nov 172016
 

miur palazzoSi è svolto, ieri, 15 novembre, un nuovo incontro al Miur sulla mobilità per l’a.s. 2017/18. Dopo il confronto di mercoledì scorso, 9 novembre, in cui sono stati elencati i “nodi” principali della trattativa, ritenevamo che l’Amministrazione si esprimesse fornendo quanto meno un’anticipazione dei contenuti della proposta di partenza per l’avvio della trattativa medesima.

In realtà è stato richiesto alle organizzazioni sindacali di esprimere nuovamente la propria posizione circa i punti di condivisione. Tutti i sindacati hanno sollecitato l’amministrazione a “rispondere” alle seguenti richieste:

  • avviare la trattativa sull’assegnazione dei docenti da ambito a scuola – come concordato nell’incontro con la ministra – contestualmente  al contratto sulla mobilità;
  • consentire la mobilità su scuola per i docenti già titolari e per gli assunti dell’a.s. 2015/16 al fine di superare errori e contenziosi della “mobilità 2016/17”;
  • attuare le procedure della mobilità prevedendo per ciascun ordine di scuola una fase unica, articolata in comunale, provinciale e interprovinciale, al fine di ottimizzare le disponibilità dei posti che si liberano con i movimenti all’interno dello stesso grado;
  • precisare che non c’è blocco alla mobilità per gli assunti entro l’a.s. 2015/16 e pertanto è consentita la mobilità anche dei docenti con incarico triennale del DS;
  • riservare una quota delle disponibilità da destinare alla mobilità professionale e/o interprovinciale con accantonamento del 50% dei posti per le assunzioni;
  • individuare specifiche tutele al trattamento dei docenti in situazione di esubero provinciale (vecchi esuberi) e “nazionale“;
  • attuare una mobilità specifica per i licei musicali e coreutici.

L’amministrazione ha proposto di avviare domani, giovedì 17 novembre, la contrattazione sui criteri per l’assegnazione da ambito a scuola, ripartendo dal testo del luglio scorso su cui si era interrotta la trattativa, ma ha eluso totalmente una risposta nel merito di tutte le altre questioni.

Tutte le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’indisponibilità a trattare anche una sola questione senza che l’Amministrazione abbia chiarito la propria posizione sulle altre.