gen 302016
 

Il CSPI nella seduta del 27 gennaio ha espresso il parere chiesto dal Ministro dell’Istruzione su una serie di provvedimenti relativi alle procedure concorsuali per il personale docente, in vista dell’annunciata emanazione del bando di concorso. All’attenzione del Consiglio erano sottoposti cinque decreti (prove e programmi, tabella dei titoli, requisiti dei componenti di commissione, ambiti disciplinari, riconoscimento dei titoli di specializzazione in italiano L2) e un’ordinanza (formazione delle commissioni).
In premessa, il Consiglio ha voluto evidenziare la ristrettezza dei tempi in cui si è trovato a operare, dovendo esprimere il parere a soli pochi giorni dal proprio insediamento. Ha inoltre richiamato l’esigenza di muoversi nella cornice disegnata dalle direttive europee, facendo esplicito riferimento alle attese di quanti lavorano da anni con reiterati contratti a tempo determinato.
Si tratta di una sottolineatura che la Cisl Scuola considera molto opportuna, essendo del tutto evidente che sul varo delle procedure di reclutamento ordinario pesano inevitabilmente i tanti nodi non risolti dal piano straordinario della “buona scuola”. I dati smentiscono infatti clamorosamente le affermazioni fatte nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio, secondo il quale con la legge 107 la questione del precariato sarebbe da considerarsi chiusa. La realtà è ben diversa, il numero dei contratti precari è di gran lunga aumentato proprio quest’anno, e non solo perchè le assunzioni sono state fatte ad anno scolastico inoltrato. Di tante legittime attese e diritti non si può non tenere conto: diversamente, è inevitabile che anche il bando di un concorso finisca per innescare tensioni e conflittualità difficilmente governabili.
Altre questione su cui in premessa del parere si richiama l’attenzione, esprimendo anche riserve e perplessità, sono: l’esclusione dalle procedure concorsuali dei docenti non abilitati, con riflessi particolarmente problematici per i docenti ITP; l’esigenza di sanare la disparità di trattamento riservata al personale della scuola dell’infanzia nel piano straordinario di assunzioni della legge 107; la discutibile previsione di una procedura specifica per l’accesso ai posti di sostegno, che potrebbe accentuare la separatezza, anziché l’integrazione, tra la figura del docente curricolare e quella del docente specializzato.
Successivamente il parere si addentra in modo dettagliato sui contenuti dei provvedimenti in esame, fornendo una serie di osservazioni e indicazioni delle quali ci auguriamo il Ministro voglia tenere debitamente conto, ancorché si tratti di un parere non vincolante; il testo è infatti formulato in termini estremamente puntuali e ben argomentati, che ne fanno un documento di grande equilibrio e qualità.
Anche per questo sorprende che una parte dei membri designati del CSPI, nonostante il testo in discussione fosse il frutto di un’istruttoria condotta dall’intero ufficio di presidenza, abbia deciso di astenersi nella votazione conclusiva, in ragione dell’unico punto di discordanza emerso nella discussione, riferito alla proposta di portare da 0,5 a 1 il punteggio previsto nella tabella di valutazione dei titoli per un anno di servizio. La proposta mirava a ridurre un’evidente sperequazione fra tale punteggio e quello assegnato ad altri titoli, ad esempio l’abilitazione (5 punti, cioè l’equivalente di 10 anni di servizio). Da qui la richiesta di modifica, che una parte dei consiglieri designati ha ritenuto di non poter condividere, tanto che il parere è stato alla fine votato a maggioranza, con otto astensioni.

gen 192016
 

Suggeriamo all’ANP di riflettere con più calma e più lucidità prima di imbarcarsi in polemiche così assurde e sgarbate; cadono le braccia, leggendo che la CISL Scuola si sarebbe risentita … perché sulla presidenza del CSPI non si è raggiunta l’unanimità dei consensi!
Abbiamo definito “legittimo dissenso” quello dei rappresentanti ANP, e non siamo soliti, noi, usare le parole a vanvera; non abbiamo certo contestato l’espressione del voto, ma controbattuto alle motivazioni addotte, com’è normale che avvenga in ogni democrazia che si rispetti. Si può capire che i teorici dell’intolleranza verso i “contrastivi” facciano fatica ad accettarlo, ma non pretendano il silenzio quando si ergono a giudici del mondo senza ammettere né concedere diritto di replica: queste sono regole elementari del gioco democratico, l’ANP se ne faccia una ragione.
Certo, se è questo lo stile di governo che dovrebbe connotare il modello di scuola vagheggiato dall’ANP, abbiamo una ragione in più per preoccuparci e per contrastarlo.

gen 192016
 

importante3Facendo seguito alla ricognizione neoassunti, avviata con nota prot. 0012169 del 09 dicembre 2015, e ulteriore richiesta di verifica dati prot. n. 0012478 del 16 dicembre 2015, l’Ufficio Scolastico Territoriale di Palermo ha fornito indicazioni operative utili all’avvio delle attività di formazione del personale neoassunto. I docenti immessi in ruolo e che hanno differito la presa di servizio al 1° luglio 2016 o al 1° settembre 2016, se rientrano nei casi di cui al D.M. 850/2015 sopra riportato, dovranno chiedere l’autorizzazione al Dirigente dell’Ufficio I – Ambito Territoriale di Palermo. A tal fine dovranno presentare istanza di cui all’ “ALLEGATO 2” presso l’Istituzione Scolastica di servizio, la quale dovrà inoltrarla, dopo averla protocollata, al seguente indirizzo email: neoassunti.pa@gmail.com, entro e non oltre il 20 gennaio 2016. Si specifica che non saranno presi in considerazione altri format, anche se inviati prima della suddetta comunicazione.

gen 162016
 

importante3 A V V I S O

Immissione in ruolo L. 107/2015 – Fase C – Impossibilità ad effettuare l’accettazione del contratto in Istanze OnLine 

I docenti che hanno differito la presa di servizio   e che ad oggi non riescono a portare a termine l’accettazione del contratto nella piattaforma Istanze on line, potranno effettuare l’operazione dalla data che sarà comunicata con successiva nota.

Invitiamo pertanto i colleghi interessati a pazientare ed eventualmente a comunicare tale nota agli uffici scolastici territoriali di titolarità.

Ecco il link alla notizia sul sito dell’Ambito Territoriale della Provincia di Palermo.

gen 162016
 

Le argomentazioni con cui l’ANP ha motivato la decisione di non votare Francesco Scrima come presidente del CSPI sono qualcosa di diverso dall’espressione di un legittimo dissenso e si rivelano frutto di una smisurata presunzione. Che l’elezione di un rappresentante sindacale sia “un chiaro e anacronistico segnale di prevalente attenzione al personale scolastico” è affermazione non solo gratuita e apodittica, ma addirittura stravagante se a pronunciarla sono i rappresentanti, a loro volta, di un sindacato. Evidentemente l’unico a non essere “espressione del corporativismo e del conservatorismo sindacale”. L’unico a potersi fregiare della patente di innovatore, che l’ANP si autoassegna, relegando nel girone dei conservatori incalliti il resto del mondo. Nel caso in questione, tutti, ma proprio tutti gli altri componenti del Consiglio: eletti, designati, nominati.
Ma non basta: accantonata ogni falsa modestia, l’ANP si intesta un altro primato, quello della competenza, della chiarezza e della responsabilità, che farebbero dei suoi rappresentanti “i migliori soggetti qualificati per esprimere supporto tecnico-scientifico all’esercizio delle funzioni di Governo”. Difficile stabilire se questo delirio di onnipotenza derivi da eccessiva autostima o dalla frustrazione da isolamento dopo gli esiti di una votazione che solo l’ANP non considera di buon auspicio per il percorso che attende il neocostituito CSPI.
Per quanto ci riguarda, non accettiamo lezioni dall’ANP sulla capacità di assumere come orizzonte di riferimento l’interesse generale, e non solo quello di chi direttamente rappresentiamo. Con una postilla: consideriamo da sempre un connotato qualificante della nostra identità l’essere espressione di tutte le professionalità operanti nella sistema scolastico – docenti, personale ATA, dirigenti – in forza di un’idea di scuola come comunità educativa che proprio in quanto tale può realizzare il massimo di efficacia e di qualità, a beneficio dei suoi “utenti” e dell’intera società. Una scuola nella quale il dirigente scolastico svolge un ruolo essenziale e non ha bisogno di “iniezioni di potere” per accrescere la sua autorevolezza.
Nessuno, e men che meno l’ANP, abbia la presunzione di insegnarci come si contrastano le pulsioni corporative, né come si promuovono innovazione e qualità.

Roma, 14 gennaio 2016

Lena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

gen 162016
 

Francesco-Scrima_imagelargeSi è riunito per la prima volta al MIUR il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, il massimo organo collegiale della scuola previsto dal decreto di riordino degli organismi di rappresentanza e partecipazione a livello territoriale (D.lvo. 30.6.1999, n. 233). Il CSPI, formato da 36 componenti di cui 18 elettivi e altrettanti designati o nominati dal Ministro dell’Istruzione, subito dopo il suo insediamento ha provveduto all’elezione del Presidente, così come stabilisce la norma istitutiva. A larghissima maggioranza è risultato eletto, con 32 voti su 34 partecipanti, Francesco Scrima. L’ampiezza dei consensi è certamente un buon segnale per il lavoro comune che attende tutti i componenti del Consiglio, ma è anche un evidentemente riconoscimento di prestigio e autorevolezza per chi ha guidato a lungo con intelligenza e saggezza la nostra organizzazione. Salutiamo con soddisfazione e orgoglio la sua elezione e gli rivolgiamo gli auguri più affettuosi di buon lavoro.
Il CSPI è già stato riconvocato per il 20 gennaio p.v., con all’ordine del giorno l’approvazione del proprio regolamento e l’elezione dell’Ufficio di Presidenza.

gen 122016
 

lena gissiLa trattativa per il contratto sulla mobilità torna ancora una volta a un “tavolo politico”, che abbiamo chiesto nel tentativo di superare attraverso il negoziato le tante criticità derivanti dalle disposizioni della legge 107, che condizionano inevitabilmente il confronto in atto. Evitare che l’Amministrazione si attestasse su una rigida e immediata applicazione di norme controverse e da noi fortemente contrastate è stato da subito il nostro principale obiettivo, insieme a quello di non lasciare la gestione della mobilità a decisioni unilaterali del MIUR .
Le aperture registrate fino ad oggi e i significativi passi compiuti nel corso della trattativa, col mantenimento della mobilità su singola scuola in ambito provinciale e la disponibilità a definire con apposita sequenza contrattuale i criteri e le procedure per l’attribuzione dell’incarico ai docenti assegnati agli ambiti territoriali, consegnano al momento risultati che non vanno dispersi.
Ora chiediamo un ulteriore atto di disponibilità e responsabilità ai nostri interlocutori politici, indispensabile per condurre a positiva conclusione il negoziato. Siamo convinti che sia questa la vera attesa e il vero interesse dei lavoratori.

Roma, 12 gennaio 2016

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola