ott 232015
 

Domani la scuola in piazza

Ore 15 a Palermo e Catania

 COMUNICATO STAMPA

“Le tante criticità della legge di riforma sulla scuola vanno riviste, le professionalità del mondo dell’istruzione devono essere valorizzate con un rinnovo contrattuale che riconosca il ruolo dei lavoratori e che assegni centralità alla contrattazione, questo governo nazionale sta solo contribuendo ad impoverire il sistema scolastico italiano” . Cosi Francesca Bellia neo eletta segretario Cisl Scuola Sicilia e segretario Cisl Scuola Palermo Trapani, interviene sulla vertenza del mondo della scuola in vista delle manifestazioni di domani organizzate da da Cisl Scuola, Flc Cgil, Uilscuola, SnalsConfsal e Gilda a Palermo in piazza Verdi e a Catania in piazza Teatro Massimo, dalle ore 15. Diversi gli interventi dei rappresentanti del mondo della scuola, lavoratori, insegnanti, studenti, genitori, associazioni, che ribadiranno insieme “più valore al mondo della scuola”. Un volantinaggio informerà i cittadini sui problemi del mondo della scuola. “Un governo che non investe, senza idee, che impone false e vuote riforme danneggia il servizio pubblico socialmente essenziale che la scuola fornisce. Torniamo in piazza per chiedere più spazio alla partecipazione dei lavoratori per dare soluzioni alle criticità che pagano docenti e personale Ata, le famiglie e gli studenti. Per la Cisl rinnovare un buon contratto vuol dire aprire alla partecipazione di chi lavora per realizzare la vera buona scuola per tutti. Nei fatti oltre la finzione”. Sul fronte della scuola sicilana si aggrava ancor di più la situazione della scuola “sul fronte dell edilizia scolastica le lentezze burocratiche ritardano gli interventi urgenti e non più differibili per la messa a norma degli edifici scolastici che non garantiscono presidi di sicurezza per i nostri ragazzi”. Bellia conclude la “la protesta continuerà se questo governo nazionale dovesse ancora dimostrare incapacità di ascolto dei numerosi problemi della scuola e davanti agli appelli delle parti sociali” .

 

Palermo, 23 ottobre 2015

ott 232015
 

Con una lettera al Capo di Gabinetto del Ministro e al Capo Dipartimento Istruzione i sindacati firmatari del CCNL chiedono un incontro urgente per affrontare la questione delle categorie di personale ingiustamente escluse dalla platea dei beneficiari della “Card del Docente” (insegnanti precari, personale educativo).
Questo il testo della nota inviata in data 21 ottobre a firma dei segretari generali di Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams:

Al Capo di Gabinetto del Ministero Dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca dott. Alessandro Fusacchia
Al Capo Dipartimento Istruzione Dott.ssa Rosa De Pasquale

La Legge 107/15 prevede che, a decorrere dall’anno scolastico 2015/16, i docenti delle scuole di ogni ordine e grado siano beneficiari della “Carta del docente”, di euro 500, per l’aggiornamento e la formazione, per l’acquisto di libri pubblicazioni e riviste e altre cose.
La norma prevede che la disposizione si applichi al personale docente di ruolo, mentre ignora il restante personale della scuola. In particolare nel dpcm applicativo restano esclusi dal beneficio irragionevolmente tutti i docenti precari e il personale educativo, 2.215 unità, in servizio nei convitti e negli educandati.
Le scriventi organizzazioni sindacali chiedono un incontro urgente per definire le azioni idonee a riparare una evidente situazione discriminatoria, anche attraverso l’utilizzo delle risorse che dovessero residuare dopo la fase di prima applicazione.

Roma, 21 ottobre 2015

ott 232015
 

PersonaleATAHa avuto un esito del tutto insoddisfacente l’incontro col Vice Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione che questa mattina, nel corso della manifestazione del personale ATA a Roma davanti al MIUR, ha ricevuto una delegazione composta da una rappresentanza dei manifestanti e dai segretari nazionali delle organizzazioni sindacali promotrici dell’iniziativa.
Completamente disattesi gli impegni che in più occasioni, negli ultimi mesi, erano stati assunti sia da parte dell’Amministrazione che a livello politico per risolvere almeno le più spinose emergenze, dalla riduzione insostenibile degli organici al divieto di sostituire il personale assente.
Nella legge di stabilità 2016 presentata la settimana scorsa dal Governo non c’è infatti traccia del richiesto rispristino in organico di diritto dei 2.020 posti tagliati nell’organico 2015/16 – recuperati dopo forti pressioni sindacali in organico di fatto – né si modificano le disposizioni che impedendo la sostituzione del personale assente creano gravissimi disagi al funzionamento delle scuole. L’unica apertura di qualche significato riguarda l’impegno a convocare a breve termine un tavolo di confronto alla presenza delle direzioni generali interessate per affrontare e risolvere le numerose disfunzioni del nuovo programma per la gestione dei contratti del personale supplente, fonte di clamorosi ritardi nel pagamento delle retribuzioni oltre che di pesanti difficoltà per il lavoro delle segreterie.
Attraverso gli interventi dei lavoratori componenti la delegazione, espressione di tutti i profili professionali e delle diverse realtà territoriali del Paese, si è reso visibile un disagio vissuto in prima persona da chi continua ad assicurare responsabilmente servizi indispensabili al buon andamento della vita scolastica pur essendo costretto a operare in condizioni sempre più gravose e difficili. Il quadro emerso dalle loro testimonianze è ben diverso da quello “edulcorato e rassicurante” che la ministra Giannini e lo stesso premier sono soliti rappresentare nelle loro esternazioni sui media, l’una continuando a sostenere che nella scuola “tutto funziona”, l’altro arrivando a definire un “piagnisteo” le denunce circostanziate di chi le difficoltà le vive ogni giorno sulla propria pelle.
Se a livello politico non si assumono con la giusta consapevolezza e la necessaria determinazione i problemi che stanno mettendo in grave disagio il personale e il servizio, la stessa Amministrazione rischia di essere condannata all’inerzia, impossibilitata a svolgere un’azione efficace e puntuale sulle diverse emergenze. Per questa ragione la Cisl Scuola, insieme alle altre organizzazioni presenti all’incontro, ha chiesto formalmente che le questioni evidenziate nella manifestazione di oggi siano fatte oggetto di una specifica e urgente convocazione dei sindacati da parte del Ministro.

IL VIDEO DELL’INTERVENTO CISL SCUOLA

 

ott 232015
 

belliaFrancesca Bellia è il nuovo segretario generale della Cisl Scuola siciliana. Quarantasette anni, un figlio, finora al vertice della Cisl Scuola di Palermo-Trapani, è stata eletta dal consiglio generale regionale del sindacato. L’assise s’è svolta, il 19 ottobre, a Palermo presenti il segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, il leader nazionale della federazione di categoria Francesco Scrima e Dionisio Bonomo, reggente nell’ultimo anno e mezzo della Cisl Scuola Sicilia.
Insegnante, da più di vent’anni impegnata nelle lotte del sindacato della scuola, Bellia ha messo al centro del discorso di insediamento la vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro, fermo da sette anni. “Una situazione che genera incertezza e la mortificazione sia economica che normativa di chi nella scuola lavora, specialmente per il mutato contesto sociale e politico che le riforme degli ultimi anni hanno prodotto”. Bellia ha sottolineato che “nell’atteso rinnovo contrattuale deve trovare una giusta definizione la contrattazione decentrata” affinché la produttività del personale e del sistema sia legata strettamente a un servizio di qualità, per i ragazzi e per il Paese. E ha parlato di “nuovo ruolo della Cisl Scuola nel territorio, per rappresentare al meglio i lavoratori e le attese dei minori, dei disabili e di tutti coloro i quali vivono quotidianamente i problemi della scuola, nella scuola”.

Al nostro nuovo Segretario i migliori auguri dalla Cisl Scuola Palermo Trapani!

ott 202015
 

Francesco-Scrima_imagelargeLo stanziamento di fondi per il rinnovo dei contratti pubblici nella legge di stabilità è semplicemente una vergogna. Il mondo della scuola, che proprio sul rinnovo del contratto si sta mobilitando in questi giorni, non merita di ricevere dal governo questa ennesima offesa”. Così Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola, intervenendo oggi a Palermo al consiglio generale regionale Cisl Scuola della Sicilia. “Sono sette anni che il contratto è fermo, anni nei quali solo il senso del dovere e la passione per il proprio lavoro di docenti, personale ATA e dirigenti ha permesso alla scuola italiana di andare avanti, mentre le si toglievano risorse e opportunità. Lo hanno fatto con grande fatica e tra mille difficoltà, attingendo alle loro risorse di competenza e professionalità. Per questo meritavano e meritano ben altra ‘ricompensa’ da un Governo che li ha solo ricoperti di belle parole mai tradotte in fatti concreti”.
Se questo è lo scenario diventa inevitabile, secondo Scrima, un inasprimento della mobilitazione in atto, che già vedrà la Cisl Scuola e le altre organizzazioni maggiormente rappresentative scendere in piazza giovedì 22 (manifestazione del personale ATA davanti al MIUR) e sabato 24 con iniziative indette unitariamente in tutte le regioni. Un calendario di manifestazioni avviato la settimana scorsa con una grande assemblea nazionale dei dirigenti scolastici a Roma.
Qualche giorno fa il presidente del consiglio ha definito ‘un piagnisteo’ le rimostranze sempre più forti e numerose che salgono dal mondo della scuola per una riforma pasticciata e confusa, dando prova di mancanza di rispetto oltre che della consueta incapacità di ascolto. Rendere ora disponibili meno di sette euro lordi pro capite per il rinnovo del contratto può essere considerata solo una provocazione, destinata ad allargare ancor di più il solco che le tante promesse non mantenute hanno scavato in questi mesi tra chi governa e il mondo della scuola”.
Una scuola al passo con l’Europa – afferma Scrima – significa anche una scuola in cui la professionalità di chi ci lavora possa far conto su un riconoscimento che almeno si avvicini a quanto avviene in altri paesi. C’è invece un divario che oggi è sotto gli occhi di tutti, un contratto non basta certo per colmarlo, ma dev’essere l’avvio concreto e reale di un doveroso percorso di riallineamento. Le scelte del governo vanno in direzione opposta, non staremo certamente a guardare, ci batteremo con forza per un contratto dignitoso”.

ott 202015
 

Il Miur ha emanato la nota 15219 del 15.10.2015 con la quale – trasmettendo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 23.9.2015 - detta le prime indicazioni relative ai criteri e alle modalità di assegnazione e utilizzo della “Carta del docente” prevista dall’art. 1, comma 121, della legge 107/2015, anche se, nelle more dell’attivazione della “Carta” medesima, per l’a.s. 2015/16 l’importo di € 500,00 è erogato medianti ordini collettivi di pagamento attraverso il sistema NoiPA, pur non costituendo tale somma né retribuzione accessoria né reddito imponibile.

La “Carta” (per quest’anno la somma corrisposta) dovrà essere utilizzata esclusivamente per le seguenti finalità di formazione e aggiornamento professionale, individuate nel comma 121 dell’art. 1 della legge 107/2015, finalità elencate anche nell’art. 4 del DPCM):

  • acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste
  • acquisto di hardware e di software
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento o di qualificazione delle competenze professionali svolti da enti accreditati presso il MIUR, a corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico inerenti il profilo professionale, ovvero a corsi di laurea post lauream o a master universitari inerenti il profilo professionale
  • rappresentazioni teatrali o cinematografiche
  • ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del Piano Triennale dell’Offerta Formativa delle istituzioni scolastiche e del Piano Nazionale di Formazione previsto dal comma 124 dell’art. 1 della legge 107/2015.

E’ prevista la possibilità di apposite convenzioni del MIUR con operatori pubblici e privati

Per l’a.s. 2015/16 sono state previste le seguenti disposizioni transitorie.

  • In attesa dell’attivazione e assegnazione della “Carta” – come detto – l’importo di € 500,00 è erogato direttamente sul cedolino unico entro il mese di ottobre 2015 per i docenti già di ruolo (compresi i neo-assunti dal 1° settembre 2015). Per i docenti assunti dopo il 1° settembre 2015 l’erogazione dell’importo sarà effettuata entro 20 giorni dalla trasmissione dei nominativi al sistema NoiPA. La somma sarà assegnata per intero anche in caso di assunzione del servizio ad anno scolastico iniziato.
  • Circa la rendicontazione, adeguata documentazione comprovante l’effettivo utilizzo della somma assegnata dovrà essere consegnata alla scuola di appartenenza entro il 31.8.2016. La documentazione sarà messa a disposizione dei revisori dei conti per il controllo di regolarità. Con nota successiva il MIUR si riserva di fornire ulteriori e più dettagliati elementi per detta rendicontazione delle spese. Gli importi non rendicontati o non conformi alle finalità di legge saranno recuperati con l’erogazione dell’a.s. 2016/17.

                                                                                                  * * *

Di seguito una breve sintesi delle disposizioni a regime.

  • La “Carta” – nominativa, personale, non trasferibile – sarà utilizzabile come strumento di pagamento su almeno uno dei circuiti telematici a maggiore diffusione.
  • Il valore nominale della “Carta” sarà di € 500,00 annui utilizzabili nell’anno scolastico di riferimento (1° settembre/31 agosto). Detta somma non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.
  • Destinatari della “Carta” sono i docenti a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i neo-assunti attraverso il piano straordinario previsto della legge 107/2015 con decorrenza giuridica 1°.9.2015.
  • La modalità di assegnazione della somma avverrà con apposita “card personale elettronica” contenente i dati personali e di servizio del docente beneficiario.
  • La modalità di rendicontazione sarà definita con successivo decreto congiunto Miur-Mef. La documentazione delle spese dovrà essere trasmessa alla scuola di appartenenza con le modalità e nei termini che saranno individuati nel futuro decreto per essere messa a disposizione dei revisori dei conti per il controllo di regolarità. In caso di documentazione non conforme ovvero di somme non rendicontate, gli importi relativi saranno recuperati sul saldo disponibile della carta o, se non sufficiente, sull’erogazione relativa all’anno scolastico successivo.

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ott 202015
 

tarCome preannunciato quest’estate, i sindacati rappresentativi della scuola – Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal e GILDA-Unams – hanno impugnato unitariamente davanti al Tar Lazio il primo provvedimento applicativo della legge 107/2015, ovvero il DGG n.767/2015, che esclude illegittimamente dal piano straordinario di assunzioni diverse tipologie di lavoratori precari.
Questa norma, come sostenuto nel ricorso, non risulta conforme ai principi generali e costituzionali del nostro ordinamento giuridico dal momento in cui esclude docenti che pur essendo abilitati non sono stati ricompresi tra coloro che possono partecipare al piano assunzionale.
In particolare la norma esclude dal piano i docenti abilitati TFA, PAS, ma anche i diplomati magistrali ante 2001-02 cui il Consiglio di Stato ha riconosciuto il valore abilitante del titolo posseduto, gli idonei dei concorsi per titoli ed esami banditi anteriormente al 2012, il personale docente di scuola dell’infanzia e infine i tanti supplenti che avendo più di 36 mesi di servizio potrebbero rivendicare la stabilizzazione così come indicato dalla sentenza della Corte di Giustizia europea.
Sotto il profilo prettamente costituzionale l’esclusione di tali categorie di personale sopra evidenziate vìola palesemente sia l’art. 3 che l’art. 97 della Costituzione, in quanto a parità di titolo risulta irragionevole e discriminante l’esclusione dalle assunzioni di una categoria avente requisiti perfettamente equivalenti alle altre.
Oltre a ciò, il provvedimento si pone in palese contrasto con i princìpi affermati dall’Unione europea, di cui vengono ignorate le specifiche direttive sociali e non applicate le più importanti decisioni della Corte di Giustizia, come quella relativa al divieto di abusare dei contratti a termine per un periodo superiore ai 36 mesi.
Per tutto ciò le Organizzazioni Sindacali, con questo ricorso, chiedono pregiudizialmente di rimettere alla Corte Costituzionale la questione della legittimità della Legge 107/2015 nella parte in cui non consente la stabilizzazione dei rapporti di lavoro per coloro che hanno più di 36 mesi di servizio presso la scuola statale, in violazione dell’art. 3 e 117 della Costituzione e della direttiva europea 1999/70/CE come interpretata dalla sentenza della Corte di Giustizia europea.
I sindacati chiedono anche, nello stesso ricorso, di porre in via pregiudiziale la questione alla Corte di Giustizia europea per valutare la legittimità – riguardo alle norme europee in materia di lavoro a tempo determinato – della legge 107/2015 che, senza alcuna ragione oggettiva, esclude i docenti abilitati con servizio superiore ai tre anni dal diritto a partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo. Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal e GILDA-Unams chiedono di dichiarare l’illegittimità della norma per la parte in cui esclude dal piano di assunzioni quei docenti che avrebbero i requisiti e i titoli previsti per essere immessi in ruolo.
Inoltre le Organizzazioni sindacali, con un ulteriore ricorso presentato contestualmente, chiedono l’annullamento del Decreto 767/2015 per la parte in cui esclude dal piano di assunzioni il personale Ata. Non si comprende e non si condivide, infatti, l’esclusione dal piano di tanti lavoratori dei profili Ata che avrebbero i titoli richiesti e un servizio ben superiore ai 36 mesi, esclusione che appare ancor più ingiustificata e illogica vista la considerevole disponibilità di posti in organico.

ott 122015
 

Si è svolto, giorno 8 al Miur, la prevista riunione tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali sul “Sistema integrato di educazione e istruzione” (cosiddetto “0/6 anni”), una delle tematiche previste dalle deleghe contenute nel comma 181 della legge 107/2015. Questo di oggi – previsto dalla lett. e) – è il secondo specifico incontro dopo quello avvenuto martedì scorso, 6 ottobre, riguardo l’inclusione degli studenti con disabilità.

Il Capo Dipartimento, Rosa De Pasquale, ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza di tale delega che si esplicita nell’intento di costruire un percorso di integrazione “0-6 anni” svincolato dal servizio individuale a domanda; si assicurerebbe così – utilizzando anche i risultati delle sperimentazioni già in atto – la formazione a tutti i bambini sin dalla primissima infanzia con la valutazione delle necessarie coperture finanziarie e con la previsione di accordi con gli Enti Locali.

La Cisl Scuola, nel richiamare ancora una volta la necessità di ulteriori momenti tecnici di confronto in cui l’Amministrazione declini in modo chiaro e dettagliato quanto contenuto nella delega, ha evidenziato le seguenti necessità e complessità.

  • La mancanza di servizi socio-educativi per i bambini da 0 a 3 anni, nel nostro Paese, è stata ed è causa di un profondo disagio per le famiglie e le esigue soluzioni adottate (inserimento anticipatari nella Scuola dell’Infanzia; istituzioni delle cosiddette “sezioni primavera”) hanno ancor di più evidenziato il divario tra Nord e Sud, non assicurando al contempo qualità ed efficienza del servizio. Quanto espresso nella legge e cioè di sottrarre il percorso “0-6 anni” dal servizio individuale a domanda è sicuramente condivisibile al fine di superare il gap esistente e di innalzare la media percentuale nazionale di servizi socio-educativi, oggi al di sotto della soglia del 10% a fronte del 33% previsto negli “Obiettivi di Lisbona 2010”, reiterati nelle “Raccomandazioni Europa 2020”. Ma assicurare la fruizione di servizi adeguati sia in termini di strutture, sia di personale, richiede uno sforzo economico rilevante e risorse dedicate.
  • L’attribuzione della legislazione in materia alle Regioni, cosi come previsto dalla modifica del Titolo V Cost., comporta accordi in sede di Conferenza Unificata e protocolli attuativi e/o intese con tutti i soggetti coinvolti (Miur, Anci, Istituzioni Scolastiche, Gestori delle Scuole pubbliche non statali).
  • Pur condividendo la necessità di una continuità in orizzontale, la Cisl Scuola ha ribadito con chiarezza e determinazione che il sistema integrato che va a profilarsi debba sostanziarsi nel percorso “0-3” e “3-6”. Eventuali mescolanze e sovrapposizioni snaturerebbero il ruolo della Scuola dell’Infanzia cosi ben declinato non solo nella legge 444/1968 ma anche nel dPR 89/2009 (il “Regolamento” di riordino della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo, didatticamente compiuto attraverso l’emanazione delle “Indicazioni Nazionali per il Curricolo”, fondamento per la costruzione di percorsi di apprendimento per le bambine e i bambini dai tre ai sei anni).
  • Per quanto riguarda gli asilo nido è stato evidenziato come sia urgente definire un profilo professionale dell’educatore e il suo percorso formativo, così come è necessario uniformare i vari contratti di lavoro, profondamente dissimili.
  • Forte dissenso e preoccupazione è stato espresso per la mancata assunzione dei docenti di Scuola dell’Infanzia inseriti nelle GAE ma non rientranti nel “piano straordinario di assunzioni” e che solo successivamente, probabilmente a delega compiuta, saranno assunti per l’attuazione del piano di azione nazionale per il sistema integrato. A tale proposito ribadiamo che tali assunzioni trovano motivo d’essere solo ed esclusivamente per assicurare la generalizzazione della Scuola dell’Infanzia.

La Cisl Scuola, in conclusione, ha richiamato le proprie posizioni sul significato e sul valore sociale ed etico, oltre che didattico, della Scuola dell’Infanzia, quale primo e fondamentale segmento del Sistema Nazionale di Istruzione per le bambine e i bambini dai tre ai sei anni.

ott 102015
 

Brucia tutti sui tempi, la ministra, e pubblica il suo personalissimo “rapporto di autovalutazione”, dandosi un bell’otto. Invoca il rigore per gli altri, ma si mostra assai benevola con se stessa. Benevola nel magnificare un piano di assunzioni che fa acqua da tutte le parti, coprendo al momento solo lo stretto necessario per evitare la chiusura delle scuole; benevola nell’intestarsi un contrasto al precariato che vede solo lei, mentre non ne hanno sentore le decine di migliaia di supplenti che continueranno a rimanere tali, in barba alle sentenze che riconoscono i loro diritti.

Pretestuosa, poi, la polemica sul presunto utilizzo di termini impropri, uno stracciarsi le vesti che nasconde a fatica il pressapochismo con cui affronta il tema della mobilità del personale, ancora una volta manipolando a suo uso e consumo numeri e percentuali e salvandosi in corner col rinvio al “piano di mobilità generale” previsto – ma come non si sa – per il prossimo anno.

La realtà è ben diversa, e porterebbe a votazioni ben più severe di quella che la ministra, con manica larga, si assegna. E a proposito di dissensi, e di percentuali: vogliamo ricordare alla ministra Giannini che contro la “sua” riforma i lavoratori della scuola hanno scioperato con una percentuale di adesione di quasi il 70%, la più alta di sempre, che proprio non lascia adito a dubbi né sul “gradimento” che la legge riscuote, né sulla rappresentatività di chi ha voluto e indetto quello sciopero.

Se ne faccia una ragione e accetti di confrontarsi, senza presunzione e senza arroganza, con chi la scuola la conosce davvero e può indicarle dove e come mettere mano per evitare che una legge sbagliata faccia ulteriori danni alla nostra scuola.

ott 072015
 

Scrima10Brucia tutti sui tempi, la ministra, e pubblica il suo personalissimo “rapporto di autovalutazione”, dandosi un bell’otto. Invoca il rigore per gli altri, ma si mostra assai benevola con se stessa. Benevola nel magnificare un piano di assunzioni che fa acqua da tutte le parti, coprendo al momento solo lo stretto necessario per evitare la chiusura delle scuole; benevola nell’intestarsi un contrasto al precariato che vede solo lei, mentre non ne hanno sentore le decine di migliaia di supplenti che continueranno a rimanere tali, in barba alle sentenze che riconoscono i loro diritti.

Pretestuosa, poi, la polemica sul presunto utilizzo di termini impropri, uno stracciarsi le vesti che nasconde a fatica il pressapochismo con cui affronta il tema della mobilità del personale, ancora una volta manipolando a suo uso e consumo numeri e percentuali e salvandosi in corner col rinvio al “piano di mobilità generale” previsto – ma come non si sa – per il prossimo anno.

La realtà è ben diversa, e porterebbe a votazioni ben più severe di quella che la ministra, con manica larga, si assegna. E a proposito di dissensi, e di percentuali: vogliamo ricordare alla ministra Giannini che contro la “sua” riforma i lavoratori della scuola hanno scioperato con una percentuale di adesione di quasi il 70%, la più alta di sempre, che proprio non lascia adito a dubbi né sul “gradimento” che la legge riscuote, né sulla rappresentatività di chi ha voluto e indetto quello sciopero.

Se ne faccia una ragione e accetti di confrontarsi, senza presunzione e senza arroganza, con chi la scuola la conosce davvero e può indicarle dove e come mettere mano per evitare che una legge sbagliata faccia ulteriori danni alla nostra scuola.

Roma, 6 ottobre 2015

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

ott 072015
 

A seguito dell’incontro dello scorso 23 settembre tra la ministra Giannini e i segretari generali delle organizzazioni sindacali della scuola, l’Amministrazione ha avviato (analogamente a quanto avviene con le associazioni e altri soggetti) una serie di incontri con i sindacati medesimi sulle tematiche previste dalle deleghe contenute nel comma 181 della legge 107/2015.

Questo il calendario degli incontri:

  • 6 ottobre 2015 – inclusione degli studenti con disabilità
  • 8 ottobre 2015 – sistema integrato di educazione e istruzione (0-6 anni)
  • 15 ottobre 2015 – revisione percorsi di istruzione professionale
  • 22 ottobre 2015 – diritto allo studio
  • 27 ottobre 2015 – formazione iniziale docenti

Nella mattinata odierna, pertanto, si è svolto il primo di questi incontri, con esito assolutamente interlocutorio e formale, in quanto l’Amministrazione non ha fornito ulteriori dettagli o chiarimenti in merito a quanto indicato dalla specifica delega (lett. c, comma 181, legge 107/2015).

Nel suo intervento la Cisl Scuola

  • ha ribadito, in premessa, la propria contrarietà all’uso della delega su tematiche che, invece, dovrebbero trovare ampio dibattito in sede parlamentare, indicando come necessari ulteriori momenti di confronto per verificare le ricadute di provvedimenti legislativi sui profili professionali dei docenti e sull’organizzazione del lavoro;
  • ha evidenziato, nel merito, come il percorso di formazione iniziale dei docenti debba essere riformulato e strutturato per l’acquisizione di ulteriori competenze relativamente alle varie disabilità sempre più diffuse e complesse,  condividendo la necessità di garantire la continuità didattica per favorire i processi di apprendimento degli studenti. Le condizioni per favorire la continuità devono essere tuttavia ricercate e disciplinate nelle sedi contrattuali; non si rivela inoltre opportuna né utile a tal fine l’istituzione di una specifica classe di concorso, che potrebbe, oltretutto, pregiudicare la corresponsabilità e la partecipazione di tutto il team docenti nell’elaborazione di un curriculum calibrato e regolato ai bisogni dello studente;
  • ha richiesto che laddove siano in corso sperimentazioni (93 Istituzioni Scolastiche) per l’applicazione delle norme indicate dall’OMS, in particolare per quanto riguarda l’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), quest’ultimo sia adattato ai processi pedagogici, da integrare con  quelli clinici e sanitari;
  • ha sottolineato, infine, la necessità di una revisione dei centri territoriali di supporto che dovrebbero garantire strumenti e risorse ai docenti e in generale alle Istituzioni Scolastiche anche consorziate in rete.

Al termine dell’incontro l’Amministrazione, nella persona del Capo Dipartimento, ha assicurato ulteriori momenti di confronto.

 

ott 062015
 

Il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Miur ha emanato la nota 2157 del 5.10.2015 con la quale è prorogato al 15 gennaio 2016 il termine ultimo per la predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, termine inizialmente previsto dal comma 12 dell’art. 1 della legge 107/2015 per il prossimo 31 ottobre. “Ciò consentirà alle scuole, che stanno operando per adempiere su più settori alla realizzazione di un processo di cambiamento del sistema scolastico che richiede tempo e impegno da parte di tutte le componenti del sistema scuola, di continuare a lavorare con tempi distesi”.

ott 022015
 

Il MIUR ha diffuso in data 30 settembre la nota prot. 2116 con la quale, dopo le insistenti pressioni di tutte le organizzazioni sindacali e l’incontro del 23 settembre convocato a seguito di una richiesta unitaria, si forniscono chiarimenti circa il divieto di assunzione dei supplenti previsto dalla legge di stabilità 2015 per il primo giorno di assenza dei docenti e per i primi sette giorni di assenza dei collaboratori scolastici.
La nota, diversamente da quanto ci si attendeva e sarebbe stato necessario, non fa sufficiente chiarezza riguardo alle sostituzioni del personale docente, in quanto si limita a richiamare le esigenze di tutela e garanzia del diritto allo studio (peraltro richiamando impropriamente il comma 333 della legge, che fa in realtà riferimento all’”offerta formativa”), e rimanda alla possibilità di utilizzo, per tali sostituzioni, dell’organico del potenziamento, che tuttavia verrà assegnato alle scuole non prima del mese di novembre.
Quanto ai collaboratori scolastici, oltre a ribadire ossessivamente la responsabilità esclusiva dei dirigenti scolastici, l’unica “apertura” da parte dell’Amministrazione riguarda la possibilità di assumere supplenti esclusivamente nei casi in cui vi sia la certezza che non è possibile assicurare altrimenti le condizioni minime di funzionamento del servizio e di fruizione del diritto allo studio.
Grave la più totale indisponibilità a concedere la benché minima flessibilità rispetto ai vincoli posti dalla legge per la sostituzione degli assistenti amministrativi e tecnici. Una circolare molto deludente, quindi, nella quale risultano ampiamente smentite le aspettative suscitate nel corso dell’incontro nell’incontro del 23 settembre scorso, nel quale l’Amministrazione, diversamente da quanto oggi si riscontra, si era detta disponibile a tenere nella dovuta considerazione le richieste sostenute dalla Cisl Scuola e dalle altre organizzazioni sindacali.

ott 022015
 

Il Miur ha emanato la nota 31069 del 25.9.2015 con la quale l’amministrazione – dopo continue pressioni della Cisl Scuola e pur se con notevole ritardo – fornisce chiarimenti in relazione alle supplenze sui posti di sostegno.

Come già previsto negli scorsi anni in occasione dei ritardi di pubblicazione delle graduatorie definitive di istituto (vedi nota 8481 del 27.8.2014), la nota 31069 conferma la possibilità per il docente di lasciare una supplenza temporanea per accettare una supplenza fino all’assunzione dell’avente titolo per disponibilità relative a posti di sostegno.

La nota 31069 precisa, inoltre, che la priorità riconosciuta ai supplenti (e richiesta da questi ultimi alle scuole attraverso la “messa a disposizione“) in virtù del conseguimento tardivo del titolo di specializzazione è riconosciuta:

  • a coloro che sono inseriti nelle graduatorie di istituto e hanno acquisito il titolo in questione successivamente al termine del 15 settembre 2015 fissato per la presentazione via web del Mod. A5
  • a coloro che – non inseriti nelle graduatorie di istituto – sono però in possesso dei previsti titoli.

ott 022015
 

E’ stata emanata la nota 31060 del 25.9.2015, corredata dai relativi allegati, con la quale il MIUR, comunicando l’apertura delle funzioni Polis (dal 25 settembre alle ore 14 del 14 ottobre 2015), fornisce le indicazioni per la presentazione del Modello B, ai fini della scelta delle sedi per l’inserimento nelle “code” (“finestre”) delle graduatorie di 2ª fascia di istituto.

La nota riguarda gli aspiranti che hanno dichiarato con il Modello A3 di aver acquisito l’abilitazione entro il 1° febbraio 2015 o entro il 1° agosto 2015.

Si segnala che le indicazioni del MIUR possono risultare di difficile interpretazione per coloro che sono presenti nelle graduatorie di istituto anche per altri insegnamenti oltre a quello/i per cui hanno chiesto l’inserimento nelle graduatorie aggiuntive della 2ª fascia. Al riguardo, si ricorda che il principio che deve essere fatto salvo è che le graduatorie vigenti di 1ª, 2ª e 3ª fascia, costituite ad inizio triennio, non possono essere modificate.

Le graduatorie di istituto dell’a.s. 2015/16, pertanto, saranno così composte:

  • 1ª fascia – Invariata (fatti salvi gli adeguamenti ai dimensionamenti)
  • 2ª fascia – Invariata (fatti salvi gli adeguamenti ai dimensionamenti)
  • Prima coda della 2ª fascia (abilitati entro il 1°.2.2015) – Di nuova costituzione
  • Seconda coda della 2ª fascia (abilitati entro il 1°.8.2015) – Di nuova costituzione
  • 3ª fascia – Invariata (fatti salvi: gli adeguamenti ai dimensionamenti; la cancellazione degli aspiranti che si inseriscono nelle fasce aggiuntive; la precedenza degli aspiranti che si sono abilitati dopo il 1°.8.2015 e che hanno presentato o presenteranno il Mod. A4)

Aspiranti che non sono inseriti nelle graduatorie di istituto

Per questi aspiranti – che chiedono per la prima volta l’inserimento – valgono le regole già note previste per la scelta delle sedi: 20 scuole con il limite di 10 per la scuola dell’infanzia e primaria, di cui massimo due circoli didattici (gli istituti comprensivi si considerano entro il limite di 10). Il Mod. B dovrà essere indirizzato alla scuola a cui è stato trasmesso il Modello A3.

Aspiranti che sono già inseriti nelle graduatorie di istituto

Il Mod. B dovrà essere indirizzato alla scuola capofila scelta precedentemente, che potrà eventualmente anche essere sostituita, ma che resterà il referente per il trattamento della posizione dell’interessato per tutto il triennio di validità delle graduatorie.

Il sistema proporrà le scuole nelle cui graduatorie gli aspiranti risultano inseriti nell’a.s. 2014/15, scuole che potranno essere confermate ovvero sostituite con istituzioni presenti al sistema nello stesso anno scolastico. Solo successivamente le graduatorie saranno adeguate in base agli effetti del dimensionamento per l’a.s. 2015/16.

Sono previsti alcuni vincoli per poter cambiare le scuole in quanto, come specificato sopra, le scelte operate non possono e non devono comportare modifiche nella composizione delle graduatorie di istituto di 1ª, 2ª e 3ª fascia, né per gli interessati né per gli altri supplenti già inseriti.

Da ciò deriva che:

  • sarà possibile cambiare le scuole solo se in quelle di attuale inserimento non è presente l’insegnamento per il quale con il Modello A3 si è chiesta l’inclusione nelle code della 2ª fascia;
  • si potranno chiedere solo nuove scuole in cui non sono presenti gli insegnamenti per cui gli interessati risultano già inseriti nelle graduatorie vigenti. Questo perché nelle graduatorie delle nuove scuole gli interessati verrebbero inseriti oltre che nella coda della 2ª fascia di pertinenza, anche in tutti gli altri insegnamenti per cui sono già inclusi nella 1ª, 2ª e 3ª fascia, modificandone la composizione (effetto trascinamento!)

Nella nota 31060 (e nella nota 8 del Mod. B) sono riportate otto casistiche con relative istruzioni, corrispondenti alle diverse possibili situazioni in cui i supplenti possono venirsi a trovare rispetto agli eventuali cambiamenti delle sedi.

Licei musicali e coreutici

Per l’inserimento nelle code della 2ª fascia relative ai nuovi insegnamenti dei licei musicali e coreutici (non ricondotti a classi di concorso), dovrà essere compilato – oltre al Mod. B - un secondo specifico allegato (Mod. B1, in formato cartaceo). Detto ulteriore modello dovrà essere redatto dai docenti delle classi di concorso A031, A032 e A077 in possesso dei titoli previsti dall’allegato E, che esprimono tra le preferenze i licei musicali.

Il Mod. B1 dovrà essere spedito ad uno dei licei musicali e/o coreutici indicati nel Mod. B (a mezzo raccomandata, PEC o consegnato a mano) sempre entro il termine del 14 ottobre.

E’ opportuno che i supplenti già inseriti in 3ª fascia per gli stessi insegnamenti per i quali chiedono l’inserimento nella 2ª fascia aggiuntiva ripresentino il Mod. B1: non essendo le relative operazioni automatizzate, infatti, si consiglia ciò anche nel caso intendessero confermare i licei musicali precedentemente richiesti.

Nella nota 31060, infine, è stato riportato il nuovo ordine per le convocazioni che dovrà essere seguito per l’assegnazione delle supplenze a seguito dell’integrazione delle graduatorie delle materie di indirizzo dei licei musicali con le code della 2ª fascia.

 

ott 022015
 

personale_ATAIl Miur ha emanato la nota 30516 del 21.9.2015 con la quale detta le istruzioni per l’organizzazione e l’avvio dei corsi di formazione per il personale ATA. Detti corsi – individuati dal decreto ministeriale 435 del 16.6.2015 (“Criteri e parametri per l’assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”) che all’art. 23, comma 1, lettera b) prevede lo stanziamento di € 200.000,00 per la formazione del personale in questione destinatario dell’attribuzione delle posizioni economiche – sono stati definiti negli obiettivi, nelle tipologie e nella ripartizione regionale dei fondi dal successivo decreto direttoriale 863 del 5.8.2015. I destinatari della formazione sono individuati, prioritariamente, come detto, tra gli appartenenti ai profili di area A e B già inseriti nelle graduatorie per l’acquisizione delle posizioni economiche, ma ancora non formati. I corsi si svolgeranno soltanto in presenza attraverso gli argomenti di cui alle tabelle riportate nella stessa nota 30516. I Direttori degli Uffici Scolastici Regionali sono invitati a prestare la massima attenzione affinché i termini per il tempestivo avvio dei corsi medesimi siano rispettati.