validità: si eviti dunque di coinvolgere i collegi dei docenti in adempimenti inutili, privi di legittimità e che dovranno pertanto essere necessariamente ripetuti.

È più che mai urgente, a questo punto, che si tenga fede all’impegno assunto nell’incontro di palazzo Chigi del 12 maggio scorso: in quella sede si è concordato un percorso da concludere con un nuovo incontro al massimo livello politico, dopo il confronto al MIUR e le audizioni in Commissione al Senato.

Lo si convochi quanto prima, perché servono chiarezza, coerenza e responsabilità. Non è possibile assistere a una commedia pirandelliana in cui ciascuno (premier, ministro, Senato) continua a recitare a soggetto.

Roma, 8 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

giu 092015
 

Francesco-Scrima_imagelargeChe il governo punti a sottrarre al contratto, per affidarla alla legge, la regolazione di molte materie riguardanti il rapporto di lavoro non è certo una novità: sono mesi che denunciamo le “invasioni di campo” riscontrabili in più punti delle proposte sulla scuola, su aspetti normativi e retributivi, e la difesa delle prerogative contrattuali è stata per questo da subito uno degli obiettivi centrali nella nostra mobilitazione.
Per la verità l’attacco mosso dal governo non riguarda solo la scuola, ma più in generale tutto il lavoro pubblico, come ha evidenziato ieri la CISL nella “memoria” presentata in occasione delle audizioni sul ddl di riforma della P.A. all’esame della Camera. È un disegno, quello del governo, che scaturisce da un’idea sbagliata e pericolosa, quella di una politica autosufficiente, refrattaria e ostile al dialogo sociale, nonostante esso costituisca uno dei principi fondanti della nostra costituzione e uno dei pilastri del modello sociale europeo. Un’idea sbagliata sulla quale si ricerca insistentemente il consenso della pubblica opinione, indotta a credere – come nel caso della vertenza scuola – che il dissenso dei sindacati nasconda in realtà la difesa di chissà quali poteri e privilegi.
Ecco perché riteniamo importante ciò che attorno alla nostra mobilitazione si sta sempre più realizzando, cioè la partecipazione attiva e convinta di tanti soggetti che rappresentano gli utenti del servizio, e non solo i suoi operatori. Questa unità, assai più estesa di quella sindacale, è apparsa evidente nelle grandi manifestazioni del 5 maggio e torneremo a renderla visibile domani, nelle decine e decine di iniziative in programma in tutta Italia per sostenere le nostre richieste di modifica al ddl di riforma della scuola in discussione al Senato.
Tra queste c’è, da sempre e non da oggi, quella di cancellare la delega rivolta a consegnare in larga misura alla legge la regolazione del rapporto di lavoro. La contrastiamo in sede politica, ma siamo pronti a impugnare anche in altre sedi di natura giuridica, nazionali e comunitarie, eventuali disposizioni che si rivelassero lesive dei diritti dei lavoratori.

Roma, 4 giugno 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

 

giu 092015
 

importante3AVVISO DATE PROVE PRESELETTIVE II CICLO CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER IL SOSTEGNO

Per sostenere le prove preselettive per l’ accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno i candidati si dovranno presentare per le operazioni di appello e identificazione presso i locali, nei giorni e negli orari stabiliti di seguito:

- Corso di specializzazione per le attività di sostegno per  Scuola Primaria:

   Lunedì 15 Giugno 2015 ore 8:30 presso gli ingressi D ed F del Polididattico

   Universitario Ed. 19 – Viale delle Scienze – Palermo

   N.Partecipanti: 556   Commissione      Posti a bando:120    Durata prova: 2 ore

- Corso di specializzazione per le attività di sostegno per  Scuola Sec.di II grado:

   Lunedì 15 Giugno 2015 ore 14:00 presso l’ ingresso F del Polididattico

   Universitario Ed. 19 – Viale delle Scienze – Palermo

   N.Partecipanti:196     Commissione    Posti a bando:64      Durata prova:2 ore

- Corso di specializzazione per le attività di sostegno per  Scuola dell’Infanzia:

     Martedì 16 Giugno 2015 ore 8:30 presso l’ ingresso F Polididattico

     Universitario Ed. 19 – Viale delle Scienze – Palermo

     N.Partecipanti: 193   Commissione    Posti a bando:20     Durata prova:2 ore

- Corso di specializzazione per le attività di sostegno per Scuola Sec. di I grado:

 Martedì 16 Giugno 2015 ore 14:00 presso l’ ingresso F del Polididattico

 Universitario Ed. 19 – Viale delle Scienze – Palermo

 N.Partecipanti:89     Commissione      Posti a bando:64       Durata prova: 2 ore

Ciascun candidato dovrà presentarsi munito di un documento di identità in corso di validità e di una copia del Mav pagato per l’ accesso alle prove . Coloro che si presenteranno senza documenti, con documenti non validi o scaduti non saranno ammessi alla prova.

Si comunica inoltre che durante la prova i candidati non possono:

-         comunicare fra loro verbalmente o per iscritto, ovvero mettersi in relazione con altri, salvo che con i componenti della Commissione Giudicatrice;

-         introdurre, ai sensi del punto 6 dell’art. 8 del bando 1331/2015,  in aula borse, zaini, libri,appunti, carta, telefoni cellulari, palmari o altra strumentazione similare e quant’altro venga comunicato prima dell’inizio della prova.I predetti oggetti dovranno essere depositati a cura dei candidati , prima dell’inizio delle prove, in luoghi esterni alla sede di concorso.Non sarà garantita la custodia degli oggetti e non si risponderà dell’eventuale furto o smarrimento degli stessi;

Si ricorda infine che le prove saranno soggette ad annullamento da parte della Commissione di esame, qualora riportino la firma  o segni idonei a fungere da elemento di riconoscimento del candidato.

NOTA BENE: Si ricorda che, ai sensi del punto 4 dell’Art.5 del Bando n. 1331/2015 relativo all’ammissione ai corsi di specializzazione per le attività di sostegno, la pubblicazione del calendario delle prove preselettive ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti dei candidati.

 

giu 082015
 

importante3Il Miur ha emanato il decreto prot. n. 325 del 3.6.2015 (corredato dai relativi modelli di domanda e trasmesso dalla nota 16480 del 4.6.2015) che – come ogni anno, in relazione alle GAE vigenti per il triennio 2014/2017 – consente:

  • lo scioglimento della riserva e l’inclusione a pieno titolo da parte di coloro che, già inseriti con riserva, conseguono l’abilitazione entro il 30 giugno 2015 (modello 2);
  • l’inclusione negli elenchi del sostegno/scuole speciali/metodi differenziati da parte di coloro che conseguono il titolo di specializzazione entro il 30 giugno 2015 (modello 4);
  • l’inserimento dei titoli, sempre acquisiti entro il 30 giugno 2015, per beneficiare della riserva dei posti ai sensi della legge 68/99 (modello 3). Gli interessati ai fini dell’assunzione sui posti riservati devono dichiarare di essere iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande.

Le suddette istanze dovranno essere presentate esclusivamente in modalità web, utilizzando le procedure dell’apposita sezione “Istanze on line” del sito internet del Miur entro le ore 14.00 del prossimo 2 luglio.

Le specifiche funzioni del Sistema Informativo al momento non sono ancora state attivate (i termini di apertura saranno comunicati dall’amministrazione con un successivo provvedimento).