lug 222011
 

Chi parla di un accordo che impone forti penalizzazioni non sa quel che dice, o è in malafede. La sola eliminazione di una fascia stipendiale, senza alcun intervento sui meccanismi e sui tempi delle ricostruzioni di carriera, comporta per tutti un sacrificio modesto e in molti casi del tutto inesistente; in compenso si mette fine ad una situazione che si trascinava da anni, col lavoro precario talmente esteso da sfiorare, per il personale ata, il 30% dell’organico.
Per quest’ultima tipologia di personale le immissioni in ruolo superano di cinque volte il numero dei pensionamenti, rapporto che dà l’esatta misura di quanto valga l’operazione assunzioni alla cui riuscita la CISL e la CISL Scuola stanno lavorando da mesi.
I lavoratori sanno distinguere molto bene chi cerca e ottiene risultati da chi vive di slogan e li copre di improbabili promesse. Chi cerca adesso di intestarsi il merito di risultati per ottenere i quali non ha mosso un dito, dedicandosi anzi per settimane a seminare dubbi e perplessità, dà prova di una disinvoltura che rasenta il ridicolo.
La Cisl scuola è ora impegnata a seguire la fase successiva che dovrà vedere l’emanazione, nelle prossime settimane, del decreto interministeriale per realizzare le 67 mila assunzioni in tempo utile per l’avvio del nuovo anno scolastico.

Roma, 20 luglio 2011

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola